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Tutte le nuove garanzie dello Stato per Fincantieri

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Fincantieri

Che cosa prevede per Fincantieri in materia di garanzie statali tramite Sace il decreto Liquidità approvato dal consiglio dei ministri

Ombrello assicurativo statale per Fincantieri.

Il gruppo della cantieristica guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Bono incassa un risultato rilevante grazie al decreto Liquidità approvato ieri in consiglio dei ministri.

Garanzie pubbliche specifiche per Fincantieri da parte dello Stato, tramite il sistema Cdp-Sace. E’ quello che infatti prevede il pacchetto di norme, ancora in bozza, a sostegno della liquidità delle imprese al vaglio del Governo.

Sono garantite dallo Stato – si legge nella bozza del decreto svelata ieri da Start Magazine – una serie di operazioni nel settore crocieristico già deliberate e ulteriori operazioni deliberate da Sace entro la data di entrata in vigore del decreto, fino all’importo massimo di 2,6 miliardi.

La tabella che fa parte integrante del decreto indica le seguenti operazioni in capo a Fincantieri: 4 navi da crociera Msc Cruises per la Svizzera del valore di 479 milioni, 489, 494 e 499 milioni, installazione di scrubber sulla nave Magnifica per 120 milioni; nave per Carnival nel Regno Unito del valore di 974 milioni; 4 navi Viking Cruises per le Bermuda del valore di 408 milioni (le prime 2), 440 e 400 milioni le altre; 3 navi per Ncl Corporation Stati Uniti per un valore di 579 milioni la prima e 925 le altre due. Queste ultime sono operazioni risalenti a inizio 2020.

Sace (gruppo Cdp) ha già concesso a Fincantieri garanzie miliardarie tramite export credit per le sue commesse di navi da crociera comparto considerato fino a prima dello scoppio del coronavirus un strategico anche dal Governo.

QUALI SONO I CONTI DI FINCANTIERI

In attesa del piano industriale 2020-2024, che verrà finalizzato solo quando saranno chiari gli impatti sul gruppo della pandemia Covid-19, il gruppo Fincantieri ha presentato i risultati finanziari del 2019. Il gruppo registra ricavi record a 5,8 miliardi, ma sulla performance complessiva continua a pesare tra l’altro la zavorra della controllata norvegese Vard.

GIOIE: RICAVI RECORD

Partiamo dai buoni risultati. Il gruppo guidato dall’ad Giuseppe Bono ha chiuso il 2019 con ricavi record pari a 5,8 miliardi di euro, in crescita dell’8%. Gli ordini registrati si sono attestati a 8,7 miliardi, con un carico di lavoro complessivo per 33 miliardi.

DOLORI: GRUPPO IN ROSSO

Numeri che non hanno evitato che il gruppo fosse in rosso: risultato adjusted è negativo per 71 milioni (114 milioni nel 2018), con un risultato d’esercizio negativo per 148 milioni (69 milioni nel 2018) al netto di oneri fiscali (73 milioni), oneri straordinari (67 milioni) e risultato delle discontinued operations negativo per 24 milioni.

PESA VARD

Risultati che scontano il peso della controllata Vard. A determinare i risultati negativi del Gruppo è “la notevole performance negativa di Vard”, spiega l’azienda, “per la quale è stato implementato un piano di ristrutturazione a valle del delisting a fine 2018”.

Nel corso del 2019, a valle del delisting dalla borsa di Singapore, avvenuto a dicembre 2018, “è stato possibile avviare il processo di ristrutturazione e rivisitazione dell’attività operativa della controllata Vard, volto ad individuare le azioni necessarie per il miglioramento dell’andamento gestionale -spiega l’azienda- Tale processo, avviato con un radicale cambio del management ora prevalentemente di espressione Fincantieri, prevede la completa integrazione della controllata nel Gruppo con l’allineamento della strategia e della produzione di tutte le operations alle best practice Fincantieri”.

LE COMMESSE IN BALLO PER FINCANTIERI E NON SOLO CON LA FRANCIA

Non solo Fremm. L’Italia potrebbe inviare all’Egitto forniture militari per non meno di 9 miliardi di dollari, coinvolgendo non solo Fincantieri ma anche Leonardo (ex Finmeccanica). In Egitto, inoltre, è attivo il gruppo Eni con alcune novità. Ecco tutti i dettagli sull’opportunità di crescita delle aziende italiane nelle relazioni con l’Egitto.

FREMM A FINCANTIERI

L’Italia, con l’Egitto, ha in cantiere contratti di forniture militari per almeno 9 miliardi di euro – secondo le stime di giorni fa del Sole 24 Ore – che vedono Fincantieri e Leonardo (ex Finmeccanica) in prima fila.

Come svelato da Start Magazine nei giorni scorsi, ci sarebbe in cantiere la vendita di due fregate Fremm da parte di Fincantieri all’Egitto. Le navi che passerebbero dalla Marina Militare italiana a quella egiziana sarebbero la nona e la decima: Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi, entrambe General Purpose. E non sarebbero le uniche, in una corsa al rinnovo della propria flotta navale, l’Egitto ne avrebbe ordinate altre 4 (6 in totale), secondo le indiscrezioni di sabato scorso del Sole 24 Ore.

VICENDA DELICATA

Ha scritto Start Magazine a febbraio: “La situazione è la seguente: Fincantieri vuole vendere le 2 Fremm “Spartaco Schergat” ed “Emilio Bianchi”, la Marina Militare no (senza contropartite) e il governo pur avendo dato di fatto tramite il Mef un via libera all’operazione discute ancora nel merito per la delicatezza della vicenda: da un lato c’è consapevolezza che per l’italiana Fincantieri sarebbe un colpo rilevante la vendita (che altrimenti sarebbe appannaggio di società francesi, con tutta probabilità); dall’altro l’operazione con l’Egitto pone qualche problema ai settori più critici verso il regime egiziano di A-Sisi che sono presenti sia nel Pd che nel Movimento 5 Stelle”.

LE ALTRE FORNITURE MILITARI

In ballo non ci sono solo le Fremm. Fincantieri dovrebbe anche occuparsi della costruzione futura di 20 pattugliatori d’altura (OPV) in Egitto; mentre Leonardo ha in ballo contratti per jet da addestramento Aermacchi M-346. Il velivolo, si legge sulla pagina di Leonardo dedicata, è in servizio con le forze aeree di Italia, Repubblica di Singapore, Israele e Polonia con 72 aerei già ordinati.

E ancora. Secondo quanto rivelato dal Sole 24 Ore, l’Egitto punta anche su 24 Eurofighter, velivolo che nasce da un progetto di collaborazione tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna e che ha visto impegnati per la produzione la divisione velivoli di Leonardo (ex Finmeccanica), BAE Systems e Airbus Defense & Space.

L’ELICOTTERO MULTIRUOLO DI LEONARDO

In corso, poi, ci sarebbero anche accordi per la fornitura dell’elicottero multiruolo AW149, progettato e realizzato da Leonardo-Finmeccanica per svolgere missioni quali trasporto truppe, rifornimento, trasporto carichi al gancio, evacuazione medica e recupero personale, operazioni delle forze speciali, supporto aereo/scorta armata, comando e controllo, sorveglianza e ricognizione.

Sarà sempre Leonardo a rifornire AW189, velivolo che fa parte della  AWFamily, e che rappresenta un punto di riferimento per il trasporto corporate e privato.

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