Mobilità

Come Snam e Baker Hughes si muoveranno sul Gnl

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Il gas naturale per trasporto è un’alternativa già pronta per la sostituzione del gasolio. Ecco come Snam e Baker Hughes provano ad incrementarne l’utilizzo in Italia per ridurre le emissioni. Articolo di Giusy Caretto

Il trasporto su gomma inquina, tanto. Abbattere le emissioni del settore mobilità è un passo necessario per raggiungere gli obiettivi di Cop 21 e fermare i cambiamenti climatici. Secondo alcuni studi effettuati nel Vecchio Continente, il trasporto merci rappresenta il 74% del volume complessivo dei trasporti (in Italia raggiunge l’85%).

Continuando così, il trasporto sarà responsabile del 50% di tutte le emissioni inquinanti nel decennio 2020-2030, quello merci del 40%, secondo i calcoli di Bruxelles. In questo scenario si inserisce l’accordo tra Snam e Baker Hughes per lo sviluppo di infrastrutture di micro-liquefazione e dare impulso alla mobilità sostenibile nei trasporti pesanti su strada e per promuoverne l’avvio nei trasporti via mare in Italia.

COSA PREVEDE L’ACCORDO

Secondo l’intesa, Snam e BHGE nei prossimi mesi (entro la fine del 2018) valuteranno la possibile realizzazione di quattro impianti di micro-liquefazione distribuiti sul territorio nazionale. Gli impianti di micro-GNL, che sarebbero i primi in Italia e tra i primi in Europa di questa tipologia, potranno avere dimensioni simili a quelle di un campo da calcio.

LA PRODUZIONE

Una volta a regime, la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) o bio-GNL (biometano liquido, ottenuto dalla frazione organica dei rifiuti urbani o da biomasse agricole e agroindustriali) sarà pari a circa 140.000 tonnellate annue complessive.

INVESTIMENTI FINO A 80 MILIONI DI EURO

Se lo studio dovesse dare esito positivo, i lavori dovrebbero partire nel giro di poche settimane e il potenziale investimento previsto per i quattro impiantI è nell’ordine dei 50-80 milioni di euro nel corso dei prossimi anni.

GAS ALTERNATIVA GIA’ DISPONIBILE AL GASOLIO

Come scrive il Financial Times, l’accordo siglato “fa parte di una crescente spinta all’uso del gas naturale come carburante per i trasporti in tutta Europa”. I veicoli che utilizzano questo carburante in Italia sono aumentati da meno di 100 a circa 1.000 unità dal 2015, mentre il numero di stazioni di rifornimento di GNL è salito a 20.

“Con questo accordo rafforziamo il nostro impegno per una maggiore diffusione della mobilità sostenibile e per la decarbonizzazione dell’intero settore dei trasporti pesanti in Italia. Il nostro obiettivo è dare un contributo decisivo all’affermazione di un nuovo concetto di mobilità rinnovabile grazie al biometano e al bio-GNL. L’ingresso nel segmento del micro-GNL, in grado di portare allo stato liquido sia il gas naturale sia il biometano, fa leva sulla leadership europea di Snam nelle infrastrutture e sulla sua presenza nel settore della mobilità, che stimolerà la crescita dei consumi a livello mondiale. Siamo pronti a portare le nostre competenze anche all’estero”, ha commentato il CEO di Snam, Marco Alverà.

UNA SOLUZIONE TECNOLOGICA VALIDA

“Le fonti energetiche a ridotte emissioni di CO2 avranno un ruolo di primo piano nel consentire una transizione fluida verso un mix energetico più sostenibile. Questo accordo rappresenta un’ulteriore dimostrazione sia della validità delle soluzioni tecnologiche e dei servizi fullstream che BHGE puó offrire sul mercato del gas, sia dell’esperienza dell’azienda nel settore del micro-GNL. In stretta collaborazione con Snam, lavoreremo allo sviluppo di soluzioni che consentano una riduzione delle emissioni a supporto della sostenibilità del settore del trasporto pesante. La nostra esperienza trentennale ci permette di fornire una vasta gamma di competenze, tecnologia a basso consumo, e sistemi leader nell’industria, con lo scopo di favorire un aumento della produttività e una riduzione significativa delle emissioni inquinanti”.

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