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Perché la compagnia aerea scandinava Sas dichiara bancarotta negli Usa

Sas

La compagnia aerea scandinava Sas dichiara il fallimento il giorno dopo lo sciopero dei suoi piloti e fa ricorso negli Usa al Chapter 11, la bancarotta assistita. I problemi di Sas arrivano mentre l’estate si preannuncia difficile per le compagnie aeree a fronte alla carenza di personale

 

Turbolenze per la compagnia aerea scandinava Sas.

Scandinavian Airlines (SAS), la compagnia aerea di bandiera di Danimarca e Svezia, ha presentato volontariamente istanza di chapter 11, la bancarotta assistita, negli Stati Uniti. Si tratta di un procedimento legale per la ristrutturazione finanziaria condotto sotto la supervisione del tribunale federale degli Stati Uniti che consente di continuare le operazioni.

Lo ha annunciato la stessa compagnia martedì incolpando lo sciopero dei piloti di aver aggravato i problemi finanziari della società.

A inizio settimana si sono conclusi infatti con un nulla di fatto i colloqui tra Sas e piloti su un nuovo accordo di contrattazione collettiva. Da qui lo sciopero dei piloti che si aggiunge al caos dei viaggi in tutta Europa.

Sas ha dichiarato martedì che continuerà ad operare durante il processo di ristrutturazione volontaria. Tuttavia, l’abbandono del personale la porterebbe a cancellare circa il 50% dei suoi voli giornalieri. Secondo gli esperti,  la procedura di Chapter 11 renderebbe più facile per l’azienda licenziare i dipendenti.

Tutti i dettagli.

L’ISTANZA DI FALLIMENTO CHAPTER 11

La società ha spiegato che “lo sciopero dei piloti ha avuto un impatto sulla posizione finanziaria e sulla liquidità”. Pertanto la decisione di presentare domanda per lo status di Chapter 11 è necessaria per “procedere con l’attuazione degli elementi chiave” del suo piano di trasformazione aziendale, ha affermato in una nota la compagnia aerea.

PILOTI SUL PIEDE DI GUERRA

I piloti stanno protestando contro i tagli salariali richiesti dal management nell’ambito di un piano di ristrutturazione volto a garantire la sopravvivenza dell’azienda. Il vettore è in difficoltà finanziarie già da diversi anni. Impattata, come il resto del settore, dell’impatto della pandemia, Sas ha già tagliato 5.000 posti di lavoro, ovvero il 40% della sua forza lavoro, nel 2020. Il vettore contava ora circa 6.900 dipendenti, un numero che è sceso al di sotto 5.000 al culmine della pandemia, segnala Barrons.

E lunedì 1.000 piloti dell’aviolinea sono entrati in sciopero con Sas che ha dovuto annullare il 78% delle partenze, pari a 236 voli il giorno successivo.

INTATTE LE OPERAZIONI

Intanto, la società ha precisato che “le sue operazioni e il programma di volo non sono interessati dall’istanza Chapter 11 e SAS continuerà a servire i suoi clienti normalmente”. Anche se lo sciopero in corso dei sindacati dei piloti scandinavi continuerà ad avere un impatto sulle operazioni.

POTENZIALI FINANZIATORI ALL’ORIZZONTE

Infine, la società ha affermato di essere “in trattative a buon punto con un certo numero di potenziali finanziatori” in merito all’ottenimento di ulteriori finanziamenti per supportare le sue operazioni.

Come ha ricordato Il Sole 24 Ore, “Sas non è la prima compagnia che ha dichiarato bancarotta in seguito alla pandemia. Norwegian Air Shuttle ha chiesto la protezione dei creditori in base all’equivalente irlandese del Chapter 11, nell’ambito di un ampio ridimensionamento che l’ha portata ad abbandonare le attività di lungo raggio alla fine del 2020”.

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