Mobilità

Repubblica asfalta Tronchetti Provera e invoca Bombassei (Brembo) per Pirelli

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A sorpresa l’economista liberista Alessandro Penati su Repubblica invoca la nascita di un campione nazionale tra Pirelli e Brembo. Ecco numeri, commenti e auspici sul gruppo

Che cosa succede al titolo Pirelli? E quali sono le prospettive del gruppo capitanato dall’amministratore delegato Marco Tronchetti Provera nell’orbita cinese dal 2015 attraverso il colosso Chem China?

Sono alcune delle domande che si pongono addetti ai lavori, azionisti e analisti anche in vista della presentazione del nuovo piano industriale 2020-2022 di Pirelli in agenda mercoledì 19 febbraio. Mentre i conti di Pirelli non sgommano troppo, come ha sottolineato di recente Start Magazine.

Il titolo il 13 febbraio non ha beneficiato in alcun modo dell’inversione di rotta registrata dal Ftse Mib, terminando le contrattazioni a 4,51 euro, con un calo del 2,15%, raccontano le cronache di Piazza Affari.

A pesare sull’andamento di Pirelli ha contribuito la bocciatura arrivata da Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) che ha deciso di cambiare strategia, abbassando il rating da “add” a “hold”, con un prezzo obiettivo tagliato da 6,1 a 5 euro: “Banca Imi crede che il business plan si baserà su margini difensivi e assunzioni conservative per il mercato auto di quest’anno”. Il report di Banca Imi segue quello recente – tutt’altro che positivo – di Ubs.

Oggi Repubblica, nell’inserto Affari & Finanza, l’economista ed editorialista di cose finanziarie Alessandro Penati approfondisce presente e futuro del gruppo: Pirelli è significativamente a sconto rispetto a Michelin, Continental e Nokian (poco meno di 1 volta il patrimonio rispetto a 1,4 medio). Il problema sono le aspettative di crescita, più basse del settore: secondo le stime di consensus (fonte Factset), la crescita del fatturato nel triennio 2017/20 di Pirelli dovrebbe attestarsi al 3% medio annuo rispetto al 6,4% del settore e al 13,8% della componentistica”.

Quanto agli utili per azione, “l’aspettativa è di una crescita intorno all’1% nel 2o2o rispetto al 3,4% medio di pneumatici e componentistica – sottolinea Penati – Le più basse aspettative di crescita non sono compensate da una maggiore redditività del capitale investito, che è in media col settore, ma inferiore a Michelin e Continental, i due concorrenti di maggior dimensione. Per vedere multipli più elevati il Piano dovrà convincere gli investitoti di migliori prospettive per crescita e redditività”.

L’economista poi volge uno sguardo al futuro, ricordando che Chem China, il colosso di Stato, ha messo a segno altre acquisizioni: “Come Pirelli, pagata oltre 7 miliardi, dei quali 4,3 a debito, scaricati poi sull’azienda grazie alla fusione con il veicolo usato per l’acquisto”.

“Il dopo Tronchetti Provera di Pirelli dipenderà dai piani imperscrutabili del governo cinese”, scrive Penati, non escludendo che il gruppo cinese possa diluirsi.

Per questo l’economista ed editorialista di Repubblica – noto liberista doc – invoca a sorpresa con un approccio sovranista, la nascita di un “vero campione nazionale” con un altro grande imprenditore: “Mi viene in mente la Brembo di Bombassei, per esempio. E’ solo una mia fantasia, ma sognare non costa nulla”.

 

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