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Come Stellantis accelererà sullo sharing

Share Now

Tutte le conseguenze dell’acquisizione di Share Now da parte di Free2Move, società tecnologica del gruppo Stellantis. L’articolo di Carlo Terzano

 

Free2Move, società tecnologica specializzata nella mobilità del gruppo Stellantis, creata nel 2016, ha acquisito l’azienda di car sharing Share Now, costituita nel 2019 dalla fusione di car2go e DriveNow, joint venture nata da Bmw Group e Mercedes-Benz Mobility. “Il forte posizionamento nelle principali città europee permetterà ai nostri clienti di avere accesso a una più ampia gamma di servizi per soddisfare le loro diverse esigenze di mobilita”, ha detto a margine dell’annuncio alla stampa Brigitte Courtehoux, Ceo di Free2move.

IL POSIZIONAMENTO DI SHARE NOW

L’accordo permette alla divisione per la mobilità in sharing di Stellantis, che oggi conta oltre 2 milioni di utenti, 450.000 veicoli a noleggio, 500.000 posti auto, 250.000 punti di ricarica in Europa, di aggiungere 14 città europee e più di 10.000 vetture alla flotta di car sharing di Free2move, di 2.500 veicoli.

Solo a Berlino, dove c’è la sede della joint venture guidata da Olivier Reppert, nell’iconico edificio Kaufhaus Jandorf, all’angolo tra Brunnenstrasse e Veteranenstrasse, Share Now ha una flotta di 1.800 auto, che ne fa la città europea che presidia con maggior attenzione.

La seconda però non è dislocata in Germania, ma in Italia, a Milano: 1400 vetture. Seguono Dusseldorf e Amburgo con 1100 mezzi. Importante anche la presenza in Austria, con 1000 auto a Vienna, in Francia (700), in Spagna e nuovamente in Italia (a Roma e a Madrid 600 vetture), nei Paesi Bassi e in Danimarca.

IL RAFFORZAMENTO NELL’EUROPA CONTINENTALE

Di recente, sempre con l’intento di rafforzare la propria posizione nell’Europa continentale, Free2move aveva acquisito anche Opel Rent, precedentemente di proprietà di Techno Einkauf GmbH e Verband deutscher Opelhändler (VDOH) Wirtschaftsdienst GmbH. Opel Rent è difatti presente in Germania e Austria con una rete di 1000 agenzie.

Inoltre, Stellantis ha  anche stretto una collaborazione con Engie Eps che aveva portato alla nascita di Free2Move eSolutions, una joint che ha l’obiettivo di favorire la transizione alla mobilità elettrica offrendo soluzioni elettriche innovative.

Del resto tutto ciò fa ampiamente parte del piano strategico Dare Forward 2030, che prevede di far crescere i propri servizi per la mobilità fino a ricavi netti di 2,8 miliardi di euro, con un primo passo di 700 milioni di euro nel 2025.

IL DARE FORWARD 2030 IN BREVE

Ricordiamo che, globalmente e in tutti i settori, il Gruppo punta a raggiungere, entro il 2030, il 100% delle vendite con veicoli a batteria in Europa e il 50% negli Stati Uniti. Stellantis intende raddoppiare i ricavi netti a 300 miliardi di euro entro il 2030. Il gruppo punta, inoltre, a sostenere un margine operativo tra il 10% e il 12% per l’intero periodo del piano, anche grazie a un “punto di pareggio inferiore al 50% delle consegne” e a “massimizzare il valore per gli azionisti”, pagando dividendi pari al 25/30% degli utili fino al 2025 e riacquistando fino al 5% delle azioni ordinari in circolazione, al netto di spese in conto capitale e per Ricerca & Sviluppo pari all’8% circa del fatturato. Stellantis si pone l’obiettivo di generare più di 20 miliardi in flussi di cassa liberi industriali nel 2030, raggiungere 5 miliardi di sinergie di cassa annuali entro la fine del 2024 e puntare più che in passato nei segmenti dei veicoli premium e di lusso: i ricavi aumenteranno di quattro volte.

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