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Auto elettriche: le centrali energetiche del futuro

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Una vasta flotta di auto elettriche può rappresentare un piccola centrale, utile alla stabilizzazione dell’energia, consentendo di ammortizzare le fluttuazioni derivanti dalla produzione irregolare di sole e vento
Aumentano i segnali che sottolineano la rapida crescita prevista per la mobilità elettrica. Interessante, ad esempio, la recente presa di posizione del Bundesrat, il parlamento tedesco dei 16 Lander, che ha invitato l’Europa ad adottare politiche che consentano dal 2030 la vendita solo di autoveicoli a zero emissioni.

Una posizione coerente con la parallela evoluzione della generazione elettrica da rinnovabili che, alla fine del prossimo decennio, dovrà coprire oltre la metà della domanda elettrica del continente. Elettricità sempre più verde e mobilità sempre più elettrica saranno decisive per facilitare il processo di decarbonizzazione del comparto dei trasporti, il più difficile da trattare dal punto di vista climatico.
Del resto, secondo la IEA, in uno scenario che consenta di evitare un aumento delle temperature superiore di 2 °C, nel 2030 dovranno circolare nel mondo almeno 150 milioni di veicoli elettrici.

Ma ci sono altri elementi che legano la trasformazione della mobilità alla diffusione delle rinnovabili, e in particolare il ruolo che potrà svolgere l’accumulo. Le batterie delle auto si caricano con la rete ma possono, in particolari momenti di necessità, anche invertire i flussi e fornire elettricità alla smart grid.
L’interazione bidirezionale tra veicoli e rete merita un approfondimento. Una vasta flotta di automobili elettriche può rappresentare infatti una straordinaria opportunità di stabilizzazione consentendo di ammortizzare le fluttuazioni derivanti dalla produzione irregolare di sole e vento.

auto elettricheC’è chi ha calcolato il guadagno della messa a disposizione della propria auto per cedere o accumulare elettricità in relazione alle esigenze della rete. L’università del Delaware ha avviato un progetto per valutare i vantaggi di questa interazione, prevedendo per ogni auto elettrica un benefit di 1.800 dollari l’anno.

Proprio la piattaforma messa a punto nel Delaware viene attualmente utilizzata in Danimarca nell’ambito di una sperimentazione che vede coinvolte l’Enel e la Nissan. Il software che gestisce il sistema consente di “vedere” l’insieme delle auto elettriche come se fosse un’unica piccola centrale, un Virtual Power Plant che interagisce con la rete.

Considerando che le auto sono parcheggiate per il 95% del tempo, è evidente che gli scambi di energia e la regolazione della frequenza rappresentano un valore aggiunto interessante. Il contributo fornito è stato stimato nel contesto danese pari a 1.300 € l’anno per veicolo connesso.

Non è l’unica esperienza Vehicle to Grid, V2G, di questo tipo in Europa. Nel Regno Unito Enel e Nissan stanno lavorando su un centinaio di auto e altre sperimentazioni sono in atto in Olanda e Germania.

Naturalmente, per attivare questo servizio occorre un quadro regolatorio che preveda e valorizzi questi scambi.  Lo stato del Delaware, dove si sono tenute le prime sperimentazioni  ha definito una norma apposita per valutare i benefici economici del V2G.
Significativamente anche la California, che punta molto sulle rinnovabili che dovranno fornire il 50% dell’elettricità nel 2030, oltre a definire un obiettivo di diffusione di un milione e mezzo di veicoli elettrici entro il 2025, è interessata a quantificare i vantaggi per le auto connesse in rete.

Gianni Silvestrini
Direttore scientifico Kyoto Club

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