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Ecco perché la Germania traballa su Lufthansa

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Lufthansa

Lufthansa ha deciso di rimandare l’approvazione del piano di salvataggio da parte dello Stato: non vuole accettare le condizioni di Bruxelles. Turbolenze anche tra vertici della compagnia e governo sui termini del prestito al vettore

I vertici di Lufthansa prende tempo e mette in stand-by gli aiuti da 9 miliardi del governo Merkel (qui i dettagli). Il consiglio di sorveglianza della compagnia aerea tedesca non accetta le condizioni che arrivano da Bruxelles, dal momento che potrebbero indebolire gli hub di Monaco e Francoforte.

Lufhtansa, scrive lo Spiegel, vuole esaminare con attenzione “gli effetti economici e i possibili scenari alternativi”. Andiamo per gradi.

LE RICHIESTE DELL’UE

Per dare il via libera agli aiuti di Stato, Bruxelles chiede a Lufthansa di cedere parte dei diritti di decollo e atterraggio nei suoi hub di Francoforte e Monaco: la compagnia tedesca dovrebbe cedere 72 slot (slot che consentono di operare nelle fasce orarie ad intenso traffico e verso le destinazioni più ambite).

SLOT A RYANAIR E WIZZAIR?

Gli slot in questione, secondo le informazioni dello Spiegel, dovrebbero essere ceduti ai concorrenti low cost, come Ryanair e Wizzair.

PERCHE’ LUFTHANSA NON VUOLE LE CONDIZIONI DI BRUXELLES

Tutto ciò non è gradito Lufthansa e al consiglio di sorveglianza della compagnia aerea, che ha deciso di rimandare l’approvazione del piano di salvataggio. Grazie ai collegamenti di corto e lungo raggio che la società vanta negli hub di Monaco e Francoforte, Lufthansa incassa rilevanti entrate.

Insomma, se Lufthansa dovesse accettare le condizioni sarebbero a rischio 1.500 posti di lavoro e forse anche di più, secondo le informazioni dello Spiegel.

LE DICHIARAZIONI DEL CONSIGLIO

“In questo contesto, il consiglio di vigilanza non è stato in grado di approvare il pacchetto di stabilizzazione in relazione ai requisiti dell’UE”, ha affermato Lufthansa, sottolineando che al momento il Consiglio ha deciso di rinviare anche la convocazione di un’assemblea generale per l’aumento di capitale previsto.

NON SOLO SLOT

In realtà, a preoccupare la compagnia tedesca è anche, come scrive Il Sole 24 Ore, l’aspetto legato alla remunerazione del prestito statale fissato al 4% per il 2020 e il 2021 per salire al 9,5% negli anni successivi, un costo ritenuto troppo elevato.

Timori anche per le possibili ingerenze del governo nelle decisioni future dell’aziende: lo Stato, in cambio dei 9 miliardi di euro, diventerebbe primo azionista al 20% (seppur ha promesso una partecipazione silente):

L’INTERVENTO DI PETER ALTAIMER

E in attesa che Lufthansa si faccia due conticini arriva quello che potremmo quasi definire un appello all’Ue. Il ministro dell’Economia Peter Altmaier ha dichiarato che “non è solo nell’interesse della Germania ma anche nell’interesse dell’Unione europea evitare una svendita di asset strategici in un settore industriale strategico indebolito a seguito di questa pandemia”.

DECINE DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO A RISCHIO

In effetti, la compagnia conta 138.000 dipendenti e una buona parte dei posti di lavoro sarebbe a rischio a causa dello stop dei voli causato dal Coronavirus.

RYANAIR ALL’ATTACCO

Il piano di salvataggio concordato tra Governo Merkel e Lufthansa non piace a Ryanair, pronta anche ad intraprendere le vie legali dinanzi all’Ue perché l’intervento lede la concorrenza.

“Non sorprende la reazione di Lufthansa: vuole i soldi pubblici senza condizioni e rifiuta qualsiasi forma di competizione”, ha detto il ceo di Ryanair, Eddie Willson, al Sole 24 Ore, commentando il momentaneo ripensamento della compagnia tedesca.

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