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Tutte le turbolenze di easyJet (e non solo)

Easyjet

I numeri di easyJet, l’impatto della pandemia sul trasporto aereo e i suggerimenti dell’economista Giuricin per risollevare il settore

 

Forti turbolenze in casa easyJet. La compagnia low cost, che al 30 settembre ha chiuso il suo anno fiscale, ha annunciato una chiusura pesantemente in calo per l’esercizio 2020 con perdite pre-tasse fino a 845 milioni di sterline,  per effetto dell’impatto della pandemia da Covid sul settore del trasporto aereo.

L’inverno che sta arrivando rischia di essere davvero gelido per tutto il comparto. Andiamo per gradi.

UNA PESANTE PERDITA

Partiamo dai numeri. La compagnia low cost easyJet ha stimato una perdita al lordo delle imposte, per l’anno fiscale che termina il 30 settembre, tra 815 milioni di sterline e 845 milioni di sterline, rispetto a un utile di 427 milioni registrato al termine dell’anno fiscale 2019.

Gli analisti prevedevano perdite per 745,9 milioni.

CROLLO DEI PASSEGGERI

La drastica perdita trova giustificazione nel crollo dei passeggeri, crollati del 50%, a 48 milioni di unità con un calo della capacità del 48%, ovvero 55 milioni di posti.

Il load factor, ovvero la percentuale di riempimento dei velivoli, è sceso del 4,3% (87,2%).

RIDUZIONE DEI DIPENDENTI

Numeri e scenari che costringono la compagnia ad avviare un’importante ristrutturazione: easyJet, si legge nel comunicato stampa dell’azienda, è pronta al taglio del 30% dei dipendenti, ed ad una ottimizzazione della rete e delle basi.

LA CHIUSURA DELLE BASI (ANCHE IN ITALIA)

La chiusura delle basi, a dire il vero, è già iniziata: easyJet ha chiuso le sue basi a Southend, Stansted e Newcastle (queste ultime due continuano ad essere servite con voli in entrata).

La riorganizzazione coinvolge anche l’Italia: l’aviolinea, infatti, ha sospeso le basi di Venezia e Napoli per la stagione invernale. La compagnia continuerà a volare sui due scali, con voli ridotti.

I NUMERI PRE CRISI

Prima dell’impatto da Covid-19, la compagnia aerea, ha commentato Andrea Giuricin, economista del settore trasporti, “trasportava circa 100 milioni di passeggeri l’anno (circa 5 volte #Alitalia). Nel 2019, solo in Italia, la compagnia britannica ne trasportava circa 20 milioni, molto vicino al numero di #Alitalia”.

passeggeri easyJet

UNA LUNGA CRISI

Tornare a quei livelli non sarà semplice e nemmeno breve. “Quello che ci dicono le prime elaborazioni è molto chiaro: la crisi non è certo finita e i prossimi mesi per il settore aereo rischiano di essere molto complicato”, ha scritto Giuricin.

LE PROSPETTIVE DEL TRASPORTO AEREO

“L’ultimo trimestre dell’anno – ha aggiunto l’economista esperto di trasporti – vedrà circa il 23 per cento dei passeggeri del 2019, quando durante il mese di agosto si era raggiunto un picco con circa il 45 per cento dei passeggeri del 2019. Il dato è confermato anche da Ryanair e Wizzair, le altre due grandi low cost. E dire che low cost sono avvantaggiate dal fatto che non hanno il mercato intercontinentale che è stato praticamente annullato dal #COVID19 (che faceva fare buona parte dei profitti alle compagnie “tradizionali”)”.

GLI AUSPICI DI ANDREA GIURICIN

Cosa fare per far decollare nuovamente il comparto? Giuricin auspica un intervento della “European Commission” che “inizi ad agire per avere coordinazione delle misure tra paesi”.

“Non è possibile vedere la confusione di questa estate. Al tempo stesso è necessario supportare senza distorsioni tutto il mercato #aereo dagli #aeroporti fino alle società di handling e catering, altrimenti a gennaio inizieremo a vedere decine di migliaia di licenziamenti”, ha concluso Giuricin.

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