Mobilità

Tutte le bufale sull’incidente del Frecciarossa

di

alstom rfi lodi

Che cosa si è detto di errato sull’incidente del Frecciarossa secondo un blog animato da esperti e appassionati di treni

(Articolo pubblicato su Ferrovie.Info, “un blog realizzato da appassionati di treni incentrato sul trasporto ferroviario in tutte le sue forme”)

C’è un tempo per il silenzio e il dolore e un tempo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Sì, perché anche ieri, con l’incidente al Frecciarossa appena accaduto, il giornalismo generalista italiano ha dato nuovamente il meglio di sé stesso, partorendo una serie infinita di approssimazioni alcune delle quali tanto grossolane quanto ridicole.

Tralasciamo la ridda di ipotesi sull’accaduto. La abbiamo fatta anche noi pur mostrando da subito le nostre perplessità.

Ad aprire le danze è stato un telegiornale specializzato nelle news in tempo reale, la cui inviata non solo insisteva a chiamare l’unità di testa dell’ETR 400 “motrice” ma faceva partire il conto delle carrozze dalla numero due, ignorando che il Frecciarossa 1000 è un elettrotreno a potenza distribuita e quindi sull’elemento di testa ci sono regolarmente i passeggeri.

Del resto i giornalisti della medesima testata lavorano con le immagini ma non le sanno evidentemente guardare, poiché dopo 7 ore di diretta e decine di immagini passate sui monitor, ancora avevano l’ardire di sostenere che il treno era rimasto sui binari quando anche un cieco avrebbe visto che era uscito completamente adagiandosi nell’interbinario.

D’altro canto non hanno fatto meglio gli inviati di altri telegiornali, da quelli che sono riusciti ad accostare l’incidente alla linea a quell’ora satura (!), a quelli che hanno parlato di un possibile colpo di sonno dei macchinisti per il turno iniziato presto. Pura follia.

Non è andata meglio sulla carta stampata. C’è chi ha avuto la splendida intuizione di dire che il Frecciarossa ha impattato con un deposito locomotive e chi ha sostenuto che il tutto era da ricondursi ai lavori sulla linea che sono del tutto straordinari, salvo poi venir smentito dal procuratore che ha definito tali operazioni “abituali” come effettivamente sono.

Un quotidiano nazionale ha fatto presente invece che “il treno viaggiava di testa”, un altro è riuscito a sbagliare per tutta la giornata prima il nome di battesimo e poi il cognome di uno dei due poveri Maestri deceduti nell’impatto, mentre un altro ancora ci ricorda che c’è “il precedente del ’97 sulla stessa tratta maledetta”, peccato che non sia quella.

Il tutto senza dimenticare altre perle che ci siamo segnati random, come “vagoni senza alloggiamento”, “il treno è scivolato fuori dai binari”, “ha impattato contro una casa cantoniera”, “lo scambiatoio (!) è stato lasciato aperto”, “binario storto sull’Alta Velocità”.

Al tragicomico elenco non poteva sottrarsi il web con qualcuno che è riuscito a sindacare sulla poca delicatezza di Trenitalia nello scrivere sul Viaggiatreno che il convoglio era transitato a PM Livraga con un minuto di anticipo, come se non fosse un aggiornamento automatico ma qualcuno fisicamente si prendesse la briga di inserire minuto per minuto tutti gli spostamenti dei treni italiani.

Senza dilungarci oltre, ancora una volta tante parole al vento, pochissima cultura ferroviaria e un pressappochismo che al giorno d’oggi sarebbe abbastanza facile evitare. Sbagliare succede a tutti, a noi per primi, ma perseverare ha del diabolico.

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