Mobilità, Mobilità elettrica

Start Magazine presenta il libro bianco dell’auto elettrica

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Start Magazine presenta, in collaborazion con Cei Cives, il libro bianco dell’auto elettrica. I numeri dell’Italia, gli scenari futuri e i Paesi virtuosi

 

Appuntamento oggi alle 10.00 presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, nella Sala del Refettorio, con Start Magazine, che in collaborazione con Cei Cives, presenta il libro bianco dell’auto elettrica. Una fotografia della situazione italiana, un’occasione per citare gli esempi vituosi a livello Europeo, ma anche e sopratutt per chiedere a istituzioni e attori di settore di fare sempre di più e meglio.

Certamente di lavoro da fare ce n’è tanto. In Italia bisogna cambiare la cultura della mobilità: meno auto, più codivisione e più batterie. La tecnologia è pronta e può soddisfare le esigenze dei più. Basti pensare che percorriamo, in media, 60 km al giorno, un’auto elettrica di una immatricolazione può garantire fino a 500 km. E allora, è tempo di accelerare. Ma andiamo per gradi.

La fotografia dell’Italia

auto elettricaIl libro bianco parla chiaro: l’Italia arranca in fatto di mobilità sostenibile. E se i numeri delle colonnine elettriche sono bassi, ma non bassissimi, 2.874 su tutto il territorio nazionale; quelli delle auto elettriche rappresentano una quota davvero irrisoria del mercato. Le vetture elettriche in circolazione secondo i dati di Cei Cives sono 8750.

Con il PNIRE il Governo sembrava volesse dare una svolta al mercato, stanziando ingenti risorse per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica.Come previsto dal capitolo 7119 del Ministero delle infrastrutture e trasporti, piano gestionale 1, è stato creato un apposito fondo, con dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2013 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per lo sviluppo della rete nazionale di punti di ricarica (risorse, poi, rimodulate). A dicembre 2016, però, come denuncia un rapporto della Corte dei Conti, non risultano pagamenti sul capitolo, ad eccezione della somma impegnata a favore del Poligrafico dello Stato, di euro 6.286,28 per le spese di pubblicazione del bando emanato a favore delle regioni, relativo al finanziamento delle opere infrastrutturali di prima realizzazione.

Corte dei Conti

I Paesi Virtuosi

Dovremmo prendere spunto da chi fa meglio. Campione mondiale dell’auto elettrica è la Norvegia: secondo la Norwegian EV Association, le automobili a batteria, infatti, hanno superato le 120 mila unità in un Paese che conta 5,2 milioni di abitanti e un parco auto complessivo di 2,5 milioni di unità. Numeri che hanno spinto il Governo a bandire immatricolazioni di auto a benzina o diesel a partire dal 2025.

Anche la Francia sostiene la mobilità a batteria. E dopo aver introdotto un sistema di “malus ecologique”, una sorta di tassa che si basa sull’inquinamento prodotto dall’auto, promette aiuti economici per l’acquisto delle vetture con la spina e si prefigge l’obiettivo di dire addio alle auto endotermiche a partire dal 2040.

Perchè scegliere l’auto elettrica

Ma perchè sempre più Paesi puntano sull’auto elettrica? La questione è semplice: l’auto elettrica è l’unica scelta davvero ecologica, con emissioni al tubo di scarico pari a zero. Se è vero che diesel e benzina risultano i carburanti più inquinanti, è vero anche che anche Gpl e Gas Naturale producono emissioni di carbonio allo scarico. Per combattere i cambiamneti climatici e rispettare gli accordi di Parigi è necessaria una maggiore diffusione delle auto elettriche.

Più autonomia a costi sempre più bassi

Mentre l’autonomia della batteria migliora e si porta a livelli che garantiscono anche la percorrenza di 500 km con una sola ricarica, infatti,  i prezzi della stessa crollano. Secondo uno studio a firma di Bloomberg New Energy Finance, a partire del 2026, il costo delle auto a batterua sarà inferiore a quelle auto endotermiche. Il costo della batteria, attualmente, rappresenta quasi la metà del costo dei veicoli elettrici, ma il prezzo calerà di circa il 77% tra il 2016 e il 2030.

Più auto elettriche, servono più rinnovabili

Al crescere delle auto elettriche, crescerà ovviamente la domanda di energia elettrica. Uno studio dell’European Environment Agency (EEA) del settembre 2016 delinea un quadro di quella che potrebbe essere la situazione delle auto elettriche nei paesi europei, prospettando scenari a medio lungo termine molto interessanti. In particolare, secondo lo studio, la percentuale di auto elettriche sul totale potrebbe raggiungere il 50% in uno scenario medio e addirittura l’80% in uno scenario avanzato entro il 2050.

