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Perchè Londra blocca Uber

Uber

Londra blocca Uber: nuovi guai in vista per la società californiana

Anche Londra abbandona Uber. La capitale inglese ritirerà alla start up di San Francisco la licenza di operare in città, seguendo le orme di Parigi e Roma. La questione sul fronte europeo si complica e Uber potrebbe ricevere un “no” ad operare anche dal tribunale.

La decisione di Londra

Uber non potrà più operare a Londra. Ad annunciarlo è stata l’autorità di regolazione dei trasporti della capitale britannica (TFL), che ritirerà la licenza a partire dal prossimo 30 settembre, giudicando il servizio di trasporto automobilistico privato sarebbe “inadatto e inadeguato”.

uber“L’approccio e il comportamento di Uber evidenziano una mancanza di responsabilità aziendale in merito a una serie di questioni collegate alla sicurezza pubblica”, sostiene l’azienda dei trasporti. Ci sarebbero dei “reati” e l’uso di Greyball, il softwar utilizzato da Uber per eludere i controlli, tra le cose contestate.

A gioire della decisione sarà l’industria dei tradizionali cab londinesi, colpita dall’arrivo in città di un servizio di noleggio auto. Il settore aveva chiesto negli scorsi mesi una regulazione più stringente nei confronti del servizio di trasporto con sede a San Francisco.

Uber farà ricorso

La questione, però, non finisce qui. Uber farà ricorso nei 21 giorni successivi al 30 settembre e in attesa della decisione  potrebbe continuare a operare. Ma non ci sarebbero, almeno a quanto sembra, margini di trattativa: “la fornitura di un servizio innovativo non dovrebbe avvenire a spese della sicurezza” dei clienti, avrebbe anche dichiarato il sindaco di Londra Sadiq Khan.

Anche la Francia ha vietato UberPop

Come in Italia, anche In Francia Uberpop è stato vietato, perché ritenuto contrario alle norme e alle pratiche regolamentate dalle leggi per il settore trasporti. La società di San Francisco, però, non ha accettato la decisione e fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea, basandosi sul fatto che la società opera attraverso una piattaforma elettronica che permette attraverso strumenti come smartphone e tablet, di richiedere un servizio di trasporto urbano.

franciaIn particolare, per il ricorso, Uber ha puntato sulla direttiva relativa ai servizi della società d’informazione, una normativa che disciplina la fornitura di servizi in via elettronica, nel rispetto della libera circolazione di beni e servizi.

Le decisione dell’Ue

La difesa di Uber, però, a poco è servita. L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Ue, Maciej Szpunar,infatti, ha classificato Uber come società di trasporti e non come società di servizi di informazione. In base a questo, gli Stati membri “possono vietare e sanzionare l’esercizio illegale di un’attività di trasporto come quella di Uberpop senza essere tenuti a notificare previamente il progetto di legge alla Commissione”. L’Ue, infatti, non ha competenza esclusiva per il settore trasporti.

Verso condanna definitiva di Uber?

Dobbiamo dire che si tratta “solo” di conclusioni generali, che non producono effetti legali. Sarà la Corte Ue a dare il giudizio finale, che dovrebbe arrivare nel corso dell’anno. La stessa Corte potrebbe non tener conto delle conclusioni dell’avvocato Maciej Szpunar in merito alla causa francese.

In realtà, l’avvocato generale della Corte di giustizia europea ha considerato anche l’ipotesi che Uber fosse una società di informazione. E anche in quel caso, bloccare o sanzionare la piattaforma che farebbe da intermediario tra servizio e cliente “non costituisce una regola tecnica ai sensi della direttiva, cosicché neppure in tal caso sarebbe necessario notificare il progetto di legge alla Commissione non sono tenuti a notificare alla Commissione, ma possono agire prima di comunicare le misure”. Dunque, gli Stati Membri possono bloccare Uber ugualmente.

Uber scommette su Dara Khosrowshahi

Uber, intanto, rivoluzione il suo management. La casa di ha scelto il successore di Kalanick. E’ Dara Khosrowshahi, un uomo d’affari di origini iraniane (nato a Teheran). Ha conseguito una laurea in ingegneria elettrica presso la Brown University nel 1991 e ha avuto una brillante carriera, fino a diventare,nell’agosto 2005, il ceo di Expedia, società di viaggi. Grazie al suo lavoro, Expedia ha esteso la sua presenza in oltre 60 paesi in tutto il mondo.

Nel 2015 ha firmato un nuovo contratto con la società di viaggi: 90 milioni di dollari l’anno e permanenza fino al 2020. Ma, il 27 agosto 2017, il consiglio di amministrazione di Uber lo ha scelto come nuovo amministratore delegato della società di San Francisco.

Prima di entrare in Expedia, Khosrowshahi è stato Ceo di IAC Travel, ha lavorato presso Allen & Company dal 1991 al 1998, rivestendo anche il ruolo

 di vice presidente dal 1995 al 1998. E’ anche un manager di BET.com, Hotels.com e molte altre società, è nel consiglio di amministrazione della New York Times Company.

Nel giugno 2013 Ernst & Young ha eletto Dara Khosrowshahi vincitore del premio dell’imprenditore dell’anno per l’area del Pacifico nord-occidentale.

Il ruolo principale di Dara Khosrowshahi sarà quello di rendere profittevole Uber.

La società di San Francisco, comunque, sembra essere già fortemente impegnata su questo fronte. Nell’ultimo trimestre, infatti, il rosso è sceso a 645 milioni dai 708 milioni del trimestre precedente. Bene anche le vendite, che sono giunte a quota 1,75 miliardi di dollari, registrando un +17%, mentre le corse sono salite del 150% annuo grazie in particolare ai mercati emergenti e alla Russia, dove c’è stato un +250%.

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