“Un’azienda che nel mese di gennaio ha realizzato 4 giorni di lavoro non lascia tranquillo nessuno”. Le parole del segretario generale Uilm Rocco Palombella ben fotografano la situazione drammatica in cui versa l’impianto laziale di Stellantis a Cassino.
CASSINO IL GRANDE MALATO D’ITALIA
Il contesto in cui versano tutti gli impianti italiani del Gruppo è tristemente noto: a inizio anno Fim-Cisl ha confermato che complessivamente nel nostro Paese nel 2025 sono state realizzate complessivamente appena 379.706 autovetture e veicoli commerciali, con un calo del 20% rispetto all’annus horribilis del 2024, quando la produzione di Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Maserati precipitò ai minimi dal 1956, ma è lo stabilimento di Cassino ad apparire ormai come il grande malato del Paese.
Come Start Magazine ricordava a fine 2025, sparito da ben quattro anni il doppio turno, l’impianto Piedimonte San Germano, nel sud della provincia di Frosinone, rischia ormai di fare più notizia quando è aperto rispetto a quando resta chiuso: con l’ultimo stop imposto dal 3 al 7 novembre, calcolava il Fatto Quotidiano, era arrivato ai “90 giorni di fermo produttivo, ben oltre la metà dei lavorativi nel 2025”.
105 GIORNATE DI STOP IN TUTTO IL 2025
Numero salito a 105 con la necessità di anticipare le ferie di Natale. Nel corso dell’anno circa 600 lavoratori sono stati coinvolti nel Contratto di Solidarietà. Le vetture sfornate da Cassino sono state poco più di 19mila sfiorando “il risultato peggiore dall’apertura dello stabilimento nel 1972”, annotano le testate locali.
COSA SI PRODUCE (A SINGHIOZZO) A CASSINO
Le produzioni delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio si sono attestate a 14.378 unità, pari a circa tre quarti dei volumi complessivi dello stabilimento. Le Maserati Grecale prodotte sono state poco meno di 5.000 unità, con la versione full electric che rappresenta poco più del 4% del totale.
Apparentemente irraggiungibili i numeri del 2017 quando, ricordano dall’impianto, i veicoli prodotti furono 135.263. E già si guarda al nuovo anno, il 2026: secondo alcune stime il rischio è che nei prossimi 12 mesi si arrivi a stento a quota 13mila unità.
RINVIATE LE NUOVE ALFA CASSINO RIMASTO SENZA PIANI?
Questo a causa del rinvio delle produzioni delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, inizialmente previste per la fine del 2025 e rinviate di ben tre anni, probabilmente per offrire più motorizzazioni e non solo l’elettrico. “È necessario, recuperare gli impegni non attuati relativi a Stelvio e Giulia e anticipare il lancio del nuovo modello su piattaforma Large nello stabilimento di Cassino”, ripetono da tempo i rappresentanti dei lavoratori.
NESSUNA RIPRESA DAL 18 FEBBRAIO
Considerato che a gennaio i giorni lavorati sono stati solo 4 e col 18 febbraio non c’è stato l’agognato rientro in fabbrica, è come se l’intero impianto fosse ancora nel pieno di interminabili ferie di Natale. “La multinazionale ha appena comunicato l’ennesimo fermo produttivo per montaggio e collegati” scriveva solo ieri la testata locale Ciociaria Oggi. “Continuano le vacanze forzate”.
SOFFRE L’INTERO INDOTTO
In sofferenza l’intero indotto ciociaro, come annotano dal TgR Rai: “sono 45 i lavoratori di Cassino dipendenti di tre aziende dell’indotto Stellantis sottoposti ad eventuale esubero, Trasnova, Teknoservice e Logitech”. “La data cerchiata in rosso sul calendario è il 30 aprile, giorno in cui scadranno i contratti di appalto – dettagliano da Frosinone Today. In assenza di garanzie sulla continuità lavorativa da parte della multinazionale Stellantis o di un intervento risolutivo del Ministero, le aziende sub-appaltatrici hanno imboccato quella che definiscono una “via obbligata”. Ora scatta un conto alla rovescia di 75 giorni: tanto dura la procedura prevista dalla legge per tentare una mediazione. Se entro questo termine non arriveranno “lumi” sul futuro delle commesse, i licenziamenti diventeranno effettivi”.
Gli occhi sono però puntati su un’altra data, quella del 21 maggio prossimo, quando dagli Usa – durante l’Investor Day 2026 – il Ceo Antonio Filosa presenterà il primo piano industriale post Tavares e si saprà dunque di più sugli investimenti italiani di Stellantis nel prossimo futuro. Il rischio, però, è che l’hub di Cassino arrivi a tale data proseguendo l’infinito letargo iniziato prima di Natale.






