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Terawave, ecco come Blue Origin (di Bezos) sfiderà Starlink e Amazon Leo

Blue Origin, la società aerospaziale di proprietà del fondatore di Amazon Jeff Bezos, punta a lanciare oltre 5.400 satelliti per creare una nuova rete di comunicazioni, off limits per i singoli consumatori, ma progettata per servire data center, governi e aziende, entrando in un mercato dominato da Starlink di Elon Musk

Dopo i razzi (più e meno grandi), la corsa spaziale tra i miliardari Elon Musk e Jeff Bezos si arricchisce con un nuovo capitolo.

Mercoledì, Blue Origin, la società aerospaziale di Jeff Bezos, ha annunciato un piano per dispiegare 5.408 satelliti nello spazio per una rete di comunicazioni che servirà data center, governi e aziende, entrando in un mercato di costellazioni satellitari dominato da SpaceX di Elon Musk con la costellazione satellitare in orbita bassa Starlink.

Chiamata TeraWave, offrirà un accesso a Internet continuo in tutto il mondo. Come precisa Spacenews, TeraWave è un’iniziativa distinta dalla costellazione Leo (ex Project Kuiper) da 3.232 satelliti in fase di sviluppo da parte di Amazon, il colosso tecnologico fondato da Jeff Bezos ma non interamente controllato dal miliardario, a differenza di Blue Origin.

A differenza di Starlink, la rete pianificata sembra off-limits per i singoli consumatori, secondo la dichiarazione di Blue Origin.

Diversamente da Amazon Leo e da Starlink di SpaceX, TeraWave è progettata come un servizio su misura, non rivolto al mercato consumer, e sarebbe riservata a una platea stimata di circa 100.000 clienti a livello globale. Ma anche dopo aver lanciato migliaia di satelliti, Blue Origin ne avrebbe comunque molti meno in orbita rispetto a Starlink, che attualmente domina il mercato dell’internet satellitare, commenta la Bbc.

Secondo Blue Origin l’aumento dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale e la diffusione dei servizi cloud stanno alimentando la richiesta di collegamenti sempre più ampi e resilienti da parte dei data center e di altri utenti ad alta intensità di capacità. Di recente proprio Jeff Bezos ha ipotizzato che, nei prossimi decenni, potrebbero essere realizzati nello spazio data center con capacità dell’ordine dei gigawatt, uno scenario già preso in considerazione anche da Elon Musk e non solo.

Tutti i dettagli.

COS’È TERAWAVE

Blue Origin punta a ottenere l’approvazione regolatoria per avviare, a partire dalla fine del prossimo anno, la messa in orbita di oltre 5.400 satelliti a supporto del progetto TeraWave. La rete, composta da 5.280 satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) e 128 in orbita terrestre media (MEO), farebbe ricorso a una combinazione di collegamenti in radiofrequenza e ottici per garantire connettività punto-punto e instradamento globale di grandi volumi di dati.

L’obiettivo è offrire una capacità complessiva fino a 6 terabit al secondo (Tbps) destinata a clienti aziendali, data center e soggetti governativi.

LE PAROLE DEL CEO

“I clienti distribuiti a livello globale possono accedere a una capacità fino a 144 Gbps tramite collegamenti in banda Q/V dai satelliti LEO, mentre è possibile accedere a una capacità punto-punto fino a 6 Tbps tramite collegamenti ottici dai satelliti MEO”, ha dichiarato il 21 gennaio Dave Limp, ceo di Blue Origin. “Questo fornisce l’affidabilità e la resilienza necessarie per operazioni in tempo reale e massicci trasferimenti di dati. Fornisce inoltre connettività di backup durante le interruzioni, mantenendo operative le operazioni critiche. Inoltre, offre la possibilità di scalare su richiesta e di implementare rapidamente a livello globale, mantenendo inalterate le prestazioni.”

STARLINK E GLI ALTRI OPERATORI

Al momento la divisione di Internet satellitare di Elon Musk rende SpaceX il più grande operatore satellitare del mondo.

Gli altri rivali includono la canadese Telesat, che non ha ancora lanciato satelliti, e OneWeb che ha costruito una rete di 620 satelliti ora della società satellitare francese Eutelsat, che offre il suo servizio Internet principalmente a governi e imprese. Poi c’è Amazon che ha già messo in orbita 180 satelliti in orbita, dopo averne lanciati decine solo la scorsa settimana, e punta a creare una costellazione di più di 3.200 unità. Il gigante tecnologico ha intenzione di espandere la costellazione ex Project Kuiper  fino a 200 satelliti quest’anno, mentre si sta posizionando in concorrenza con Starlink.

Ma la questione è se questi player riusciranno effettivamente a recuperare terreno su Starlink che conta circa 10mila satelliti in orbita bassa offrono maggiore sicurezza e velocità di connessione più elevate rispetto ai tradizionali satelliti unitari più distanti nello spazio.

E sempre Starlink, che ha registrato oltre 6 milioni di clienti in almeno 140 paesi, si rivolge a tutti: singoli consumatori, aziende, governi e, con la sua variante Starshield, alle agenzie di sicurezza nazionale statunitensi.

 

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