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Caso bZ4X, perché Toyota rilancia l’idrogeno

Toyota Idrogeno E Stop BZ4X

L’avventura elettrica di Toyota non è iniziata affatto bene: dopo le critiche degli ambientalisti per l’apparente disinteresse verso i mezzi EV, richiamati i primi modelli del Suv bZ4X. Anche per questo la Casa nipponica riprende la sua scommessa di puntare sull’idrogeno

La giapponese Toyota Motor Corp è ancora nel pieno dell’impasse per via dei problemi tecnici manifestati dal suo primo mezzo elettrico – il Suv bz4X – e infatti ha dichiarato che intende prolungare la sospensione della linea 1 nello stabilimento di Motomachi. Il volume interessato dall’adeguamento, che ha tra le cause anche gli stop-and-go per via del Covid e la carenza di semiconduttori – sarà di circa 4.000 unità ma il piano di produzione globale per il mese di luglio, rimarca la Casa nipponica, rimarrà invariato rispetto ai dati precedentemente annunciati che mettono l’asticella sulla soglia di circa 800.000 unità. Gli azionisti, insomma, per il momento possono tirare un sospiro di sollievo.

COSA SAPPIAMO SUI PROBLEMI DEL BZ4X

Tutto questo mentre Toyota continua a indagare sul mal funzionamento tecnico dei suoi Suv elettrici bZ4X: si tratta della sua prima auto interamente elettrica presentata, fatto che rende ancora più dirompente l’eco dell’inciampo. Tanto più che nei mesi passati la Casa era stata attaccata da alcune associazioni ambientaliste per essere passata con eccessiva calma dai modelli endotermici a quelli full electric (la risposta non si è fatta attendere: parlando agli investitori Toyota ha detto che le versioni ibride al momento sono la scelta ottimale in tutti quei Paesi nei quali l’infrastruttura per le auto EV non è sufficientemente sviluppata).

Toyota, primo gruppo automobilistico al mondo per numero di auto prodotte, dopo aver ottenuto lo scettro, nel 2021, di marchio più venduto negli USA (ha venduto nei 50 Stati 2,3 milioni di auto, mentre le vendite di General Motors, suo principale competitor, nel medesimo periodo sono invece calate del 13% a 2,2 milioni di unità: è la prima volta che un’auto americana viene sconfitta in casa), dovrà ora capire come mai l’ente giapponese per la sicurezza ha rilevato che le curve strette e le frenate improvvise possono causare l’allentamento di un bullone del mozzo, aumentando il rischio che una ruota si stacchi dal veicolo. L’autorità ha dichiarato di non essere a conoscenza di incidenti causati dal difetto. Dei 2.700 veicoli immediatamente richiamati, 2.200 erano destinati al mercato europeo, 280 a quello del Nord America, 110 a quello giapponese e il resto ad altri paesi asiatici.

LA SCOMMESSA SULL’IDROGENO (VECCHIO CAVALLO DI BATTAGLIA NIPPONICO)

Anche per questo il Gruppo nipponico ora preferisce che si parli di idrogeno. Toyota, Isuzu Motors Limited, Denso Corporation, Hino Motors e Commercial Japan Partnership Technologies Corporation hanno annunciato di aver avviato un programma comune per la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni per l’utilizzo dell’idrogeno sui mezzi pesanti.

Non è la prima volta che Toyota guarda all’impiego dell’idrogeno come combustibile sui motori di impostazione tradizionale: dal maggio 2021, per esempio, una Toyota Corolla con motore a combustione interna alimentato a idrogeno compete nel campionato sportivo nipponico Super Taikyu Series. L’obiettivo finale dello studio è impiegare il combustibile pulito per alimentare i motori a combustione interna dei camion, così da facilitare il raggiungimento della neutralità di emissioni di CO2.

Toyota ha fatto intendere di preferire l’idrogeno alla soluzione elettrica perché non richiede rivoluzioni sul fronte dei pianali né impone le Case a dotarsi di impianti per la costruzione di batterie. Inoltre, sul fronte utenti, i tempi di ricarica richiederebbero al massimo 5 minuti e in caso di incidente le auto non sono soggette agli incendi che possono riguardare le celle delle batterie. Tuttavia, dal momento che Europa e USA si stanno muovendo per aumentare l’infrastruttura delle colonnine elettriche, difficilmente l’idrogeno sarà la soluzione su cui investire, almeno nell’immediato.

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