Mobilità

Renault-Nissan, che cosa succederà con Fca? Fatti, commenti e scenari

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Che cosa cambia dopo l’accordo fra Renault e Nissan sulla governance. E gli effetti potenziali sul progetto con Fca. Il commento di Ugo Bertone, giornalista, editorialista ed esperto del settore.

Amici, ma non troppo. Renault e Nissan hanno trovato l’accordo sul fronte della governance, con la casa auto giapponese che ha concesso ai francesi due posti nei comitati strategici dell’azienda. Ma la pace vera è ancora lontana: Nissan spinge, visto la sua attuale forza finanziaria, per un accordo alla pari con Renault ed è pronta a rivedere le partecipazioni azionarie.

Intanto, il futuro delle due case auto sembra intrecciarsi sempre più con quello di Fca. Solo pochi giorni fa Renault e Nissan hanno siglato un accordo con Waymo, già alleata della casa auto italo-americana. Tutto sembra andare nella direzione di un accordo a tre (a quattro, con Mitsubishi), ma la questione non è certo semplice. Andiamo per gradi.

RENAULT SIEDE NEI COMITATI STRATEGICI DI NISSAN

Partiamo dai fatti. Il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa, per restaurare l’immagine della casa auto giapponese dopo lo scandalo Carlos Ghosn, l’ex presidente dell’azienda arrestato a Tokyo nell’autunno scorso per presunte irregolarità finanziarie, ha cambiato la governance della casa automobilistica, con la costituzione di tre comitati: nomine, remunerazione e revisione contabile.

Il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, e il direttore generale di Renault, Thierry Bollorè, siederanno in due dei tre comitati.

UNA PACE APPARENTE

L’inclusione dei dirigenti di Renault nei comitati strategici farebbe pensare ad una pace a lungo termine tra la francese e la giapponese, ma la cosa non è così scontata.

Nissan è pronta a rivedere la partecipazione azionaria nell’alleanza con Renault. La francese è il maggiore azionista di riferimento di Nissan con il 43% e il diritto dei voti, mentre la casa auto giapponese possiede il 15% di Renault senza diritto di voto.

COSA HA DETTO IL CEO DI NISSAN SULL’ALLEANZA

“Abbiamo rinviato le discussioni (sul futuro dell’alleanza), ma questo rinvio può portare a un indebolimento della cooperazione e influenzare le operazioni su base giornaliera”, ha affermato in occasione dell’assemblea degli azionisti Saikawa.

“Dobbiamo trovare un sistema che renda l’alleanza perenne: dobbiamo rivedere le partecipazioni incrociate? Forse sì, forse no”, ha aggiunto, sottolineando che se “il disequilibrio diventa un fattore di instabilità, allora la questione va messa sul tavolo” e specificando che “Nissan resterà Nissan, non ci sono cambiamenti su questo punto”.

RENAULT VUOLE LA PACE

Se è difficile prevedere quello che accadrà tra le due case, quel che è certo è che Renault vuole la pace. “Dal mio arrivo, ho fatto di tutto per placare” le tensioni dell’Alleanza dopo lo scandalo Carlos Ghosn, ha detto Jean-Dominique Senard, ricordando di aver “rinunciato al diritto” di presiedere Nissan.

MOLTE OMBRE SU RENAULT-NISSAN

“Ci sono ancora molte ombre su questo accordo Renault-Nissan, credo che ci sia una convenienza diretta del management di Nissan a sottoscrivere un’intesa con la casa francese e a salvare il posto”, dice a Start Magazine Ugo Bertone, giornalista, editorialista ed esperto del settore.

“Il quadro è tutto da definire. Sappiamo che Senard e Bollorè siederanno in due comitati strategici, ma Nissan punta a far ridurre la partecipazione azionaria di Renault e a rimodulare la governance, perché più forte dal punto di vista finanziario rispetto alla francese”.

VERSO L’ACCORDO CON FCA?

E la pace franco-giapponese sarebbe un tassello essenziale per una futura alleanza tra Renault ed Fca, che potrebbe coinvolgere anche Nissan e Mitsubishi. “Un accordo tra Renault e Nissan, ancora tutto da raggiungere, potrebbe essere una buona notizia per un accordo a tre con Fca”, ha aggiunto Bertone.

NON SARA’ SEMPLICE, MA LE PREMESSE CI SONO

“Non sarà un accordo semplice. Nissan ha il coltello della parte del manico da un punto di vista delle tecnologie e sa perfettamente che Fca deve trovare una soluzione entro il 2022, anno in cui scade l’accordo per compensare le emissioni con Tesla, che permette ai modelli di Fca di inquinare. La casa italo americana dovrà avere a che fare, poi, con il Governo francese e con il Ministero dell’Industria giapponese, molto occhiuto e impegnato, ora, con le complicazioni dovute alle incriminazioni di Ghosn”, ha detto Ugo Bertone.

“E’ di buon auspicio, comunque, l’accordo siglato tra Renualt-Nissan e Waymo, dal momento che quest’ultima è anche alleata di Fca. Esiste una piattaforma di interessi comuni che potrebbe spingere per un accordo a tre”.

PERCHE’ L’ACCORDO SERVE A RENAULT ED FCA

“La casa francese ha un bisogno vitale di allearsi con Fca, così non è né carne, né pesce”, ha detto Bertone, specificando che l’accordo farebbe comodo anche alla casa italo-americana. “Fca, invece, potrebbe vendersi “a parti”, ma da un punto di vista tecnologico ha bisogno di avere una forte spinta, perché i punti di forza non si trasformino in debolezze. Basti pensare a Maserati, dove ha tagliato la produzione quasi a zero, mentre Alfa resta un problema annoso mai risolto”.

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