Conto alla rovescia per Artemis 2, la missione della Nasa che aprirà la strada al ritorno dell’America sulla Luna.
Il 23 gennaio è iniziata la quarantena per l’equipaggio della missione Artemis 2, il primo volo spaziale con equipaggio del programma Artemis della Nasa, che mira a riportare gli astronauti sulla superficie lunare e, infine, a spingersi verso Marte. L’obiettivo di questa missione è di portare quattro astronauti in orbita attorno alla Luna. Nel frattempo, al Kennedy Space Center proseguono i preparativi del razzo Space Launch System e della capsula Orion, con la prova generale – la cosiddetta “wet dress rehearsal” – il 2 febbraio, secondo quanto comunicato dalla Nasa.
Ma ancora non c’è una data ufficiale. Sebbene le opportunità di lancio per la missione Artemis 2 attorno alla Luna si apriranno il 6 febbraio, “non verrà presa una decisione sulla prima data per tentare il lancio finché non saranno completati i controlli del sistema” ha precisato l’agenzia spaziale statunitense.
Tutti i dettagli.
L’EQUIPAGGIO IN ISOLAMENTO A HOUSTON
L’equipaggio di Artemis 2 composto dal comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e Christina Hammock Koch della Nasa e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese, hanno avviato il periodo di quarantena presso il centro di Houston, in Texas, per limitare al minimo la possibilità di contrarre malattie. Le procedure prevedono l’evitamento dei luoghi pubblici, l’uso di mascherine e il mantenimento delle distanze, pur consentendo contatti con familiari e colleghi in grado di rispettare le linee guida sanitarie indicate dall’agenzia.
TRASFERIMENTO IN FLORIDA PRIMA DEL LANCIO
Se le condizioni resteranno favorevoli, l’equipaggio si sposterà circa sei giorni prima del decollo al Kennedy Space Center, in Florida, dove alloggerà nell’edificio dedicato a Neil Armstrong, continuando l’addestramento e i controlli medici in vista del lancio, secondo le informazioni diffuse dalla Nasa.
I PREPARATIVI TECNICI
Intanto, i team del Kennedy Space Center della Nasa in Florida continuano a preparare il razzo SLS (Space Launch System), la navicella Orion e le infrastrutture di terra in vista del volo di prova di Artemis 2. Gli ingegneri si stanno preparando a condurre una prova generale (la “‘wet dress rehearsal”), in vista di un “lancio” simulato già sabato 31 gennaio.
La prossima prova generale è un test pre-lancio per alimentare il razzo. Durante la prova, i team dimostrano la capacità di caricare oltre 2.900.000 litri di propellenti criogenici nel razzo, eseguono un conto alla rovescia per il lancio e si esercitano a rimuovere in sicurezza il propellente dal razzo senza astronauti all’interno della navicella, spiega la nota della Nasa.
Durante diverse “prove”, ‘wet dress rehearsal” metterà alla prova la capacità del team di lancio di mantenere, riprendere e riciclare il propellente in tempi diversi negli ultimi 10 minuti del conto alla rovescia, noto come conteggio terminale.
Man mano che i team valuteranno il razzo, la navicella spaziale, i sistemi di terra e l’equipaggio, l’agenzia otterrà le informazioni necessarie per formalizzare una data nelle finestre temporali disponibili da febbraio ad aprile, ha spiegato la Nasa. Inoltre, le opportunità di lancio dipendono anche dalla meccanica orbitale: la Luna deve trovarsi nella posizione ideale per la traiettoria pianificata della missione.
LA POSTA IN GIOCO
Infine, questa missione di 10 giorni non toccherà effettivamente la Luna. Invece, l’equipaggio la sorvolerà, volando potenzialmente più lontano dalla Terra di qualsiasi essere umano prima di loro, testando i sistemi di supporto vitale, navigazione e comunicazione della navicella spaziale Orion nello spazio profondo. I risultati influenzeranno il modo in cui la Nasa volerà nelle missioni successive, tra cui Artemis 3, che dovrebbe essere il primo allunaggio del programma.
Con così tanto in gioco nella missione, i vertici della Nasa sottolineano che “voleranno quando saremo pronti”, non solo quando il meteo lo permetterà. È passato molto tempo dall’ultima volta che gli astronauti hanno volato sulla Luna, ma Artemis 2 farà la storia anche in molti altri modi, sottolinea Gizmodo.
L’ultima volta che gli esseri umani hanno viaggiato oltre l’orbita terrestre bassa (LEO) è stato quasi 55 anni fa, durante la missione Apollo 17. Durante Artemis 2, una volta che SLS e Orion saranno nello spazio, Orion si separerà dal razzo ed eseguirà diverse manovre per aumentare la sua orbita attorno alla Terra, posizionandosi infine su una traiettoria di ritorno libero lunare. Questo manderà la navicella e il suo equipaggio in un viaggio simile a una fionda attorno alla Luna, sfruttando la gravità terrestre per riportare Orion sulla Terra.
Dunque Artemis 2 sarà la prima missione con equipaggio a lasciare la orbita terrestre bassa dai tempi dell’Apollo 17. Questo risultato segnerà l’inizio di una nuova era nell’esplorazione umana dello spazio profondo, portando gli astronauti più lontano dalla Terra di quanto chiunque altro abbia mai fatto in oltre mezzo secolo.



