Mobilità

Vw, Gm, Fca e Psa: chi accelererà sulle fusioni dopo il Coronavirus

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Volkswagen e Gm sono le case più esposte al rischio Coronavirus, mentre è limitata la presenza di Fca e Psa in Cina. Nuove fusioni in vista per fronteggiare le difficoltà, dice S&P. Il Punto di Giusy Caretto

Non solo petrolio. Il Coronavirus potrebbe contagiare anche il settore auto, debilitando in particolare la casa auto tedesca Volkswagen, la più esposta al mercato cinese, come sostiene la società di rating S&P Global Ratings.

Il virus colpisce il settore in un momento già difficile, in piena trasformazione e un rallentamento inevitabile delle vendite. Per sopravvivere alcune case auto e le aziende della filiera allargano il proprio core business, allargando ai servizi, e altre ricorrono alle fusioni, come quella tra Fca e Psa. Andiamo per gradi.

FUSIONI

Partiamo da quella che, per alcuni, è la soluzione. Per sopravvivere alle difficoltà che sta incontrando il settore, alcune aziende hanno deciso di unire le forze, come fa notare il rapporto di S&P Global Ratings.

“Oltre a Psa-Fca, Borgwarner Delphi e Traton-Navistar confermano che le fusioni e acquisizioni sono un’opzione per contrastare condizioni sempre più difficili per l’industria automobilistica globale”, evidenzia l’agenzia.

NON SOLO FCA-PSA

E se Fca-Psa è una delle fusioni più attese nel settore automotive, è anche vero che non è l’unica. A fine gennaio, BorgWarner ha annunciato che acquisirà Delphi Technologies per 3,3 miliardi di dollari. L’acquisizione rafforzerà le capacità e le dimensioni dell’elettronica di potenza. Traton, uno dei maggiori produttori mondiali di veicoli commerciali intende Navistar International Corporation, con cui è già alleata dal 2017. Alleate, per veicoli elettrici e guida autonoma, sono Volkswagen e Ford e non è escluso che potrebbero stringere maggiormente i legami.

FUSIONE TRA VOLVO E GEELY?

Tra le maxi operazioni che potrebbero sorprendere il settore nel 2020 anche una fusione tra Volvo e la cinese Geely Automobile. Volvo sta valutando un possibile matrimonio finanziario, come annunciato dalla stessa società, “per creare un gruppo forte con operatività globale in grado di accelerare le sinergie finanziarie e tecnologiche” fra “due aziende già molto solide”. Volvo e Geely condividono lo stesso azionista di riferimento, Li Shufu, presidente di Geely e del Zhejiang Geely Holding Group, che nel 2010 ha acquistato la casa svedese da Ford.

CORONAVIRUS IN AGGUATO

Catalizzatore di nuove fusioni sarà il coronavirus? Difficile fare previsioni, certo è che il virus cinese colpirà il settore, secondo le previsioni di S&P, che ha rivisto al ribasso le stime sia sulla produzione sia sulle immatricolazioni, sostenendo che la diffusione del coronavirus sta rendendo il 2020 più impegnativo di quanto inizialmente stimato per il comparto auto.

PRODUZIONE IN CALO

S&P stima, infatti, un calo della produzione del 15% della componentistica automotive cinese nel primo trimestre 2020, con conseguenze per tutto il settore: si tratta, infatti, di un importante fornitore mondiale che verrebbe a mancare all’improvviso.

HYUNDAI BLOCCA LA PRODUZIONE

Che la componentistica cinese sia di fondamentale importanza per il settore auto lo testimonia la scelta di Hyundai, la quinta più grande casa automobilistica del mondo, che ha detto martedì che stava temporaneamente bloccando le linee di produzione nelle sue fabbriche in Corea del Sud, a causa dello stop alla produzione delle cinesi, come riporta The New York Times.

VOLKSWAGEN PIU’ COLPITA

Tra le case auto che più potrebbero risentire del colpo del Coronavirus è la tedesca Volkswagen che in Cina fa quasi il 40% della sua produzione in 23 stabilimenti, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore. Non solo: la tedesca è anche quella che vende di più in Cina. Tra le più colpite ci sarà anche General Motors, che fa il 19% della produzione in Cina e vende, però, meno della metà di Volkswagen. Nissan in Cina fa il 30% delle vendite e il 31% della produzione, mentre Honda, che fa in Cina il 30% delle vendite e della produzione, ha gran parte degli stabilimenti nella zona di Wuhan. Limitata, invece, la presenza di Fca e Psa nella Repubblica Popolare.

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