La domanda di energia elettrica associata alla mobilità elettrica, considerando lo scenario avanzato, potrebbe quindi raggiungere una percentuale media di circa il 10% dei consumi totali su scala europea con percentuali variabili tra il 3% e il 25% tra i vari Paesi. In questo contesto l’Italia si attesterebbe ad una quota di circa l’8% sulla domanda energetica totale. La diffusione delle auto elettriche, dunque, non può prescindere dalla trasformazione del sistema elettrico e da una diffusione sempre maggiore delle rinnovabili.

Da auto elettrica a centrale di energia

auto elettricaSe è vero che le auto elettriche richiedono sempre più energia elettrica, è vero anche che potranno essere sfruttate come centrali in grado di stabilizzare la crescente quota di rinnovabili, consentendo di ammortizzare le fluttuazioni derivanti dalla produzione irregolare di sole e vento.

La vettura a batteria può essere messa a disposizione per cedere o accumulare elettricità in relazione alle esigenze della rete. L’università del Delaware ha avviato un progetto per valutare i vantaggi di questa interazione bidirezionale tra rinnovabili e auto elettriche, prevedendo per ogni auto elettrica un benefit di 1.800 dollari l’anno.

Proprio la piattaforma messa a punto nel Delaware viene attualmente utilizzata in Danimarca nell’ambito di una sperimentazione che vede coinvolte l’Enel e la Nissan. Il software che gestisce il sistema consente di “vedere” l’insieme delle auto elettriche come se fosse un’unica piccola centrale, un Virtual Power Plant che interagisce con la rete.

Cosa fare per incentivare l’auto elettrica in Italia?

Basterebbe “poco”: accelerare su quanto già previsto dal PNIRE per la realizzazione di una infrastruttura di ricarica pubblica “rimuovendo gli ostacoli e le ragioni che hanno ritardato sino ad ora gli obiettivi. Allo stesso tempo, si deve iniziare a lavorare per lo sviluppo di una rete di ricarica privata negli edifici di futura costruzione, attraverso il concorso di attori pubblici come i Comuni e l’Autorità per l’energia; così come si deve progettare la possibilità di ricarica negli edifici esistenti”, si legge nell’introduzione del Libro Bianco.

Alle Case automobilistiche si chiede un impegno convinto verso formule di marketing, vendite e noleggio che stimolino l’acquirente e che lo sensibilizzino, per esempio, sul basso costo di esercizio del veicolo elettrico in contrapposizione al maggior costo iniziale.

“Un altro fattore determinante può venire da un’occasione utile a testare i veicoli a nuova trazione, quelli a batteria, dal Car sharing elettrico.

auto elettricaIn ultimo, ma non per importanza, l’adozione da parte dei Comuni, primi fra tutti quelli delle aree metropolitane, ma non solo, di misure che favoriscano ed accompagnino la mobilità elettrica, in modo tale da far sentire il cittadino motivato nella scelta elettrica. In questo caso parliamo di misure che indirettamente incentivano l’uso dei veicoli elettrici: le agevolazioni delle soste, dei parcheggi, degli accessi ZTL oppure la disicentivazione di mezzi tradizionali e più inquinanti nelle aree di interesse turistico culturale”, si legge nel Libro.

Quali scenari?

Uno studio effettuato dal Politecnico di Milano, in collaborazione con Enel, ha definito, per
diversi scenari di sviluppo del mercato dei veicoli elettrici al 2020, un piano nazionale per la realizzazione di una rete di infrastrutture di ricarica, stimando consistenza dei punti di ricarica, tipologia e distribuzione sul territorio.

Quattro i diversi scenari futuri:

  • Uno scenario base, corrispondente alla stima in assenza di incentivi e al limite inferiore in presenza di incentivi, che prevede un parco di veicoli elettrici pari a 90.000 auto nel 2020. I punti di ricarica totali sarebbero 8.939 e le infrastrutture sarebbero 8.278.
  • Uno scenario intermedio, che prevede un parco di veicoli elettrici pari a 180.000 auto nel 2020; 10.321 punti di ricarica per 8.713 infrastrutture.
  • Uno scenario limite, che prevede un parco di veicoli elettrici pari a 360.000 auto nel 2020 (per gli analisti è un limite sostanzialmente teorico), con 13.492 punti di ricarica e 10.018 infrastrutture sul territorio nazionale.
  • Uno scenario futuristico, che prevede un parco di veicoli elettrici pari a 1.000.000, 39.719 punti di ricarica e 22.287 infrastrutture.

 

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