Mobilità

Perché la via della Seta cinese che passa in Germania turba Trump

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La nuova Via della Seta dall’Europa alla Cina passa per Duisburg, città portuale della Germania occidentale. Ma l’hub tedesco che favorisce Pechino non sembra gradito al presidente Trump

Ogni settimana, circa 30 treni cinesi arrivano a un vasto terminal nel porto interno di Duisburg, nella Germania occidentale. Dalle cinesi Chongqing, Wuhan o Yiwu arrivano vestiti, giocattoli e elettronica hi-tech e in direzione opposta partono auto tedesche, whisky scozzese, vino francese e tessuti milanesi. Alla faccia delle politiche protezionistiche del presidente degli Usa che minaccia l’imposizione di dazi da una parte e dall’altra del globo.

La città di mezzo milione di abitanti sorge vicino alla confluenza dei fiumi Reno e della Ruhr e nei pressi di aeroporti, autostrade, collegamenti ferroviari e porti marittimi che ne hanno fatto l’asset commerciale tedesco per centinaia di anni. Duisburg rappresenta ora la chiave per la Cina per legare la sua industria instancabile alle città e ai consumatori europei.
“Siamo la città cinese della Germania”, afferma Sören Link, sindaco socialdemocratico di Duisburg, come riporta il Guardian.

LA PORTA DELLA CINA PER L’EUROPA

Duisburg è sempre stato considerato il più grande porto interno del mondo. Ma grazie all’iniziativa BRI-Belt and Road – una ripresa della via della Seta annunciata da Xi Jinping nel 2013 per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica – il porto tedesco sta rapidamente diventando l’hub logistico centrale dell’Europa. Circa l’80% dei treni provenienti dalla Cina fanno qui la prima fermata europea. Duisburger Hafen, la compagnia pubblica che gestisce il porto fluviale locale, ha firmato un accordo lo scorso anno per creare un collegamento con il porto settentrionale italiano di Trieste, che dovrebbe diventare la parte occidentale della via della seta marittima di Pechino.

Fonte: Politico

DISAVANZO COMMERCIALE

Al di là dell’importanza strategica, i viaggi di ritorno dei treni rimangono il tallone d’Achille di Duisburg. Per ogni due container pieni che arrivano in Europa dalla Cina, solo uno si allontana dall’altra parte. “Il rapporto era 4 a 1, quindi è migliorato, ma subiamo ancora uno squilibrio”, ammette Erich Staake, ceo del porto.
Finora infatti la domanda europea di prodotti e gadget made in China non ha accennato a diminuire.

HUB EUROPEO PER LA CINA

Nonostante il disavanzo commerciale, la Germania non vuole “perdere questo treno” e smania per rimanere l’unico terminal in Europa del framework BRI. Il collegamento Duisburg-Trieste si inserisce in quest’ottica, poiché il suo sviluppo è alternativo a un’altra rotta della Via della seta sponsorizzata dalla Cina: il corridoio di trasporto che dovrebbe collegare il porto greco del Pireo, i Balcani e l’Europa centrale, con la linea ferroviaria Belgrado-Budapest come segmento chiave.

MERKEL FA IMPENSIERIRE TRUMP

Il gigante cinese è stato il principale partner commerciale della Germania negli ultimi due anni. Il rapporto commerciale sino-tedesco si è attestato a 218,5 miliardi di dollari l’anno scorso, con un’eccedenza di 17,5 miliardi di dollari a favore di Pechino.
È certo dunque che la cancelliera tedesca Merkel e il presidente cinese Jinping lavoreranno insieme per salvaguardare il libero commercio e il multilateralismo contro l’agenda protezionistica del presidente degli Stati Uniti. Come ha notato su Twitter Germano Dottori, docente di Studi Strategici alla Luiss, il Presidente Trump tenterà di impedire il rafforzamento di Duisburg come piede di appoggio cinese in Europa.

Senza dimenticare che le aziende tedesche sono anche i maggiori investitori europei in Cina, dove sono richieste merci specializzate come automobili e macchinari high-tech.
Emerge quindi lo spazio per una cooperazione win-win tra la Germania e la Cina sull’integrazione eurasiatica che potrebbe rivelarsi un ostacolo notevole per Washington.

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