Skip to content

fcas

Fcas, la fase 2 del programma franco-tedesco per il caccia del futuro non decolla per ora

Secondo Berlino, i tre paesi coinvolti nel Fcas (Germania, Francia e Spagna) discuteranno del proseguimento del programma per il caccia di sesta generazione a ottobre. Il progetto dovrebbe entrare nella fase 2 entro la fine del 2025, ma le continue divergenze tra i partner hanno rallentato i lavori

Non prende slancio, per ora, la seconda fase del Future Combat Air System (Fcas), il progetto di sistema di combattimento aereo del futuro di Francia, Germania e Spagna.

Lanciato nel 2017, il programma franco-tedesco-spagnolo – dal valore stimato di oltre 100 miliardi di euro – è progettato per sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli a partire dal 2040. Il Fcas ruota attorno allo sviluppo di un aereo da caccia di prossima generazione, di portaerei remote e di un cloud da combattimento. Il progetto coinvolge le società di difesa nazionali Dassault Aviation, Airbus e la spagnola Indra.

Finora il programma Fcas sconta ritardi dal momento che le aziende coinvolte hanno discusso a lungo sulla proprietà intellettuale e sulle politiche di esportazioni. Berlino e Parigi sono in disaccordo sulla composizione del consorzio. La Francia ha dichiarato alla Germania di volere una quota di lavoro di circa l’80% nel Fcas, secondo quanto riferito a Reuters da una fonte del settore della difesa a luglio. Le divergenze potrebbero compromettere il lancio della seconda fase, ovvero lo sviluppo di dimostratori di volo, originariamente previsto per la fine di quest’anno, secondo fonti del settore.

Riconoscendo che il progetto ha continuato a incontrare battute d’arresto, ieri il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha affermato che i ministri avrebbero individuato ostacoli e soluzioni prima di presentare ai leader opzioni per una decisione finale più avanti nel corso dell’anno.

Questa controversia è ora degenerata al punto che i grandi capi hanno dovuto intervenire. Il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, hanno annunciato inaspettatamente che avrebbero partecipato alla riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza franco-tedesco nella città francese di Tolone venerdì, riporta Dw.

Tuttavia, Merz ha avvertito che non sarà presa alcuna decisione prima della fine dell’anno.

IN ATTESA DELLA FASE 2 DEL PROGRAMMA

Nel dicembre 2022 il programma Fcas è decollato con l’aggiudicazione del contratto di Fase 1B.

A nome dei governi di Francia, Germania e Spagna, la Direzione generale francese per gli armamenti (DGA) ha assegnato a Dassault Aviation (che rappresenta la Francia), Airbus (Germania), Indra (Spagna), Eumet e ai loro partner industriali il contratto per il dimostratore Phase 1B del Future Combat Air System (Fcas). Questo contratto storico, del valore di 3,2 miliardi di euro, coprirà i lavori sul dimostratore Fcas e sui suoi componenti per circa tre anni e mezzo. Le tre nazioni continuano così a lavorare su tutti e tre gli elementi NGWS (Next Generation Weapon System): aerei da combattimento, portaerei remote e cloud da combattimento.

Tuttavia, le continue controversie tra i partner sulla suddivisione del carico di lavoro stanno causando ritardi e raggiungere un accordo sulla fase 2 “richiederà ancora del tempo, questo è certo”, secondo il ceo di Dassault Aviation Trappier.

Finora, compiti e condivisione del lavoro sono stati suddivisi in base a specifici pilastri del progetto, come lo sviluppo del velivolo stesso, del motore, del vettore remoto di accompagnamento e del cloud di combattimento aereo, la dorsale digitale che collega i sistemi.

La Francia e la Germania devono infatti trovare una quadra su chi debba guidare lo sviluppo del cuore del programma Fcas. Come già detto, Parigi ha comunicato a Berlino di volere una condivisione del lavoro di circa l’80% nel Fcas, secondo quanto riferito a Reuters a luglio da una fonte del settore della difesa.

IL BRACCIO DI FERRO TRA DASSAULT E AIRBUS GERMANY

La disputa tra Parigi e Berlino si è ulteriormente accentuata, poiché sono in corso le trattative sui contratti relativi alla seconda fase del programma. Questa fase prevede la realizzazione del primo prototipo del caccia destinato a rappresentare il nucleo del nuovo sistema. Da una parte c’è la francese Dassault che rivendica, in questa fase, un margine decisionale ancora più ampio rispetto a quello già detenuto. Dall’altra parte anche Airbus insiste sul fatto di dover avere voce in capitolo. Come sottolinea Dw, Airbus Germania produce l’Eurofighter, il caccia attualmente utilizzato dall’aeronautica militare tedesca, e non vuole perdere questo incarico.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO

“È qualcosa che la Germania fa molto bene e vorrebbe mantenerlo”, ha dichiarato a Dw l’esperto di armamenti Emil Archambault, del think tank berlinese German Council on Foreign Relations (DGAP).

Archambault ha sottolineato che la distribuzione precisa potrebbe essere modificata: “Ad esempio, in modo che la Francia costruisca una parte maggiore dell’aereo”, aumentando al contempo la produzione di altri componenti in Germania e Spagna. “Ma anche questo può essere molto complicato. Perché non sono coinvolte solo le aziende principali; ci sono anche i fornitori di medie dimensioni. È una questione di chi fa esattamente cosa e chi lo coordina”.

Dopodiché l’esperto tedesco ha osservato di non aspettarsi che l’incontro tra Macron e Merz previsto oggi a Tolone, nel sud della Francia – dove i due governi terranno anche la loro riunione annuale congiunta di gabinetto – avrebbe prodotto molto più di un “segnale politico” che i loro due Paesi avrebbero continuato a collaborare al progetto. Archambault ha aggiunto che difficilmente avrebbero potuto entrare nei dettagli contrattuali in assenza del terzo partner dell’impresa, la Spagna.

DECISIONE ENTRO LA FINE DELL’ANNO SECONDO BERLINO

Nel frattempo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato mercoledì di aver concordato con il presidente francese Emmanuel Macron di prendere una decisione sul futuro del Fcas entro la fine dell’anno, aggiungendo che la questione non sarà oggetto delle discussioni di venerdì in occasione del consiglio franco-tedesco sulla sicurezza e la difesa.

Giovedì il ministro della Difesa tedesco Pistorius ha affermato che la decisione sull’avvio o meno della seconda fase del progetto verrà presa nel quarto trimestre. “Collaboreremo tutti e gli interessi nazionali dovranno essere messi da parte da uno o dall’altro o da tutti noi. È chiaro che siamo destinati a farcela, abbiamo bisogno di questo progetto”, ha detto Pistorius ai giornalisti a margine di un incontro con la sua omologa spagnola Margarita Robles a Berlino.

Alla domanda su quali opzioni siano disponibili per rimettere in carreggiata il progetto entro la fine dell’anno, il ministro tedesco ha replicato: “La risposta è piuttosto semplice: i contratti vengono stipulati per essere rispettati… Se si desidera apportare modifiche, queste saranno possibili solo dopo nuove negoziazioni tra i partner” precisando che “Una cosa è chiara: questo processo non deve durare a lungo… Dobbiamo accelerare ora perché il progetto non ammette ulteriori ritardi.”

 

Torna su