Anche l’antesignano dei chatbot AI, ChatGPT, sarà accessibile a 3 milioni di utenti militari sulla piattaforma GenAI.mil.
A inizio settimana il Dipartimento della Difesa ha annunciato che il popolare chatbot sviluppato da OpenAI si unirà a Grok di xAI – l’azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk recentemente integrata in SpaceX – e Google Gemini sulla sua piattaforma GenAI.mil, riporta Breaking Defense.
La notizia arriva ad appena due mesi dal lancio della nuova iniziativa del Pentagono per far sì che personale militare, dipendenti civili e appaltatori utilizzino funzionalità di intelligenza artificiale generativa, disponibili sul proprio sito web. In quell’occasione il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dichiarato che Gemini for Government di Google Cloud era la prima funzionalità di intelligenza artificiale ad essere lanciata su GenAI.mil, sua nuova piattaforma di intelligenza artificiale generativa, in modo che i dipendenti possano utilizzarla sui loro computer di lavoro.
Da quel momento poster con l’immagine di Hegseth e l’esortazione “Voglio che usiate l’IA: andate su GenAI.mil oggi stesso” sono stati affissi in bella vista sui muri del Pentagono, segnala ancora la testata americana.
Il lancio sembra essere uno dei primi dispiegamenti di massa di uno strumento di intelligenza artificiale generativa creato commercialmente in tutto il Pentagono, osservava di recente Axios. Lo scorso luglio il Chief Digital and Artificial Intelligence Office (CDAO) che definisce gli standard di intelligenza artificiale per il Dipartimento della Difesa, ha annunciato l’assegnazione di contratti ad Anthropic, XAi Google e la stessa OpenA, fino a 200 milioni di dollari ciascuno, volti ad aumentare l’adozione di funzionalità di intelligenza artificiale avanzate da parte delle forze armate americane.
Tutti i dettagli.
COME PROCEDE L’ADOZIONE DI GENAI.MIL
Al momento la piattaforma conta 1,1 milioni di utenti unici, un numero in continua crescita, senza tempi di inattività o altri gravi problemi tecnici dal lancio.
Tutti e tre i dipartimenti militari del Dipartimento della Difesa – l’Esercito, la Marina (che include i Marines) e l’Aeronautica (che include la Space Force) – hanno annunciato l’adozione di GenAI.mil, segnala sempre Breaking Defense.
IL PENTAGONO PUNTA ALLA RIDONDANZA DEI MODELLI AI
Se GenAI.mil ha debuttato solo con Gemini di Google, a fine dicembre ha aggiunto il chatbot Grok, e ora sta implementando ChatGpt, perché avere a disposizione un’ampia gamma di modelli di intelligenza artificiale era il piano originale del Dipartimento della Difesa per questa piattaforma fin dall’inizio.
Tutte e tre le IA presenti sul sito sono versioni modificate dei modelli disponibili al pubblico, approvate dal Pentagono per l’utilizzo su dati sensibili ma non classificati. L’autorizzazione all’utilizzo su dati “segreti” e “top secret” rappresenta un ostacolo molto più arduo, sottolinea la testata americana.
LA POSIZIONE DI OPENAI
Da parte sua la società dietro a ChatGpt guidata da Sam Altman descrive GenAI.mil come “una versione personalizzata di ChatGPT [che] funziona in un’infrastruttura cloud governativa autorizzata con controlli di sicurezza e protezioni integrati per i dati altamente sensibili del Dipartimento”, secondo il comunicato stampa dell’azienda di lunedì. “I dati elaborati su GenAI.mil rimangono isolati dall’ambiente governativo e non vengono utilizzati per addestrare o migliorare i modelli pubblici o commerciali di OpenAI, garantendo la separazione dai sistemi esterni e proteggendo i dati della missione”.
Sempre Breaking Defense precisa che questa versione di ChatGpt deriva specificamente da OpenAI for Government, l’iniziativa dell’azienda per personalizzare il suo Large Language Model per gli utenti federali, iniziata a giugno con il contratto del Chief Digital & AI Officer (CDAO) del Pentagono del valore di 200 milioni di dollari menzionato all’inizio.
“IL FUTURO DELLA GUERRA È AI”
D’altronde “Il futuro della guerra americana è qui, e si scrive A-I”: con queste parole il Segretario alla Difesa Pete Hegseth in un video pubblicato su X aveva presentato l’iniziativa come una forza lavoro “AI-first”, sfruttando le capacità di intelligenza artificiale generativa per creare un’azienda più efficiente e pronta al combattimento.
Come ricorda la nota del Pentagono, lo scorso luglio, “il presidente Donald Trump ha istituito un mandato per raggiungere un livello di superiorità tecnologica nell’intelligenza artificiale senza precedenti. Il Dipartimento della Guerra sta rispettando questo mandato, assicurandosi che non rimanga solo inchiostro sulla carta. In risposta a questa direttiva, le funzionalità di intelligenza artificiale hanno ora raggiunto tutti i desktop del Pentagono e delle installazioni militari americane in tutto il mondo”.
Con oltre un milione di utenti militari già attivi e l’obiettivo di estendere l’accesso fino a 3 milioni, la piattaforma GenAi.mil si candida quindi a diventare uno strumento centrale nella modernizzazione digitale delle forze armate a stelle strisce.



