skip to Main Content

Tesla fallisce il salto nella grande produzione

Tesla

La casa automobilistica ha prodotto solo 269 Tesla Model 3.  Nemmeno un quinto del suo obiettivo, fissato a 1500

 

Tesla è per pochi. Non solo per gli alti costi delle vetture, ma soprattutto perchè la casa automobilistica non è abituata ai numeri delle grandi produzioni. Elon Musk non ha rispettato le promesse e ha fallito clamorosamente (almeno per ora) nel progetto che avrebbe dovuto portare la Tesla in tutto il mondo.

Mentre i numeri dei preordini facevani presagire il meglio e i piani di Tesla sembravano a adre a gonfie e vele, i numeri hanno tolto le speranze; il costruttore californiano di veicoli elettrici ha reso noto di aver completato solo 260 gli esemplari di Model 3 nel trimestre concluso a settembre.

Tesla: dalla nascita ad oggi

TeslaLa casa automobilistica Tesla Motors è stata fondata nel 2003, su iniziativa di Martin Eberhard e Marc Tarpenning, e deve il nome dal fisico e inventore statunitense, di origine serba Nikola Tesla. I due imprenditori trovano subito un importante alleato, Elon Musk, che accumula capitali per oltre 180 milioni di dollari in meno di cinque anni. La società scommette esclusivamente sulle auto a batteria.

L’idea potrebbe anche essere buona, ma all’inizio ingranare sembra difficile. L’azienda tanto amata da Elon Musk vede le luci della ribalta solo a fine 2008, grazie al lancio della Tesla Roadster, la prima auto sportiva ad essere alimentata solamente da energia elettrica. La vettura sfrutta la potenza erogata dal motore a corrente alternata, progettato nei laboratori di Palo Alto: ne sono state vendute , tra il 2008 e il 2012, oltre 2.000 modelli, in 31 Paesi. Il prezzo base di una Tesla Roadster è di 108 mila dollari, poco più di 80mila euro. Sempre in quegli anni, la forza lavoro passa dalle 3.000 unità del 2012 alle circa 6.000 di quest’anno.

Il 2009 è un anno importante perché, Elon Musk, che torna a ricoprire il ruolo di CEO nell’azienda, riesce ad ottenere un importante investimento da parte della Daimler: 50 milioni di dollari per il 10% del capitale della società. A giugno 2009, Tesla Motors riceve un finanziamento agevolato dal Governo statunitense per circa 500 milioni di dollari, necessari per lo sviluppo e la produzione iniziale della Tesla Model S. ll 29 giugno 2010 la società sbarca a Wall Street raccogliendo oltre 200 milioni di dollari di finanziamenti. Nonostante il calo delle quotazioni a fine 2013, causato dall’incendio di una Model S, la società di Elon Musk si aggiudica la palma di miglior titolo del Nasdaq 100 per il 2013.

 

Negli anni la tecnologia evolve con l’arrivo sul mercato della Model S, l’erede della Roadster: le batterie, anziché essere alloggiate dietro i sedili come succedeva nel primo modello, sono disposte sul pianale dell’auto, riducendo al minimo l’ingombro. In questo modo le batterie sono di fatto “invisibili” e non vanno a sottrarre spazio al portabagagli o all’abitacolo. Per evitare che un sasso o un oggetto che sporge dal manto stradale possa danneggiarle, le batterie agli ioni di litio montate sulla Model S sono protette da un’armatura di alluminio spessa 6 mm.

Per aiutare la diffusione delle auto elettriche , Tesla investe anche sul fronte ricarica. La casa automobilistica elettrica dà vita ad una rete di “distributori elettrici” ultraveloci: il Supercharger Network è composto da distributori a 480 volt eroganti corrente continua e capaci di caricare le batterie della Model S in circa mezz’ora.

