Mobilità

Tesla abbandona il cobalto grazie alla Cina e tampona Glencore

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Tesla monterà sulle Model 3 prodotte in Cina batterie prive di cobalto

Tesla pioniere delle rivoluzioni. Dopo aver rivoluzionato i motori, Tesla prova a rivoluzionare la batteria. La casa auto americana intende abbandonare il cobalto, almeno per la realizzazione delle batterie delle Model 3 in produzione in Cina.

TESLA IN TRATTATIVE CON CATL

L’azienda a stelle e strisce guidata da Elon Musk, secondo fonti Reuters, è in trattative avanzate con la cinese CATL per l’acquisto di batterie “cobalt free” destinate alle Model 3 in produzione nell’impianto di Shanghai in Cina, dove Tesla ha iniziato a consegnare auto a dicembre 2019.

LE BATTERIE COSTERANNO MENO

A sostituire le vecchie batterie saranno degli accumulatori LFP, contenenti Litio-Ferro-Fosfato. I dispositivi dovrebbe costare il 10% in meno rispetto alle batterie tradizionali, che ora restano tra le preferite per le case auto concorrenti.

I POSSIBILI PROBLEMI

Le batterie tradizionali, al nichel-cobalto-alluminio (NCA) o nickel-manganese-cobalto (NMC), utilizzate sui veicoli passeggeri, infatti, presentano maggiore densità di energia (aspetto fondamentale per determinare l’autonomia di una vettura) rispetto alle nuove batterie adottate da Tesla.

CATL, però, sarebbe già a lavoro per risolvere la questione e sembra che gli studi si stiano concentrandoci sulla cosiddetta tecnologia cell-to-pack.

PERCHE’ ABBANDONARE IL COBALTO?

Perché la casa americana, allora, nonostante i problemi cui potrebbe andare incontro, sceglie di abbandonare il cobalto? Per questioni etiche. Il cobalto è estratto da minatori, spesso bambini, che vengono sfruttati, come si legge sul Financial Times.

Proprio per questo Tesla, Apple, Microsoft, Alphabet e Dell, sono state denunciate da una ong negli Stati Uniti per utilizzo di cobalto estratto in modo poco etico.

CHI COLPISCE LA SCELTA DI TESLA?

Tra le aziende più colpite dalla scelta della società c’è la svizzera Glencore, che è il primo fornitore mondiale di cobalto, e che estrae nella Repubblica democratica del Congo, dove nel 2017 è diventata anche unica proprietaria della maggior miniera di cobalto, Mutanda da cui nel 2016 sono state estratte 24.500 tonnellate di metallo, quasi un quarto dell’offerta globale.

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