Mobilità

Perché Sidewalk Labs (Google) dirà addio al quartiere smart di Toronto

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Sidewalk labs

Le critiche al Quayside Project di Sidewalk Labs ruotavano attorno alla gestione dei dati e al rischio di una deriva autoritaria attraverso la sorveglianza di massa. L’articolo Marco Dell’Aguzzo

Sidewalk Labs, società affiliata di Google, che si occupa di innovazione urbana, ha annunciato giovedì di essersi ritirata da un ambizioso progetto in Canada per la realizzazione di un’area high-tech a Toronto.

L’amministratore delegato di Sidewalk Labs, Daniel Doctoroff, ha motivato la decisione parlando di «incertezza economica senza precedenti in tutto il mondo e nel mercato immobiliare di Toronto», causata dalla pandemia di coronavirus, che avrebbe reso «troppo difficile garantire la sostenibilità finanziaria del progetto senza sacrificarne le parti fondamentali».

Annunciato nel 2017, Quayside Project – questo il nome del progetto – avrebbe dovuto trasformare il lungolago di Toronto in uno smart neighbourhood, un “quartiere intelligente” e tecnologicamente all’avanguardia, con strutture in legno, automobili autonome, marciapiedi riscaldati e un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale. Sidewalk Labs prometteva 44.000 nuovi posti di lavoro e un guadagno per il Pil di 14 miliardi di dollari canadesi l’anno.

La scelta di Toronto non è stata casuale: è la città più popolosa del Canada, dal respiro cosmopolita, dove si sta peraltro sviluppando una scena tech notevole grazie all’arrivo di giovani talenti dall’estero. Nel 2017, scriveva l’Economist, Toronto ha creato da sola più posti di lavoro nel settore della tecnologia di quanto non abbiano fatto Seattle, Washington, New York e la Silicon Valley messe insieme. La realizzazione di una zona “futuristica” all’interno di Toronto avrebbe certamente rafforzato la narrazione del Canada come nuovo polo dell’innovazione globale.

Non tutti, a Toronto e in Canada, erano però entusiasti della visione di Sidewalk Labs. Nel commentare la cancellazione del progetto, l’Associazione canadese per le libertà civili (CCLA) ha parlato ad esempio di «una vittoria per la privacy e per la democrazia». La presenza di sensori tecnologici per le strade, che avrebbero raccolto dati sugli abitanti – con lo scopo di adattare meglio i servizi (la durata dei semafori, ad esempio) alle loro abitudini –, aveva infatti sollevato molte preoccupazioni relative alla privacy.

Le critiche al Quayside Project ruotavano principalmente attorno alla gestione dei dati, alla loro eventuale cessione a terze parti e al rischio di una deriva autoritaria attraverso la sorveglianza di massa. Ma il piano di Sidewalk Labs era anche stato accusato di essere troppo astratto ed eccessivamente visionario. La società si era poi scontrata con le autorità cittadine per questioni di terreni e di tasse che avevano rallentato e complicato lo sviluppo del progetto. Al momento della cancellazione, il Quayside Project non aveva ancora ricevuto tutte le approvazioni necessarie da parte del governo canadese.

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