L’Ucraina potrà acquistare armi da fornitori extraeuropei con il prestito Ue? Sì, secondo la presidente Ursula von der Leyen.
In seguito alla decisione politica dei capi di Stato e di governo del 18 dicembre, la Commissione europea ha presentato ieri il pacchetto legislativo che prevede un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, finanziato tramite debito comune.
“Proponiamo di suddividere i 90 miliardi di euro in due parti: due terzi per l’assistenza militare, ovvero 60 miliardi di euro. E un terzo, ovvero 30 miliardi di euro, per il sostegno al bilancio generale. Con questo sostegno militare, l’Ucraina può resistere con forza alla Russia. E allo stesso tempo, può integrarsi più strettamente nella base industriale della difesa europea”. È quanto si legge nella una nota congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il commissario europeo per l’Economia e la Produttività, Valdis Dombrovskis, e la commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos.
“Facciamo davvero un passo avanti nel nostro sostegno per costruire un’Ucraina più forte e stabile”, ha dichiarato von der Leyen in una conferenza stampa a Bruxelles. I 60 miliardi di euro da spendere per le attrezzature militari saranno utilizzati principalmente per acquistare equipaggiamenti dall’Ue e dai paesi dell’EFTA, ma non esclusivamente.
“Prima la preferenza europea, ma se non è possibile allora acquistare dall’estero”, ha precisato von der Leyen, aggiungendo che l’Europa dovrebbe trarre un ritorno in termini di posti di lavoro e benefici dalla ricerca dai “miliardi e miliardi investiti”.
Questa deroga al principio “buy European” per gli equipaggiamenti militari sarebbe dunque il risultato, come ricostruisce anche Politico, dell’opposizione da parte della maggior parte dei paesi alla spinta di Parigi a limitare la spesa dell’Ucraina alle aziende di difesa dell’Ue.
Tutti i dettagli.
LE RISORSE NECESSARIE A KIYV
Come già detto, lo scorso dicembre i leader dell’Ue hanno concordato di prestare all’Ucraina 90 miliardi di euro per contribuire a coprire il suo fabbisogno nel 2026 e nel 2027. Kyiv dovrà restituire il denaro solo una volta che la Russia avrà posto fine alla guerra e pagato le riparazioni per i danni inflitti in quasi quattro anni. Il prestito è sostenuto da 24 Stati membri dell’Ue, esclusi i tre governi di Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.
Secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi), nell’arco di due anni, all’Ucraina serviranno circa 137 miliardi di euro. L’Unione europea auspica che altri Stati, tra cui Regno Unito, Canada, Giappone e Norvegia, contribuiscano a coprire il fabbisogno restante, mentre il Fmi sta mettendo a punto un nuovo programma di prestito da miliardi di dollari destinato all’Ucraina, la cui approvazione è attesa per il prossimo mese.
PAGAMENTI VINCOLATI
La Commissione europea spera anche che i fondi del prestito inizino ad arrivare entro aprile, ma i paesi membri dell’Ue e il Parlamento europeo devono approvare il piano di spesa prima che possa entrare in vigore.
I pagamenti sarebbero inoltre vincolati al rispetto dello stato di diritto e agli sforzi anticorruzione da parte dell’Ucraina, una condizione fondamentale stabilita dai leader dell’Ue il mese scorso dopo un’ampia indagine ucraina sulla corruzione che ha causato le dimissioni del capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelenskyy, ricorda il Guardian.
SÌ AL REQUISITO BUY EUROPEAN, MA NON RESTRITTIVO
E ora la questione del prestito per gli acquisiti militari.
La quota di 60 miliardi dovrebbe essere utilizzata da Kyiv per acquistare equipaggiamenti dall’Ucraina, dai paesi dell’Ue o dai paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE) o dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA), un gruppo che include paesi extra-UE, come la Norvegia. Tuttavia, in risposta alle preoccupazioni sollevate da Germania e Paesi Bassi in merito a una clausola “buy european”, Kyiv potrà acquistare equipaggiamento militare altrove se non disponibile nei paesi Ue.
Come ha spiegato la stessa presidente della commissione europea precisando che “a se questi approvvigionamenti necessari non fossero possibili in questa regione o nei tempi dovuti, potrebbe essere occasionalmente possibile acquisire l’equipaggiamento anche al di fuori dell’Ue”.
Dunque, in alcune circostanze, parte del denaro potrebbe essere utilizzata per esempio per acquistare armi coperte dalla Prioritised Ukraine Requirements List (Purl), l’iniziativa Nato tramite la quale le armi di fabbricazione statunitense, in particolare i missili di difesa aerea Patriot, sono acquistate dai partner europei e dal Canada per donarli all’Ucraina.
PARIGI SCONTENTATA
Secondo il Guardian, questa conclusione rappresenta un ammorbidimento dell’approccio adottato dalla Francia, che aveva favorito una clausola “buy European” più restrittiva. Ciò ha sollevato preoccupazioni sul fatto che l’Ucraina non sarebbe stata in grado di acquistare equipaggiamenti vitali come i sistemi di difesa aerea e le capacità di attacco in profondità statunitensi.
Come ha rilevato Politico, Germania e Paesi Bassi hanno espresso chiaro disaccordo con la Francia nel tentativo di garantire che Kyiv possa acquistare armi statunitensi utilizzando il prestito di 90 miliardi di euro dell’Ue. “Anche l’Ucraina ha urgente bisogno di equipaggiamenti prodotti da paesi terzi, in particolare sistemi di difesa aerea e intercettori prodotti dagli Stati Uniti, munizioni e pezzi di ricambio per F-16 e capacità di attacco in profondità”, ha scritto il governo olandese in una lettera agli altri paesi dell’Ue visionata da Politico.
Da parte sua, il presidente francese Emmanuel Macron mirava a garantire un trattamento preferenziale alle aziende europee del settore della difesa per rafforzare l’industria del comparto all’interno dell’Ue, anche a scapito della rapidità della capacità di difesa ucraina.
Tutto ciò, secondo Politico, innescherà negoziati tesi con Parigi, che sta guidando la spinta di retroguardia per impedire il flusso di denaro verso Washington in un contesto di crescente frattura nell’alleanza transatlantica.






