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Perché Xiaomi deve salire a bordo delle auto Baic se vuole produrre mezzi elettrici

Xiaomi Baic

Problemi burocratici hanno convinto Xiaomi, che sta per inaugurare la prima gigafactory per auto EV, a cercare frettolosamente un’alternativa con un costruttore già affermato come Baic. I dettagli sul possibile accordo

Il mercato cinese dell’automotive potrebbe presto festeggiare un nuovo matrimonio tra due colossi economici. Uno sposalizio, come molto spesso accade, dettato più da ragioni di convenienza che non da sentimenti corrisposti. Parliamo della possibile joint venture tra Xiaomi, gigante in campo smartphone e Baic, azienda statale fondata nel 1987 a Pechino dalla fusione della Beijing Automobile Works (BAW, produttrice di autoveicoli fuoristrada) e la Beijing Automobile and Motorcycle United Company (BAM).

L’ACCORDO TRA XIAOMI E BAIC

Secondo quanto riporta Energia Oltre, Xiaomi che, come è noto, aveva già annunciato esattamente un anno fa agli azionisti la propria intenzione di entrare nel mercato delle auto EV (sarebbe ormai a buon punto circa la realizzazione della gigafactory da 300.000 auto all’anno), è rimasta impantanata in vicende meramente burocratiche. Ci sarebbero infatti ritardi con l’ottenimento di tutte le licenze rilasciate a più livelli da svariate agenzie governative.

Il rischio, insomma, è quello di aprire il nuovo stabilimento ma non poter avviare le linee di montaggio. Da qui la decisione di appoggiarsi con una jv a un colosso del settore come Baic, che produce anche autovetture per conto di case automobilistiche estere, nello specifico con la Hyundai e la Mercedes-Benz attraverso le joint venture Beijing Hyundai e Beijing Benz. Secondo indiscrezioni, gli impianti designati sarebbero proprio quelli della joint venture tra Baic e Hyundai, la Beijing Hyundai.

Esattamente 12 mesi fa Xiaomi aveva finalizzato le procedure di costituzione di Xiaomi EV Inc, la società dal capitale sociale di 10 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di euro) che dovrà produrre le auto elettriche con il marchio ormai celebre per via del successo dei suoi smartphone. La newco, partita con 300 dipendenti, potrà contare su un capitale accantonato di 8,5 miliardi di euro spalmato nei prossimi dieci anni e su collaborazioni con prime, seconde e terze parti come la startup di tecnologia per la guida autonoma Deepmotion che Xiaomi ha acquistata mettendo sul piatto oltre 77 milioni di dollari.

Si era parlato della possibilità per Xiaomi EV Inc. di entrare in affari con la Great Wall, il principale player cinese o con la divisione auto di Evergrande, il ben noto colosso immobiliare cinese alle prese con una grave crisi di liquidità, ma alla fine la necessità di stringere sui tempi di una partnership hanno indosso Xiaomi a contattare Baic, le cui filiali principali includono la casa automobilistica BAIC Motor, la BAW produttrice di veicoli militari, fuoristrada e SUV e la Foton Motor specializzata nella produzione di camion, autobus, veicoli industriali e agricoli.

 

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