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Stellantis saluta l’Europa per ripicca contro i tedeschi

Stellantis

Tutti i motivi dell’addio di Stellantis all’associazione delle case europee, Acea. 

 

La versione ufficiale è che Stellantis abbia lasciato Acea, l’Associazione europea dei costruttori di auto con sede in Belgio alla cui guida siede ora il tedesco Oliver Zipse (Bmw Group), per ribadire il fatto che quell’organismo associativo ormai le stesse stretto. Il costruttore, del resto, rimarca di essere una Tech mobility company e, forte di tutti i suoi marchi, dalla “A” di Abarth alla “V” di Vauxhall, passando per Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, Fiat, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram, fino ad arrivare ai servizi di mobilità Free2move e Leasys, può creare da sé la propria organizzazione di lobby, che in effetti ha già annunciato: il Freedom of Mobility Forum, di cui parleremo tra poco.

Ma c’è pure chi avanza una versione ufficiosa, forse più credibile di quella ufficiale: “i beni informati – scrivono su MF – riconducono la decisione del gruppo alle divergenze con i costruttori tedeschi riguardo alle politiche europee. Bmw, Mercedes e Volkswagen hanno sostenuto il bando a diesel e benzina deciso da Bruxelles che costringerà i costruttori a vendere solo auto elettriche in Ue a partire dal 2035. La posizione ha prevalso è in seno all’ Acea, che ha assunto posizioni molto moderate sul provvedimento. Per bocca del suo ceo, Carlos Tavares, Stellantis è invece stata sempre molto critica nei confronti di una decisione delle autorità e non ispirata al principio di neutralità tecnologica”.

STELLANTIS LASCIA ACEA PER VIA DEL FIT FOR 55?

Indubbiamente, sono diversi gli indizi che fanno propendere per questa tesi, a iniziare dal fatto che Acea sia attualmente guidata da Oliver Zipse di Bmw Group e che la fortissima industria tedesca non abbia saputo o voluto esercitare la pressione che in molti si aspettavano sul relativo governo federale che, è noto, avrebbe potuto influenzare notevolmente le decisioni prese a Bruxelles. Parimenti, le dichiarazioni di Tavares contro l’interventismo di Bruxelles (attenzione, non contro l’elettrico: Stellantis, infatti, pur di non passare per Gruppo inquinante, ha varato un piano industriale che si vanta di anticipare il Fit for 55 comunitario) e che possono agilmente essere riassunte nel concetto «sulle tecnologie non sta ai politici decidere, ma agli ingegneri, al mercato e ai consumatori», sono tutte a verbale.

IL FREEDOM OF MOBILITY FORUM

Dal canto suo Stellantis, dopo aver procurato un forte smottamento in Acea (che perde il secondo costruttore continentale per vendite e fatturato), ha già annunciato il suo “Freedom of Mobility Forum”, ovvero un incontro a cadenza annuale, con la prima edizione già in agenda nel 2023.  L’obiettivo del Forum, spiega una nota, è “sostenere Stellantis nella transizione dall’attività di lobbying a una interazione più diretta con i cittadini e le parti coinvolte, rafforzata dalla decisione dell’azienda di ritirarsi da Acea alla fine del 2022”. Il Forum sarà organizzato da un comitato consultivo di esperti che rappresenteranno i vari stakeholder del settore auto, tra cui fornitori di mobilità e tecnologia, ma anche accademici, politici e scienziati.

Il forum ospiterà dibattiti su un numero selezionato di argomenti per ogni edizione nell’ambito dei seguenti principi di impegno: visione globale, necessità di essere basato sui fatti per fornire approfondimenti e possibili soluzioni, trasparenza (il forum sarà aperto al pubblico) e rispetto. O, per usare le parole di Carlos Tavares, CEO di Stellantis: “Intendiamo creare un forum pubblico in cui i partecipanti possano riunirsi per affrontare le questioni chiave che circondano il dibattito sulla mobilità decarbonizzata e individuare i prossimi passi da compiere insieme. È in gioco l’accesso a una mobilità pulita, sicura e conveniente per i cittadini di tutto il mondo”.

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