Nel contesto delle continue frizioni tra Stati Uniti e Iran, culminate in un massiccio rafforzamento militare americano nella regione dall’inizio dell’anno, la Cina sta intensificando le proprie attività di raccolta informazioni attraverso asset a doppio uso.
Come raccontano diverse fonti, navi da ricerca oceanografica e immagini satellitari commerciali cinesi stanno fornendo dati dettagliati sui movimenti di portaerei, caccia stealth e velivoli di supporto statunitensi. Questi sforzi non risultano isolati, ma si inseriscono in una strategia più ampia di monitoraggio sistematico delle forze occidentali nel Medio Oriente e nell’Oceano Indiano.
La Da Yang Yi Hao nel Mar Arabico
Come racconta Newsweek, il 19 dicembre la nave da ricerca oceanografica cinese Da Yang Yi Hao, nota anche come Ocean No. 1, opera nel Mar Arabico in acque vicine alla rotta della portaerei nucleare statunitense USS Abraham Lincoln e del suo gruppo da battaglia.
Si tratta della prima nave cinese moderna progettata specificamente per ricerche oceanografiche in acque profonde. Ufficialmente le sue missioni sono di natura scientifica e commerciale: mappatura dei fondali, studio delle correnti, campionamento biologico e geologico.
Tuttavia numerose analisi di think tank occidentali sottolineano il carattere dual-use di queste piattaforme. I dati raccolti, in particolare mappe batimetriche ad alta risoluzione e informazioni acustiche ed elettromagnetiche, possono supportare direttamente le operazioni della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare, migliorando la navigazione e l’occultamento dei sottomarini cinesi, la localizzazione di cavi sottomarini e la comprensione dell’ambiente sonoro per la guerra antisommergibile.
La nave ha raggiunto l’Oceano Indiano transitando dal Mar Cinese Meridionale attraverso lo Stretto di Malacca, con uno scalo a Singapore l’11 dicembre. Analisti OSINT, sottolinea Newsweek, hanno tracciato fino a quattro navi da ricerca cinesi attive nella regione nello stesso periodo, suggerendo un interesse sistematico di Pechino per l’Oceano Indiano occidentale e il Mar Arabico.
La vicinanza alla USS Abraham Lincoln ha generato preoccupazioni: la nave cinese potrebbe raccogliere dati in tempo reale utili per la sorveglianza di asset navali americani in un teatro operativo sensibile.
Immagini satellitari di MizarVision
Come documentato dal Jerusalem Post e da The Times of Israel, tra il 26 e il 27 febbraio la società cinese MizarVision ha diffuso immagini satellitari ad alta risoluzione che mostrano undici caccia stealth F-22 Raptor dell’US Air Force schierati sulla pista della base aerea israeliana di Ovda, nel Negev meridionale.
Le immagini forniscono la conferma visiva della presenza di undici velivoli F-22 e di uno schieramento di difesa aerea terrestre nelle vicinanze, identificato dalla stessa MizarVision come batteria Patriot MIM-104.
Il dispiegamento risulta insolito, viene fatto rilevare: i caccia stealth americani operano raramente da basi israeliane in missioni operative, essendo più comuni gli addestramenti congiunti. I velivoli provenivano dalla base RAF di Lakenheath nel Regno Unito, dove erano temporaneamente stanziati.
L’emittente pubblica israeliana Kan News citata dal Jerusalem Post ha riportato l’arrivo nella base israeliana, di diversi velivoli di supporto: aerei da trasporto, aerei cisterna per rifornimento in volo e un aereo passeggeri. Questi trasportavano tecnici, personale di manutenzione, armamenti e operatori logistici incaricati di sostenere lo squadrone di F-22.
Nonostante MizarVision sia stata accusata in passato di ripubblicare immagini di altre costellazioni satellitari commerciali aggiungendovi overlay e analisi proprie, e nonostante i presunti legami con entità legate al PLA, le immagini hanno rappresentato la prima conferma visiva pubblica del dispiegamento di F-22 in territorio israeliano, alimentando speculazioni su un possibile impiego in operazioni contro l’Iran.
Il dispiegamento aereo a Prince Sultan
Immagini satellitari commerciali cinesi, analizzate e pubblicate da Military Watch Magazine, rivelano un’aggregazione significativa di asset statunitensi presso la Prince Sultan Air Base in Arabia Saudita.
Le fotografie mostrano sedici KC-135 Stratotanker, aerei cisterna per rifornimento in volo, e sei E-3 Sentry AWACS, velivoli per sorveglianza aerea, comando e controllo.
Il numero di E-3 risulta particolarmente rilevante: l’US Air Force dispone globalmente di soli trentuno esemplari di questo velivolo, entrato in servizio tra gli anni Settanta e Ottanta, con tassi di disponibilità operativa ridotti a causa di problemi di manutenzione e obsolescenza.
Sei AWACS rappresentano quindi una porzione molto consistente della flotta operativa disponibile in quel momento. I KC-135 sono essenziali per estendere il raggio d’azione dei caccia tattici in teatri lontani, mentre gli E-3 forniscono sorveglianza aerea, guida di missili e gestione del battlespace.
In un contesto di competizione globale tra grandi potenze, questi episodi dimostrano come lo spazio marittimo, aereo e informativo sia sempre più conteso, con strumenti dichiarati “civili” che giocano un ruolo chiave nella competizione militare.







