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Tutte le sportellate fra Agcm e Autostrade

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Agcm sanziona Autostrade per l’Italia, che replica alla decisione dell’Antitrust. Tutti i dettagli

L’Antitrust bacchetta (e multa) Autostrade per l’Italia, che replica alla decisione dell’Agcm

Ecco tutti i dettagli.

L’ACCUSA AD AUTOSTRADE

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come da istruttoria avviata il 10 giugno 2020, ha sanzionato Autostrade per l’Italia, che secondo il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019, registra ricavi complessivi per 3.856.446.498 euro (di cui 3.403.978.909 euro da pedaggio), ed una perdita di esercizio pari a 291.332.648 euro, per pratica commerciale scorretta, come scrive Agcm nel testo del provvedimento.

Pratica segnalata da Altroconsumo, organizzazione di consumatori in Italia.

I TRATTI INTERESSATI

I tratti coinvolti sono, acrive Agcm, “le autostrade A/16 Napoli-Canosa, A/14 Bologna-Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano”.

COSA HA FATTO AUTOSTRADE PER L’ITALIA

In particolare, secondo quanto appurato dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Autostrade, nell’ultimo biennio, ha “posto in essere un’intensa attività di manutenzione straordinaria delle infrastrutture in concessione”, che ha portato ad una consistente riduzione delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni – per lunghi tratti delle Autostrade citate – della velocità massima consentita.Tale pratica, spiega l’Autorità, “ha comportato un notevole disservizio e un forte disagio ai consumatori in termini di code, di rallentamenti e quindi di tempi di percorrenza molto più elevati”.

PEDAGGIO NON ADEGUATO

A questo, però, non ha fatto seguito “un adeguamento o una riduzione dell’importo richiesto a titolo di pedaggio ai consumatori.” Nonostante, sottolinea l’Autorità, “i tratti autostradali in questione sono stati spesso interessati da consistenti disagi nella viabilità e nella regolare fluidità della circolazione, a causa di gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture ad essa affidate in concessione e ai conseguenti massicci interventi di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza di numerose tratte autostradali. I disagi si sono verificati, in particolare, nell’area ligure e abruzzese-marchigiana, determinando altresì gravi danni all’economia, soprattutto nei settori secondario e terziario e alle imprese di trasporto, per i maggiori tempi di percorrenza degli operatori e i riflessi sulle imprese destinatarie delle merci”.

RIMBORSO: COMUNICAZIONE INADEGUATA

Era previsto, su richiesta, il rimborso. Ma anche su questo Autostrade è stata poco corretta. L’Agcm, infatti, segnala che “sono risultate inadeguate le modalità informative sulle eventuali procedure di rimborso, come emerso in relazione all’Autostrada A/14 Bologna-Taranto, allorché le informazioni fornite sono rivelate omissive, inadeguate, intempestive, insufficienti quanto al modo di diffusione e non idonee a compensare i disagi arrecati agli utenti”.

MULTA PER 5 MILIONI DI EURO

Per tali comportamenti, Agcm ha commiato ad Autostrade per l’Italia una sanzione per 5 milioni di euro, “pari al massimo edittale”.

LA POSIZIONE DI AUTOSTRADE

Autostrade per l’Italia “è l’unica concessionaria italiana ad aver attuato iniziative di azzeramento o riduzione dei pedaggi, proprio allo scopo di lenire i disagi degli automobilisti in alcune particolari tratte oggetto di cantierizzazione (allora presenti in A10, A7, A12, A26 e in A16 e A14). Tale riduzione, del tutto volontaria, non vigendo alcun vincolo di legge o concessorio in tal senso, ha comportato finora minori introiti per 77 milioni”. E’ la replica di Aspi alla sanzione comunicata dall’Antitrust. La società sottolinea che pagherà ma, “ritenendo il proprio operato legittimo, impugnerà in sede giudiziaria la delibera”

LA MULTA DELL’ANTITRUST A TELEPASS

E solo pochi giorni fa, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha anche bacchettato (e multato 2 milioni di euro) Telepass per la distribuzione di polizze Rc auto avvenuta tramite la propria App, a favore dei clienti titolari degli abbonamenti Telepass Family e Telepass Viacard. Il gruppo non avrebbe fornito “informazioni adeguate sul trattamento dei dati degli utenti e sulle modalità e i criteri di selezione dei preventivi”. “L’informazione fornita in sede di presentazione del servizio si limitava a enfatizzare la semplicità, la velocità e la convenienza economica della procedura, ma non che i dati venivano utilizzati da Telepass per finalità commerciali diverse rispetto a quelle per cui erano raccolti, ossia la fornitura del preventivo”, scrive Agcm.

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