Mobilità

Tutti gli impegni ballerini di Fca sull’Italia con Psa. Parla Berta

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Il prestito chiesto da Fca a Intesa Sanpaolo con garanzia pubblica di Sace presenta “incognite” a partire dal “ruolo” che la Francia avrà nel progetto di fusione tra Fiat-Chrysler e il gruppo francese Psa. L’analisi del prof. Giuseppe Berta (Bocconi) all’agenzia Agi diretta da Mario Sechi

“Se ottengo condizioni agevolate devo dare delle garanzie. Ma la domande è: che impegni si possono chiedere in vista del fatto che il prossimo piano industriale sarà presentato da un nuovo gruppo?”. Inoltre le “riguardano in primis gli impianti, le fabbriche e l’occupazione ma questo impegno credo che non possa essere preso senza tener conto della situazione di cambiamento generale del settore dell’auto”.

E’ quanto ha detto il professore Giuseppe Berta, docente di Storia economica all’Università Bocconi di Milano, e uno dei massimi esperti in Italia del gruppo Fiat, in una conversazione con l’Agi, l’agenzia stampa diretta da Mario Sechi.

FCA E PRESTITO INTESA GARANTITO DA SACE: FATTI, NUMERI E FIFFA. IL CORSIVO DEL DIRETTORE ARNESE

LA RICHIESTA DI FCA

Secondo Berta, la richiesta di Fca di accedere a una linea di credito con garanzia pubblica di Sace da circa 6,3 miliardi di euro presenta “alcune incognite” a partire dal “ruolo” che la Francia potrà giocare alla luce del progetto di fusione tra il gruppo proprietario di Fiat e Chrysler e il colosso francese Psa.

DOSSIER PSA PER FCA

“La Francia è già nel capitale di Renault e Psa e non uscirà, anzi il governo francese ha intenzione di far pesare la sua voce sul destino della produzione automobilistica nazionale”, ha detto all’Agi l’editorialista e storico, sottolineando che “i due gruppi non sono nella stessa posizione rispetto ai due governi interessati dall’operazione e forse a questo tavolo manca un convitato”.

FCA E PRESTITO INTESA GARANTITO DA SACE: FATTI, NUMERI E FIFFA. IL CORSIVO DEL DIRETTORE ARNESE

LO SCENARIO PER FCA E PSA

Ha aggiunto Berta: “I due gruppi, Fca e Psa, hanno confermato l’intenzione di procedere con la fusione al massimo entro l’inizio del 2021 – ricorda ancora il professore – poiché siamo ormai a metà maggio, è chiaro che abbiamo davanti un orizzonte di pochi mesi in cui Fca resterà un gruppo autonomo. Non si può non tener conto del fatto che non ci sarà più un piano industriale Fca dal momento che il prossimo piano industriale sarà presentato dal nuovo gruppo che nascerà dalla fusione”.

IL DESTINO DI FCA

“Quindi – osserva lo storico esperto del settore auto – il destino industriale del settore automobilistico italiano non sarà più nelle mani di Fca ma del nuovo soggetto che nascerà dall’operazione. La presidenza andrà a John Elkann, attuale presidente di Fca, ma la guida strategica sarà nelle mani del gruppo francese. Sono quindi tante le domande da porsi”.

LO SCENARIO TRA FCA E PSA

Se l’operazione Fca-Psa andrà in porto nel giro di pochi mesi, prosegue Berta, “è chiaro che con la fusione è destinato radicalmente a cambiare il nuovo perimetro del gruppo perché sarà un perimetro più ampio e in cui la componente francese sicuramente sarà forte e avrà la gestione operativa del gruppo”.

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