Mobilità

Uber con Airbus: arrivano le corse in elicottero

di

Uber

L’offerta di Uber si amplia: oltre alle corse in auto offre anche voli in elicottero su prenotazione

Corse in elicottero su richiesta, grazie all’alleanza tra Uber e Airbus: il costruttore europeo di aeromobili fornirà i mezzi a Uber per un «progetto pilota». Ad annunciarlo è l’amministratore delegato di Airbus, Tom Enders, intervistato dal Wall Street Journal .

Lo speciale servizio sarà lanciato in occasione del Sundance Film Festival nello Utah (Usa) questa settimana. Il progetto è realizzato in collaborazione con un operatore locale, Air Resources, e prevede l’invio di vetture aziendali per accompagnare i clienti a prendere l’elicottero. La prenotazione del volo sarà fatta, ovviamente, tramite app.

I due modelli di elicottero che verranno utilizzati per l’esperimento sono l’H125 e l’H130, ha spiega Airbus Tom Enders: ‘E’ un progetto pilota, staremo a vedere dove va, ma è abbastanza eccitante’.

Uber rivoluzionerà anche gli spostamenti aerei, così come ha scosso il settore dei trasporti col suo sistema di noleggio auto con conducente tramite app?

Lo scopriremo. Il noleggio degli elicotteri, in realtà, non è cosa nuova. Uber aveva già iniziato a fornire corse in elicottero tra gli Hamptons e Manhattan nel 2013 e ha sperimentato servizi speciali per eventi come il Festival di Cannes a maggio. Non è certo un servizio per tutte le tasche: le corse hanno un prezzo che parte da diverse centinaia di dollari fino a diverse migliaia.

La scossa di Uber alla mobilità

I piani dell’azienda hanno stravolto ( e forse stravolgeranno ancora) la mobilità. L’app, lanciata nel 2009, grazie all’intuizione di Travis Kalanick e Garrett Camp, consente agli utenti di prenotare un’auto con conducente tramite  smartphone. Attualmente il servizio è presente in 70 città. E se in Italia e in molte altre città Europee offre corse in auto, in India si offrono anche corse su richiesta in riscio’ e in Turchia in barca.

Il lancio del servizio ha scatenato l’ira dei tassisti di tutto il mondo, mentre in America c’è chi vorrebbe riconoscere come dipendenti i conducenti di Uber, snaturando il modello di business del colosso della sharing economy.

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