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Data center nello spazio, ecco come la Cina accelera e sfida i piani di Musk

Data center spaziali e energia solare: Pechino rilancia la sfida tecnologica a Washington. Negli Stati Uniti Elon Musk punta alla costruzione di data center orbitanti per alimentare il futuro dell'intelligenza artificiale e l'imminente Ipo di SpaceX servirà a finanziare proprio questa impresa

Anche la Cina punta a costruire data center nello spazio basati sull’intelligenza artificiale.

Pechino prevede di lanciare data center di intelligenza artificiale basati nello spazio nei prossimi cinque anni, come riportato giovedì dai media statali, riporta Reuters.

Secondo CCTV, il principale appaltatore spaziale del Paese, la China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), ha promesso di “costruire un’infrastruttura di intelligenza digitale spaziale di livello gigawatt”, come indicato nel suo piano di sviluppo quinquennale.

Con questa mossa la Cina si posizionerebbe come sfidante diretto dei piani di Elon Musk di portare i data center di SpaceX in orbita, in un contesto di competizione diretta con Washington.

Negli Stati Uniti Elon Musk punta alla costruzione di data center orbitanti per alimentare il futuro dell’intelligenza artificiale e l’imminente Ipo della sua azienda aerospaziale servirà a finanziare proprio questa impresa. Secondo i rapporti stampa, SpaceX punta infatti a raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, con una valutazione di circa 1,5 trilioni di dollari. Ciò la renderebbe la più grande Ipo della storia, sebbene le cifre siano preliminari e potrebbero cambiare.

Tutti i dettagli

I PIANI SPAZIALI CINESI

Secondo un documento programmatico del CASC di dicembre, la Cina intende spostare in orbita l’onere energetico dell’elaborazione dell’intelligenza artificiale, utilizzando hub alimentati a energia solare di “classe gigawatt” per creare uno “Space Cloud” su scala industriale entro il 2030. Il documento identifica l’integrazione tra energia solare spaziale ed elaborazione AI come uno dei pilastri del prossimo 15° Piano Quinquennale, la roadmap ufficiale per lo sviluppo economico del Paese.

I nuovi data center spaziali “integreranno funzionalità cloud, edge e terminali (dispositivi)” e consentiranno una “profonda integrazione di potenza di calcolo, capacità di archiviazione e larghezza di banda di trasmissione”, permettendo l’elaborazione dei dati terrestri direttamente nello spazio, si legge nel rapporto citato da CCTV.

LE MIRE DI MUSK

Dall’altro lato del Pacifico, come già detto SpaceX prevede di utilizzare i fondi della sua Ipo da 25 miliardi di dollari proprio per sviluppare data center di intelligenza artificiale orbitali.

D’altronde, come ricorda Axios, Musk e i dirigenti di altri colossi dell’intelligenza artificiale ritengono che i data center terrestri diventeranno politicamente tossici e meno efficienti di quelli spaziali, che considerano la risposta inevitabile.

Proprio il patron di SpaceX non ha fatto mistero riguardo i suoi piani: la scorsa settimana, intervenendo al World Economic Forum di Davos, Musk ha dichiarato che l’azienda prevede di lanciare satelliti per data center AI alimentati a energia solare entro i prossimi due o tre anni. “Costruire data center a energia solare nello spazio è una scelta ovvia… il posto più economico per installare l’IA sarà lo spazio e ciò avverrà entro due anni, tre al massimo”, ha affermato Musk, aggiungendo che la generazione solare in orbita può produrre cinque volte più energia rispetto ai pannelli installati a terra.

INDISPENSABILI I RAZZI RIUTILIZZABILI

Uno dei principali ostacoli per Pechino resta il mancato completamento di un test su un razzo completamente riutilizzabile, evidenzia Reuters. Secondo analisti del settore, la riutilizzabilità è cruciale per ridurre i costi di lancio e rendere economicamente sostenibile il dispiegamento su larga scala di infrastrutture orbitali. Il razzo riutilizzabile Falcon 9 di SpaceX ha consentito alla divisione Starlink per l’Internet satellitare di raggiungere una posizione di quasi monopolio nei satelliti in orbita terrestre bassa (LEO).

Secondo Axios, Musk prevede di utilizzare la Starship di SpaceX, il veicolo di lancio più potente mai costruito, per creare un’enorme costellazione di satelliti, molto simile all’attuale costellazione Starlink, come data center del futuro. I razzi odierni non possono sollevare i pesanti sistemi di raffreddamento richiesti dai chip di intelligenza artificiale. Starship sì. Trasporterà enormi satelliti Starlink di nuova generazione che funzioneranno meno come router Internet e più come supercomputer nel cielo.

Posizionando questi satelliti in un’orbita alta costantemente esposta al sole, chiosa Axios, “potranno raccogliere energia solare 24 ore su 24. Niente notte, niente nuvole né bollette elettriche”.

 

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