Tesla Model 3, il low cost per tutti (o quasi)

teslaLa vera rivoluzione del mercato sarebbe dovuta essere l’auto che avrebbe lanciato Tesla nel mondo delle grandi produzioni. La vettura, infatti, è una low cost: il prezzo di listino partirà da 35.000 dollari (circa 31.000 euro), un costo davvero ‘piccolo’ per una Tesla, se si pensa che la Model S più economica costa 80.000 euro e che la Nissan Leaf, l’elettrica più venduta nel mondo e che vanta un’autonomia di 135 km (contro i 364 Km di Model 3), in America costa 29.000 dollari, nella versione base.

Nonostante un prezzo basso, la Model 3 promette affidabilità, eleganze e guida piacevole: linee pulite, corpo vettura compatto e tetto in vetro. Il modello base accelera da 0 a 60 miglia all’ora (0-96 km/h), in meno di 6 secondi, è predisposta per la carica veloce ed equipaggiata con l’hardware Autopilot, per la configurazione della guida autonoma.

I numeri iniziali facevano ben sperare: in sole 24 ore dalla presentazione, il numero totale di ordini aveva superato quota 115 mila, ma non è bastato a fare della vettura un successo.

Cosa non funzionato?

Tesla stessa. La produzione. Le stime di produzione parlavano di ben 1500 modelli entro il primo trimestre del lancio sul mercato (avvenuto in estate), ma la casa californiana è riuscita a completare, entro il trimestre chiuso a settembre, solo 260 esemplari. Nemmeno un quinto del suo obiettivo.

Tesla avrebbe dato la colpa a “colli di bottiglia” nella produzione. “Si è trattato di un collo di bottiglia nella catena di produzione e stiamo lavorando per risolvere il problema”, si legge in una nota ufficiale dell’azienda.”È importante sottolineare che non esistono problemi fondamentali con la catena di produzione o di fornitura della Model 3. Capiamo cosa deve essere risolto e siamo sicuri di affrontare i problemi di produzione a breve termine “.

C’è ancora una speranza?

La società guidata da Elon Musk, però, non si arrende. E il salto nella grande produzione resta un obiettivo primario dell’azienda: la casa automobilista prevede di aumentare la produzione complessiva a 5.000 modelli a settimana fino alla fine del 2017.

Model 3E forse qualche speranza ci sarebbe realmente. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, infatti, il costruttore ha registrato un progresso del 4,5% nel numero di consegne: ha consegnato 26.150 veicoli in tre mesi, comprese 14.065 Model S e 11.865 Model X.

Sam Korus, analista che ha parlato a Bloombeg, ha detto “sarei rimasto sorpreso se qualcuno si fosse sorpreso di questo” ritardo nella produzione: “Sapete che quando Musk dà un obiettivo è estremamente ambizioso”.

Tesla vale più di quel che merita

Negli ultimi mesi Tesla ha conquistato il mercato aumentando il suo valore in Borsa. Il titolo Tesla, che ha aperto il 2017 a 217 dollari (valore dieci volte superiore del prezzo del collocamento nel 2010), ad Aprile 2017 ha toccato un massimo di 383, superando la capitalizzazione di Ford, prima, e poi quella di General Motors e portando il valore sopra i 50 miliardi di dollari di capitalizzazione, per poi scendere. 

E se è vero che la casa automobilistica guida le vendite delle auto elettriche negli Usa, è vero anche che quella dei mesi scorsi è una capitalizzazione forse troppo alta rispetto ai numeri reali dell’azienda. Anche lo stesso  Elon Musk, alla chiusura di Borsa di venerdi, avrebbe affermato che il valore (327 dollari ad azione) “è più alto di quanto ci meritiamo”. “A volte le attese vanno fuori controllo”.

tesla

Il fondatore e amministratore delegato, prova a portare tutti con i piedi per terra. E in effetti, Tesla deve ancora dimostrare tanto al settore automobilistico. Non parliamo di qualità, ma di quantità.

 

 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore