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Ecco come l’Ue prova ad accelerare su Iris2, la risposta europea a Starlink

La costellazione multiorbitale Iris2 dovrebbe essere in grado di avviare i servizi iniziali nel 2029, anziché nel 2030 come inizialmente previsto. L’iniziativa di Bruxelles è considerata la risposta europea a Starlink. Se SpaceX ha già dispiegato oltre 9mila satelliti Starlink nello spazio (la metà di quelli in orbita), recuperare terreno non sarà semplice

L’Ue punta ad accelerare sul fronte delle comunicazioni satellitari governative.

Secondo il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, la costellazione multiorbitale Iris2 dovrebbe essere in grado di avviare i servizi iniziali nel 2029, riporta Reuters. Si tratta dell’iniziativa con cui l’Ue mira a posizionarsi nella gestione dei sistemi satellitari in cui attualmente spadroneggia Starlink, il servizio di Internet satellitare di SpaceX di Elon Musk. Se SpaceX ha già dispiegato oltre 9mila satelliti Starlink nello spazio (la metà di quelli in orbita), per Iris2 si punta a raggiungere la piena operatività nei primi anni del 2030.

Ora il rappresentante della Commissione europea parla del 2029, un anno di anticipo rispetto ai programmi iniziali. E nel frattempo?

In attesa della piena operatività di queste infrastrutture satellitare alcuni paesi membri dell’Ue corrono ai ripari con soluzioni nazionali. Come la Germania: le forze armate tedesche pianificano di costruire almeno una costellazione satellitare entro il 2029. Ed è notizia di questi giorni che le aziende tedesche Rheinmetall e Ohb sono in trattative per presentare un’offerta per il progetto satellitare dell’esercito tedesco.

E l’Italia? Il 26 dicembre 2024 il Comitato interministeriale per le Politiche relative allo Spazio e alla Ricerca Aerospaziale (Comint), presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha incaricato l’Agenzia Spaziale Italiana di elaborare uno studio per definire un livello di ambizione realistico, i costi e il percorso per la realizzazione di una costellazione satellitare nazionale in orbita bassa.

Concluso lo studio di fattibilità nel 2025, il programma è entrato nella Fase 2 per la definizione dei contratti industriali, mentre la piena operatività è prevista non prima del 2031, in base a quanto riporta il Sole 24 Ore.

Tutti i dettagli.

LA SPINTA ALL’ACCELERAZIONE DEI LAVORI PER IRIS2

Iris2 è pensato per fornire una dorsale di comunicazioni satellitari criptate a governi e agenzie pubbliche europee. Il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, ha indicato il 2029 come possibile data per l’avvio dei servizi iniziali, sottolineando la necessità di accelerare lo sviluppo del programma. “Ho chiesto a tutti i partner di intensificare e accelerare i lavori su IRIS2. Sono fiducioso che potremo già implementare i servizi iniziali entro il 2029”, ha dichiarato Kubilius in un discorso a Bruxelles. Analisti del settore osservano che il calendario resta ambizioso, considerando che la piena operatività del sistema è attesa nei primi anni del prossimo decennio.

INTANTO IL LANCIO DI GOVSATCOM

Kubilius ha aggiunto un altro passo fondamentale nell’ambito dei piani dell’Ue per diventare più competitiva nel settore spaziale rispetto a Stati Uniti e Cina, raggiunto con il lancio delle operazioni Govstacom. Quest’ultima è l’iniziativa per condividere le capacità di comunicazione satellitare militare tra gli Stati membri, complementare al programma Iris2.

“La scorsa settimana abbiamo avviato le operazioni GovSatCom. Ciò significa che tutti gli Stati membri possono ora avere accesso a comunicazioni satellitari sovrane. Militari e governative. Sicure e criptate. Costruite in Europa, gestite in Europa, sotto il controllo europeo”, ha affermato Kubilius.

Nel continuo dibattito intorno alla necessità impellente di connettività satellitare sicura, l’Ue insiste su GovSatCom perchè non solo il servizio è gratuito, ma secondo alcune fonti risulta anche più sicuro rispetto a Starlink, evidenziava di recente il quotidiano francese La Tribune. Inoltre, i satelliti geostazionari impiegati da GovSatCom garantiscono un livello di affidabilità nelle comunicazioni paragonabile a quello della costellazione di Elon Musk.

L’unico limite è rappresentato da una maggiore latenza del segnale, ampiamente compensata però da standard di sicurezza più elevati. “GovSatCom, nella sua configurazione attuale, che integra le capacità satellitari europee esistenti, è in grado di soddisfare pienamente le esigenze dei 27 Stati membri per diversi anni, fino all’entrata in servizio di Iris2”, ha dichiarato una fonte a La Tribune.

Con il lancio di GovSatCom, l’Europa punta dunque a rafforzare la propria sovranità tecnologica nello spazio e a costruire un’infrastruttura di comunicazione sicura e condivisa e recuperare terreno con i player rivali, come Starlink e non solo.

UNA “STARLINK” TEDESCA PER LA BUNDESWEHR

Parallelamente ai piani europei, emergono iniziative nazionali. Secondo quanto rivelato a inizio settimana dal Financial Times, il gruppo tedesco della difesa Rheinmetall è in trattative con il produttore di satelliti Ohb per presentare un’offerta congiunta relativa alla componente centrale dei piani spaziali delle Forze Armate tedesche.

La proposta riguarderebbe un contratto per la realizzazione di una rete di comunicazioni satellitari sicura, di livello militare, in orbita terrestre bassa, destinata alla Bundeswehr.

Il progetto è noto come “SATCOMBw Stage 4”, riporta Handelsblatt. La costellazione dovrebbe comprendere almeno cento satelliti, con l’obiettivo di collegare carri armati, navi e soldati entro il 2029. Secondo le fonti industriali citate dal quotidiano tedesco, le caratteristiche tecniche della rete sarebbero simili a quelle della costellazione Starlink gestita da SpaceX.

NON SOLO IRIS2

Le stime indicano che il progetto tedesco potrebbe arrivare a costare fino a dieci miliardi di euro, come riportato lo scorso anno da Handelsblatt. Il quotidiano osserva che l’iniziativa ha suscitato interesse nell’industria tedesca, ma viene interpretata anche come un parziale allontanamento da un progetto europeo comune. Il riferimento è proprio a Iris2, con cui la Commissione europea punta a rafforzare la presenza dell’Ue nel settore delle comunicazioni satellitari, oggi dominato appunto da Starlink.

I PROGETTI DI BERLINO E ROMA

E l’Italia? La scorsa settimana, al Forum imprenditoriale Italia-Germania, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha annunciato l’incontro con il ministro dello spazio tedesco per la sottoscrizione di un accordo “nel campo della comune collaborazione per creare una costellazione italiana, tedesca ed europea”.

Il ministro Urso e l’omologa tedesca Dorothee Bär, “hanno entrambi accolto con favore gli sforzi verso l’interoperabilità e la standardizzazione dei satelliti, in particolare per quanto riguarda i progetti di costellazioni satellitari nazionali ed europee” si legge in una nota del Mimit. “Tali costellazioni satellitari rafforzeranno la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture critiche, comprese le telecomunicazioni, consentendo così un accesso sicuro e la trasmissione dei dati via satellite, in particolare dei dati di origine e di utilizzo istituzionale”.

Per Roma il coordinamento tra iniziative nazionali e programmi europei rappresenta quindi un passaggio chiave per evitare frammentazioni, favorire sinergie industriali e tecnologiche e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione nel settore delle comunicazioni satellitari sicure.

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