Mobilità

Tutte le turbolenze a Londra sul salvataggio di FlyBe, l’Alitalia britannica

di

FlyBe

Il governo inglese ha annunciato un piano di salvataggio da 100 milioni di sterline per FlyBe. Ma British Airways si è lamentata (“uso sbagliato di fondi pubblici”). Fatti e polemiche nell’articolo di Daniele Meloni

Anche il Regno Unito ha la sua Alitalia. No, non si tratta della British Airways, la compagnia di bandiera britannica che, al netto dei suoi problemi, naviga in buone acque. Si tratta di un altro vettore, la FlyBe, storica compagnia attiva all’interno del Regno Unito e anche su alcune tratte continentali.

Ieri il consiglio dei ministri riunito a Downing Street dal premier Tory Boris Johnson è intervenuto nella vicenda relativa al suo dissesto finanziario annunciando un piano di salvataggio da 100 milioni di sterline.

Il ministro per il Business, Andrea Leadson, ha affermato che così facendo gli aerei di FlyBe continueranno a volare, che i posti di lavoro saranno al sicuro e che gli 8 milioni di passeggeri che ogni anno utilizzano FlyBe continueranno a usufruire del servizio. Tutto a posto dunque? Nemmeno per sogno.

Proprio la stessa British Airways si è lamentata del salvataggio, affermando che si tratta di un “uso sbagliato di fondi pubblici”. In una lettera al ministro dei Trasporti, Grant Shapps, il chief executive della British, William Walsh, ha affermato che “il maggior azionista di FlyBe è Virgin Atlantic, gruppo di proprietà di Delta US, una delle compagnie aeree che genera maggiori ricavi al mondo”. Shapps si è limitato a rispondere che il governo monitererà la situazione, ma che era importante che il servizio continuasse, a beneficio dei dipendenti e degli utenti di FlyBe.

La società, controllata da uno spin-off di Delta, Connect Airways, riveste un ruolo fondamentale nell’aviazione britannica perché con i suoi voli regionali consente la connessione con parti del Regno Unito poco servite dai treni o da altre compagnie aeree. È il caso del Devon, della Cornovaglia, dell’Irlanda del Nord, dell’Isola di Man e di altre aree in cui la presenza di FlyBe determina lo sviluppo e la crescita locali. Karen Dee, a capo della Airport Operators Association, ha dato il suo benestare al salvataggio definendolo “vitale per tante comunità nel Regno Unito”.

C’è infine un’ultima polemica. Il governo ha in programma l’abolizione della tasse di 26 sterline che grava sui voli locali britannici effettuati dalla compagnia – e che a detta di molti ha contribuito al suo dissesto, gravando per oltre 106 milioni di sterline sul suo bilancio– ma il ministero dei Trasporti si è ritrovato con la protesta degli ambientalisti sostenitori della lotta al cambiamento climatico che hanno definito la misura in controtendenza rispetto a quanto succede nel resto del mondo dove le tasse sugli aerei aumentano. La leader dei Verdi a Westminster, Caroline Lucas, ha affermato che i voli vanno ridotti e che l’abolizione della tassa è una misura incoerente con l’impegno dei Tories nella lotta al climate change.

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