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Zingaretti, Fico e Speranza speronano le Fremm di Fincantieri all’Egitto? Francia e Germania sperano…

di

Pd

Zingaretti scrive a Repubblica sul caso Regeni-incalzando Conte e il quotidiano diretto da Molinari scrive: dubbi di ministri ed esponenti Pd, Leu e M5S rimette in discussione la vendita delle Fremm di Fincantieri all’Egitto? Eppure nessun ministro in consiglio dei ministri ha votato contro…. Fatti, nomi, ricostruzioni

 

“Noi non abbiamo mai legato la vicenda delle fregate italiane alla Marina egiziana all’idea di un possibile osceno scambio tra vendita di armi e diritti umani, e bene ha fatto il Presidente Conte a dare immediata disponibilità a riferire alla Commissione parlamentare d’inchiesta”.

Lo ha scritto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in una lettera a Repubblica sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito e ucciso al Cairo quattro anni fa.

Per Zingaretti è “di fondamentale importanza dunque che il Governo con le figure preposte ai massimi livelli compia già dalle prossime ore, tutti i passi dovuti per ottenere dall’Egitto le condizioni elementari per avviare il processo”, oltre a “ricevere dalle autorità egiziane il domicilio legale di coloro che la Procura di Roma ha indagato dal dicembre 2018 per essere coinvolti nel sequestro e omicidio di Regeni”.

“Non è un fatto tecnico” precisa il segretario del Partito democratico, perché “in uno stato di diritto quale e’ l’Italia l’avvio di un processo è legato alla possibilità degli imputati di difendersi e quindi in primo luogo di essere avvertiti”.

La lettera del segretario del Pd a Repubblica induce il quotidiano diretto da Maurizio Molinari a scrivere che si “riapre nella maggioranza una partita che era stata data per chiusa e che, invece, improvvisamente non soltanto si riaccende”, ossia la vendita di 2 Fremm di Fincantieri all’Egitto.

A sollevare dubbi e perplessità sull’operazione Fincantieri-Egitto (su cui c’è stato l’ok politico di Palazzo Chigi grazie anche all’opera del consigliere militare del premier Conte, Carlo Magrassi) sono esponenti e ministri sia del Pd che di Leu, oltre che del Movimento 5 Stelle.

“Sulla vicenda Regeni per noi la verità sulla sua morte viene prima di ogni cosa, viene prima degli accordi commerciali e della geopolitica: è una ferita nella coscienza nazionale che va rimarginata al più presto”, ha detto oggi in Aula della Camera Federico Fornaro, capogruppo di Leu (il partito del ministro della Salute, Roberto Speranza), intervenendo nel dibattito successivo all’informativa di Conte in vista del Consiglio Ue di venerdì.

Eppure, come svelato giorni fa proprio da Repubblica, nessun ministro si è opposto in consiglio dei ministri quando si è parlato della vendita delle Fremm di Fincantieri all’Egitto.

Quindi solo ammuina?

O Francia e Germania mugugnano per la commessa di Fincantieri?

C’è chi dice che a Parigi siano sorpresi-delusi dell’operazione di Fincantieri che azzoppa per i prossimi anni le mire della francese Naval Group e a Berlino si chiedano che fine farà la super commessa per le fregate/corvette Meko A200 e A100 dell’azienda tedesca Blohm und Voss.

Ammuina italiana, dunque, o ammuina franco-tedesca?

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LA LETTERA DI ZINGARETTI A REPUBBLICA

Caro direttore, la notizia di un incontro tra la Procura di Roma e i magistrati della Procura generale de Il Cairo fissata per il 1 luglio è di grande rilevanza. Conferma quanto il mantenimento di rapporti con l’Egitto sia utile per proseguire la ricerca della verità sul caso di Giulio Regeni. Nell’occasione dell’incontro però sarà di fondamentale importanza, tra le altre cose, ricevere dalle autorità egiziane il “domicilio” legale di coloro che la Procura di Roma ha indagato dal dicembre 2018 per essere coinvolti nel sequestro e omicidio di Regeni. Non è un fatto tecnico. In uno stato di diritto quale è l’Italia l’avvio di un processo è legato alla possibilità degli imputati di difendersi e quindi in primo luogo di essere avvertiti.
Noi non abbiamo mai legato la vicenda delle fregate italiane alla Marina egiziana all’idea di un possibile osceno scambio tra vendita di armi e diritti umani, e bene ha fatto il Presidente Conte a dare immediata disponibilità a riferire alla Commissione parlamentare d’inchiesta.
Per questo ora il Governo italiano deve essere coerente con l’affermata volontà di proseguire nella battaglia per la ricerca della verità.
È di fondamentale importanza dunque che il Governo con le figure preposte ai massimi livelli compia già dalle prossime ore, tutti i passi dovuti per ottenere dall’Egitto le condizioni elementari per avviare il processo e la possibilità di fare ulteriori passi in avanti nei rapporti bilaterali. Questo impegno è un atto dovuto e importante nei confronti di Giulio Regeni, della sua famiglia ma anche per la credibilità dell’Italia.
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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI REPUBBLICA SULLE FREMM ALL’EGITTO

L’iniziativa di Zingaretti indica al premier, Giuseppe Conte, un tempo stretto. Ore. Gli chiede di andare al più presto a riferire in commissione parlamentare d’inchiesta, cosa che avverrà a breve, probabilmente giorni. E riapre nella maggioranza una partita che era stata data per chiusa e che, invece, improvvisamente non soltanto si riaccende. Ma rischia anche di mettere in grande difficoltà il governo tutto. I 5 Stelle marciano infatti in ordine sparso: da un lato il presidente della Camera, Roberto Fico – «il politico a noi più vicino » hanno detto i genitori di Giulio Regeni, ancora in queste ore – non ha ancora preso una posizione pubblica. Ma non ha nascosto tutto il suo disappunto sull’operazione prima con molti esponenti del governo e poi all’interno del Movimento. Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, si è come sfilato mettendo nelle mani del premier Conte tutta la responsabilità politica dell’operazione: lo ha fatto pubblicamente in Aula, e lo ha ripetuto nel consiglio dei ministri. Il Pd è spaccato tra chi, come il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dà per chiusa la partita. E chi – come dimostra la lettera di Zingaretti, l’intervista a Repubblica dell’ex ministro degli Interni, Marco Minniti e le uscite private di Dario Franceschini – ritiene invece che il “costo politico” di un’operazione del genere sia troppo alto. Ancora: un pezzo di parlamentari del Movimento 5 Stelle – alcuni di quali da tempo parlano con Leu e Pd – hanno presentato (primo firmatario il deputato Paolo Lattanzio) un’interrogazione proprio a Di Maio chiedendo di rivedere le esportazioni di armi verso l’Egitto. Mentre il segretario di Leu, Nicola Fratoianni, si è detto contrario alla vendita delle Fremm dicendo che si sarebbe aspettato «una presa di posizione più netta da parte di tutte le forze che sostengono il governo. Anche dal ministro Speranza». Il suo ministro.
La mossa di Zingaretti, le parole di Fratoianni a Speranza non hanno un timing casuale.

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