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Che succede ai Suv elettrici bZ4X di Toyota?

Toyota BZ4X

Toyota Motor ha dichiarato di voler richiamare 2.700 dei suoi primi veicoli elettrici bZ4X perché c’è il rischio che le ruote si stacchino. Tutti i dettagli

Anche i colossi dell’auto inciampano. O meglio, rischiano di restare senza ruote. Toyota, primo gruppo automobilistico al mondo per numero di auto prodotte, dopo aver guadagnato lo scettro, nel 2021, di marchio più venduto negli USA (ha venduto nei 50 Stati 2,3 milioni di auto, mentre le vendite di General Motors, suo principale competitor, nel medesimo periodo sono invece calate del 13% a 2,2 milioni di unità: è la prima volta che un’auto americana viene sconfitta in casa), puntava a scontrarsi direttamente con Tesla nel mercato dell’elettrico, ma un brutto intoppo potrebbe rallentarne la corsa.

I SUV ELETTRICI bZ4X RISCHIANO DI PERDERE LE RUOTE

Toyota ha infatti dato notizia di avere ritirato momentaneamente dal commercio 2.700 SUV elettrici bZ4X: si tratta della sua prima auto interamente elettrica presentata, che rende ancora più dirompente l’eco dell’inciampo. Tanto più che nei mesi passati la Casa era stata attaccata da alcune associazioni ambientaliste per essere passata con eccessiva calma dai modelli endotermici a quelli full electric (la risposta non si è fatta attendere: parlando agli investitori Toyota ha detto che le versioni ibride al momento sono la scelta ottimale in tutti quei Paesi nei quali l’infrastruttura per le auto EV non è sufficientemente sviluppata).

La cifra dei veicoli richiamati (2.700 unità) è molto contenuta, specie di fronte a casi analoghi avvenuti ad altre Case nell’ultimo periodo ma, ha scritto il Financial Times, corrisponde all’intera flotta di bZ4X in circolazione o quasi, dato che molti non erano ancora stati consegnati ai clienti. Differente la tesi di Toyota che, tramite un portavoce, ha dichiarato che non tutti i modelli sono stati sottoposti al richiamo, rifiutando di dire quanti ne siano stati costruiti e commercializzati finora.

Comunque la si guardi, l’azienda nipponica è riuscita a scoprire il difetto di progettazione per tempo, bloccando vendite, tour promozionali (diversi gli eventi annullati in Giappone, dove l’auto è offerta solo in leasing) e consegne e contenendo il più possibile il danno. Relativamente al mercato giapponese, per esempio, molti dei veicoli consegnati non erano destinati alla vendita ma all’esposizione e al test drive. Quanto al difetto alla base del ritiro, la stessa Toyota ha comunicato che è stato riscontrato un problema con i bulloni che collegano le ruote al veicolo, che tendono ad allentarsi durante la guida con i il rischio che le ruote possano staccarsi dai SUV.

COSA DICE L’ENTE GIAPPONESE PER LA SICUREZZA

L’ente giapponese per la sicurezza ha dichiarato che le curve strette e le frenate improvvise potrebbero causare l’allentamento di un bullone del mozzo, aumentando il rischio che una ruota si stacchi dal veicolo. L’autorità ha dichiarato di non essere a conoscenza di incidenti causati dal difetto. Dei 2.700 veicoli richiamati, 2.200 erano destinati al mercato europeo, 280 a quello del Nord America, 110 a quello giapponese e il resto ad altri paesi asiatici.

STESSO DIFETTO ANCHE NELL’ELETTRICA SUBARU

Anche Subaru Corp ha dichiarato di aver richiamato a livello globale circa 2.600 unità della Solterra, il suo primo veicolo completamente elettrico sviluppato in collaborazione con Toyota. Il motivo sarebbe sempre legato a bulloni troppo fragili. Per quanto riguarda Subaru, la maggior parte dei veicoli rinviati in fabbrica era destinata ai concessionari e nessuno è stato consegnato ai clienti negli Stati Uniti, ha dichiarato un portavoce di Subaru.

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