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Tesla, tutte le sbandate nei conti della Casa di Elon Musk

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Nell’ultimo trimestre 2017, Tesla ha registrato le perdite peggiori della sua storia, ma la casa avrebbe già una soluzione per invertire la tendenza. I dettagli nell’articolo di Giusy Caretto

Non ha avuto neppure il tempo di brindare alla riuscita del lancio di Falcon Heavy che Elon Musk ha dovuto fare i conti (nel vero senso della parola) con i numeri di Tesla, l’azienda pioniera per la costruzione delle auto elettriche, di cui è fondatore e ceo.

Che le trimestrali non sono il punto forte della casa automobilistica americana non è certo una novità, ma quella appena conclusasi ha fatto registrare all’azienda le perdite peggiori della sua storia (seppur sorprendendo in positivo gli analisti, che si aspettavano dati ancor più negativi). A far lievitare i numeri ci avrebbe dovuto pensare la Model 3, l’auto elettrica low cost (se così vogliamo definirla, visto che costa 35mila dollari): avrebbe dovuto lanciare la società nella produzione di massa, trainare le vendite dell’auto a batteria e diffondere la nuova moda. Tutto questo, però, non è avvenuto: Tesla arranca con la produzione e, se continua così, presto potrebbe finire tutto il denaro che ha in cassa.

Tesla - SolarcityUNA PESSIMA TRIMESTRALE

Partiamo dai numeri. Negli ultimi tre mesi del 2017, i ricavi del gruppo sono saliti a 3,29 miliardi di dollari, meglio delle previsioni (3,28 miliardi) e di quanto fatto nello stesso periodo del 2016 (2,28 miliardi di dollari). Ma da festeggiare c’è ben poco: il rosso, infatti, è di 675 milioni di dollari, o 4,01 dollari ad azione, è il peggiore della storia dell’azienda. Lo scorso anno, per fare un confronto, le perdite, nello stesso periodo, erano pari a 121 milioni di dollari o 78 centesimi ad azione. Le perdite adjusted sono state di 3,04 dollari ad azione, contro 3,12 dollari ad azione che si attendeva il mercato.

TESLA BRUCIA 8MILA DOLLARI AL MINUTO

La società, oltre che di nuovi progetti, ha anche bisogno di denaro fresco. Come scrive Bloomberg, nel corso del 2017, il produttore di auto elettriche ha bruciato circa 8mila dollari al minuto, 480.000 dollari all’ora. Quasi mezzo milioni di dollari. Di questo passo, entro il 6 agosto prossimo (alle 2.17, ora di New York, per essere ancora più precisi), Tesla esaurirà il gruzzoletto di denaro che ha da parte.

Ad essere onesti, però, la cosa non è così semplice. Anzi, in pochi sono quelli che pensano che Tesla possa fallire realmente. Anche la stessa società non si sta preoccupando più di tanto: l’azienda scommette tutto sull’aumento di produzione del suo importantissimo Model 3: e questo dovrebbe portare non pochi soldi in cassa.

FALLISCE LA PRODUZIONE DI MASSA

A dare grattacapi a Elon Musk, ceo di Tesla, non sono solo i conti. Anche la produzione sembra non andare. Le stime di produzione della Model 3 parlavano di ben 1500 modelli entro il primo trimestre del lancio sul mercato (avvenuto in estate 2017), ma la casa californiana è riuscita a completare, entro il trimestre chiuso a settembre 2017, solo 260 esemplari. Nemmeno un quinto del suo obiettivo. Le cose non sono andate granché meglio nei mesi successi. E la produzione di massa fatica ancora a decollare.

QUALCUNO CI SPERA (ANCORA)

Nonostante i vecchi fallimenti, Tesla ci spera ancora. L’azienda guidata da Elon Musk ha detto che entro la fine del secondo trimestre dell’anno riuscirà a produrre 5.000 Model 3 a settimana. Ed entro la fine di marzo punta ancora a realizzare circa 2.500 vetture a settimana.

guida autonomaPRESTO UNA SOLUZIONE?

In effetti, la soluzione ai problemi di Tesla, come scrive Bloomberg, potrebbe essere più vicina di quanto la si immagina.

Il produttore di auto elettriche, infatti, ha progettato un nuovo sistema automatizzato per la produzione di moduli presso il suo stabilimento di batterie vicino a Reno, in Nevada. La linea è già a lavoro presso l’unità di produzione tedesca di Tesla, Grohmann, ma deve essere spedita negli Stati Uniti il ​​mese prossimo per essere utilizzata, ha detto l’amministratore delegato Elon Musk.

“Devono essere smontati, portati alla Gigafactory e riassemblati e poi messi in funzione alla Gigafactory. Non è una questione se funziona o no. È solo una questione di smontaggio, trasporto e rimontaggio “, ha detto Elon Musk.

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