Il costruttore statunitense General Motors, marchio numero 1 tra i connazionali in termini di vendite, si lascia alle spalle 12 mesi durante i quali ha registrato un utile netto attribuibile agli azionisti per l’intero anno 2025 di 2,7 miliardi di dollari, con un crollo del 55,1% rispetto al 2024 e un EBIT rettificato di 12,7 miliardi di dollari in diminuzione anno su anno di oltre 12 punti percentuali (per la precisione, -12,6%). L’utile netto attribuibile agli azionisti del quarto trimestre 2025 ha registrato una perdita di 3,3 miliardi di dollari e un EBIT rettificato di 2,8 miliardi di dollari (vs 2,5 miliardi). I ricavi trimestrali sono risultati in calo del 5,1% a 45,3 miliardi di dollari e quelli annuali dell’1,3% a 185 miliardi di dollari.
L’AUTO ELETTRICA PESA SUI CONTI DI GENERAL MOTORS
L’utile netto del quarto trimestre ha subito una riduzione di oltre 7,2 miliardi di dollari in oneri straordinari, principalmente a causa di un riallineamento della capacità produttiva e degli investimenti nei veicoli elettrici per adeguarsi al previsto calo della domanda di auto alla spina da parte dei consumatori e in risposta ai cambiamenti politici del governo statunitense, tra cui la cessazione degli incentivi ai consumatori voluti dall’ex presidente Joe Biden, che il successore Donald Trump ha fatto cessare lo scorso 30 settembre.
I LICENZIAMENTI SUL FRONTE EV
L’inchiodata sull’elettrificazione della gamma si è anche riverberata sull’organico con robusti tagli che hanno spinto il potente sindacato Uaw a tornare a marcare strette le decisioni della dirigenza: nella Factory Zero di Detroit dove vengono costruiti modelli come Chevrolet Silverado EV, GMC Sierra EV, GMC Hummer EV e Cadillac Escalade IQ spariranno circa 1.200 posti di lavoro, mentre altri 550 tagli sono previsti nello stabilimento Ultium Cells in Ohio, dove si producono le batterie. Già messi in conto infine 1.550 licenziamenti temporanei negli impianti di Ohio e Tennessee.
L’OTTIMISMO PER L’ANNO NUOVO
Secondo General Motors, comunque, il peggio sarebbe ormai nello specchietto retrovisore, destinato ad allontanarsi sempre più. Il colosso di Detroit si aspetta un EBIT rettificato tra i 13 e i 15 miliardi di dollari nel 2026, un intervallo il cui punto medio supera le aspettative degli analisti di 13,4 miliardi di dollari, secondo dati LSEG. Le previsioni finanziarie di GM per il 2026 includono anche una spesa in conto capitale prevista tra 10 e 12 miliardi di dollari, incluse le joint venture per la produzione di celle per batterie. Il board ha approvato una nuova autorizzazione al riacquisto di azioni proprie da 6 miliardi di dollari.
LA STRIZZATINA D’OCCHIO A TRUMP
L’amministratrice delegata e presidente di Gm, Mary Barra, ha posto davanti a sé obiettivi ambiziosi: “Guardando al futuro, si prevede che la nostra produzione annuale negli Stati Uniti raggiungerà la cifra record di 2 milioni di unità”, ha dichiarato la top manager agli investitori, ma anche e soprattutto strizzando l’occhio a Donald Trump dato che l’aumento della produzione sarà agevolato dal ritorno in patria di modelli realizzati finora altrove, dalla Cina al Messico. Del resto finora i dazi sull’importazione di veicoli negli Stati Uniti sono costati all’azienda 3,1 miliardi di dollari solo nel 2025.
L’AIUTINO DELLA CASA BIANCA E L’INCOGNITA ALLUMINIO
A rendere ottimista General Motors le nuove politiche ambientali che la Casa Bianca sta imponendo ai 50 Stati a livello federale: l’allentamento delle misure sulle emissioni, infatti, migliora le prospettive per i suoi grandi pick-up e SUV. Nonostante ciò gli analisti ricordano che la casa automobilistica dovrà anche fare i conti con l’aumento dei costi delle materie prime, incluso l’alluminio che secondo Javier Blas – esperto di materie prime e autore di The World for Sale – il “metallo del momento” è destinato a conoscere importanti fluttuazioni in quanto utilizzatissimo in pressoché ogni settore dell’economia reale, dall’industria degli imballaggi alla manifattura degli smartphone, fino alla costruzione di aerei e veicoli elettrici. Tra i metalli, solo il ferro viene consumato di più.



