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Perché Stellantis dice addio alla joint venture con la cinese Gac

Stellantis Gac

Che cosa è successo davvero fra Stellantis e Gac. Fatti, numeri e commenti

 

Le trattative con il partner cinese Gac per il passaggio della maggioranza della joint venture locale al costruttore guidato da Carlos Tavares sono ufficialmente fallite. Lo comunica il gruppo occidentale annunciando l’intenzione “di implementare un approccio asset-light per far crescere il marchio Jeep in Cina e la negoziazione della cessazione della joint venture locale”.

FINE DI UNA JV INIZIATA 12 ANNI FA PER ENTRARE IN CINA

Per comprendere cosa stia accadendo, andando al di là delle formule un po’ oscure della nota di Stellantis, occorre ritornare a inizio anno, quando il Gruppo guidato da Tavares aveva comunicato l’intenzione di salire dal 50% al 75% del capitale dell’impresa congiunta di Gac. Ricordiamo che, fino alla fine del 2021, i marchi occidentali che volevano penetrare nel mercato cinese erano costretti dalla legge a stringere alleanze di questo tipo con equipollenti asiatiche. Sostanzialmente per questo era stata avviata nel 2010 una partnership con una azienda con sede a Changsa, nella provincia dello Hunan, nata negli anni ’80 per mezzo di un accordo con un altro marchio occidentale: Peugeot. La partnership tra GAC e Stellantis – occorre ricordarlo – aveva chiuso in perdita gli ultimi bilanci con risultati commerciali assai scarsi.

LA MURAGLIA CINESE DI GAC

Tuttavia, Stellantis intendeva approfittare del mutato quadro normativo che nelle intenzioni di Pechino servirà ad attrarre capitali esteri anche consentendo alle aziende straniere di assumere il controllo delle varie joint venture locali. La scalata di Stellantis, che da tempo, come tante altre Case europee e americane, intende ridisegnare, ottimizzare e rilanciare le proprie attività cin Cina, ormai primo mercato dell’auto (la Cina è poi il Paese più avanzato in fatto di R&D di soluzioni EV) era stata però accolta mal volentieri dalla Gac che, in tutta risposta, aveva iniziato a far muro.

LA ROTTURA TRA STELLANTIS E GAC

Non a caso, nonostante sia passato un intero semestre, Stellantis parla esplicitamente di “mancanza di progressi” nelle trattative. Una stagnazione che ha spinto il Gruppo euro-americano a ripiegare sull’annuncio del “proposito di puntare sulla distribuzione di prodotti d’importazione per il marchio Jeep in Cina, per sfruttare il potenziale del marchio e dei suoi modelli iconici attraverso un approccio ‘asset-light'”.

CHE SUCCEDE ORA TRA STELLANTIS E GAC?

Stellantis, infastidita dall’atteggiamento cinese e intesa l’antifona, si limita ad annunciare l’intenzione di collaborare con la controparte cinese “per una ordinata cessazione della joint venture costituita nel marzo 2010”. Come annunciato dalla stessa Stellantis, interrompere la joint venture comporta anzitutto la contabilizzazione del primo semestre di una svalutazione di circa 297 milioni di euro.

“Il marchio Jeep – afferma Stellantis – continuerà a rafforzare la propria offerta in Cina con una più ampia gamma di veicoli d’importazione elettrificati, destinati a superare le aspettative dei clienti cinesi”. Su un altro fronte, ricordiamo che alcuni giorni fa è stato diffuso un comunicato relativo alla partecipazione della Dongfeng nel capitale di Stellantis: le parti hanno sostanzialmente concordato delle procedure per portare il costruttore di Wuhan a uscire completamente dall’azionariato, cedendo le azioni alla stessa Stellantis.

COSA DICONO GLI ANALISTI

Da tempo il ruolo di Dongfeng nel gruppo Stellantis non è più strategico e l’uscita dal capitale che sarà raggiunta con l’esecuzione dell’accordo annunciato era prevedibile, a detta di un analista, come riporta Mf/Milano Finanza, in caso di riacquisto da parte di Stellantis, l’esborso sarebbe pari a circa 1,2 miliardi, un importo finanziabile da parte della società grazie all’ampia liquidità e significativa posizione di cassa netta, superiore a 20 miliardi.

Anche per Equita Sim l’acquisto di azioni proprie è ragionevole anche in considerazione della cassa netta a disposizione e permette di eliminare/ridurre il rischio di flowback di Dongfeng, che era comunque previsto che prima o poi decidesse di uscire. Quanto alla fine della joint venture Gac- Stellantis “è da verificare gli effetti di questa mossa a ulteriore dimostrazione delle difficoltà nell’identificazione di una soluzione per aumentare la penetrazione del mercato cinese”, ha aggiunto la Sim.

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