Mobilità

Rc auto, ecco perché Generali, Unipol, Allianz e non solo borbottano

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Generali

“La presunta rivoluzione nella rc auto in realtà è una vittoria di Pirro”. Parola di Ania, l’associazione che riunisce i colossi delle assicurazioni come Generali, Unipol, Allianz e non solo. Tutti i dettagli e le polemiche anche politiche sulla norma voluta da M5S e inserita nel decreto fiscale

Conti da rifare e norme da ritoccare, compresa quella sull’Rc auto familiare. E’ caos sul decreto fiscale. Ecco tutti i subbugli che riguardano le assicurazioni. Con i colossi del settore come Generali, Unipol, Allianz e non solo – riunite e rappresentate dall’Ania – lanciano segnali poco rassicuranti.

CHE COSA DICONO GENERALI, UNIPOL, ALLIANZ E NON SOLO SULLA RC AUTO FAMILIARE

“La presunta rivoluzione nella rc auto in realtà è una vittoria di Pirro. Questo significa che ci sarà qualcuno che pagherà di meno e qualcuno pagherà di più. Tendenzialmente noi pensiamo che tutti pagheranno un po’ di più”. Lo ha detto Umberto Guidoni, responsabile direzione business di Ania, parlando stamattina in un’intervista al Gr1 della norma inserita nel dl fisco. “Se i costi rimangono inalterati e la raccolta premi, cioè il volume delle entrate delle imprese di assicurazione diminuisce, significa che le imprese non si potrebbero sostenere. Per evitare che questi premi gravino su pochi è necessario andare a ridistribuirli su tutti. Noi riteniamo che una misura del genere abbia un impatto sociale negativo”, ha aggiunto secondo quanto riporta una nota del giornale radio.

LA QUESTIONE RC AUTO FAMILIARE

La questione Rc auto familiare (bocciata dall’Ania) è delicata anche politicamente, perché riguarda una misura difesa dai 5S come una “boccata di ossigeno per le famiglie”: le novità approvate dalla commissione Finanze prevedono che lo ‘sconto famiglia’, cioè la classe di merito più favorevole da applicare a tutti i mezzi di familiari conviventi, valga per tipologie diverse (quindi auto-moto) sia sulle nuove polizze sia sui rinnovi dell’assicurazione.

LO SCONTRO IN PARLAMENTO

Le perplessità non circolano solo nel mondo assicurativo ma anche in Parlamento, tanto che si starebbe valutando l’ipotesi di eliminare il riferimento ai rinnovi. Per le decisioni c’è tempo fino a domani quando arriverà la richiesta di tornare in commissione anche per correggere alcune coperture: in bilico ci sarebbero tra l’altro il bonus per gli airbag da moto, che costerebbe più di quanto stimato, e le maggiori agevolazioni per il rientro dei lavoratori dall’estero.

ECCO DI SEGUITO UN ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI IERI DI START:

ECCO LA NORMA SULLA RC AUTO

Tra i provvedimenti previsti dal dl fisco, un emendamento a prima firma Andrea Caso (M5s) permetterà alle famiglie di beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra tutti i veicoli di proprietà del nucleo. La nuova formula di fatto amplia quanto già contenuto all’articolo 134 del codice delle assicurazioni che, in caso di nuovi acquisti, già prevedeva che nelle famiglie si potesse acquisire per la stessa tipologia di veicolo la classe di merito più favorevole rispetto a quella dell’ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già assicurato. La novità riguarderà le tipologie di mezzo, visto che vengono introdotti anche quelli a due ruote, e i rinnovi, non inclusi nell’attuale normativa.

GLI OBIETTIVI DELL’EMENDAMENTO

In questo modo, tutti i mezzi beneficeranno della classe di merito più vantaggiosa tra quelle di tutti i veicoli registrati, a patto però che non ci siano stati incidenti “con responsabilità esclusiva o principale o paritaria negli ultimi 5 anni”.”Nel dl fisco siamo riusciti a ottenere un’importante novità sulle assicurazioni – hanno annunciato i deputati del Movimento in commissione Finanze, ha scritto il Fatto Quotidiano – Nel caso si possieda un motorino in 14esima fascia e un’auto in prima, a partire dal prossimo rinnovo dell’assicurazione anche per il motorino si passerà in prima fascia, con un risparmio sul premio. Per le famiglie italiane è una boccata d’ossigeno”.

IL COMMENTO DEI CONSUMATORI

“Bene l’emendamento sull’Rc auto familiare. Un ampliamento della legge Bersani anche a diverse tipologie di veicolo, che consentirà il passaggio della classe di merito non solo da auto a auto, ma anche da autovettura a motociclo o ciclomotore”. E’ il giudizio di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori sulla misura inserita nel dl fisco. Si tratta, afferma in una nota, di “un vantaggio per le famiglie. Naturalmente, il fatto che lo sconto non sia collegato all’acquisto di un nuovo veicolo ma anche a quelli esistenti, rende maggiore il rischio che le compagnie decidano di rivalersi sulla generalità degli assicurati” conclude Dona.

L’ANALISI DI MILANO FINANZA

In ballo, anche questa una novità rispetto alla Bersani, non ci sono solo le automobili ma tutti i vecoli a motore, compresi motocicli e scooter che sono spesso la fonte principale della causa dei sinistri, ha scritto Mf/Milano Finanza: “E’ facile quindi attendersi che le compagnie faranno di tutto per tentare di rimettere il tema in discussione. Anche perché il settore assicurativo sta già vivendo un momento difficile nel comparto dell’Rc Auto. Nel 2018, come si legge nell’ultimi report di Ania, i premi sono rimasti sostanzialmente stabili, pari a 13,25 miliardi, e il combined ratio, che misura i sinistri rispetto ai premi incassati, è costantemente salito nell’ultimo triennio arrivando a ridosso del 100%, oltre il quale le compagnie subiscono una perdita”.

IL REPORT DI MEDIOBANCA

Un trend segnalato gli analisti di Mediobanca Securities, secondi i quali “l’attività di Motor ha oggi un combiend ratio di circa il 100%, quindi molto vicino a essere già perdita a livello tecnico”. Inoltre, “la riforma potrebbe esercitare un’ulteriore pressione sulla redditività degli assicuratori automobilistici nel contesto anche di bassi rendimenti da reinvestimento”. Per quanto riguarda le valutazioni il giudizio resta Neutral su UnipolSai (con un presso obiettivo di 2,50), Unipol (presso obiettivo 5,50) e Cattolica (prezzo obiettivo 7,70), ha scritto Mf: “Anche gli analisti di Imi sono convinti che le nuove norme potranno causare pressioni al ribasso sui premi medi auto”.

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