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Nuove regole sui monopattini? Helbiz (e non solo) borbotta

Helbiz Monopattini Milano

Le novità legislative sulla regolamentazione dei monopattini elettrici. L’iniziativa dell’associazione di settore. Le riunioni ministeriali. E la posizione di Helbiz, che frigna…

Il “Far West dei monopattini” potrebbe avere i mesi contati. All’inizio del prossimo anno l’Italia dovrebbe avere una normativa che regolamenti la circolazione dei 140mila monopattini che viaggiano sulle strade italiane. “Chiederemo alla Commissione Trasporti di anticipare i tempi per mandare al Senato la proposta entro fine anno e, se non ci saranno modifiche, a gennaio potremmo avere l’approvazione”, dice il deputato di Forza Italia Roberto Rosso, primo firmatario della proposta di legge sulla sicurezza stradale sui monopattini. 

Il nodo della sicurezza 

La rivoluzione verde che ha portato sulle strade italiane almeno 140mila monopattini elettrici, tra quelli privati e quelli delle compagnie di sharing, ha una carenza sostanziale nel nodo sicurezza. “Cercheremo di fare velocemente con la legge”, aggiunge Roberto Rosso.

Sei incidenti mortali nel 2021 

Il 30 agosto un ragazzino di 13 anni ha perso la vita in un incidente con un monopattino. Il sinistro è avvenuto a Sesto San Giovanni (Milano) ed è il sesto incidente fatale dall’inizio dell’anno. 

Le richieste degli amministratori locali 

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, i governatori del Lazio e della Toscana Nicola Zingaretti e Eugenio Giani hanno chiesto il varo di una normativa nazionale per garantire la sicurezza di chi guida i monopattini in Italia. “Senza regole nazionali faremo da soli”, ha detto il sindaco di Milano. 

Gli amministratori locali intervengono in autonomia 

Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, all’indomani della tragedia che ha coinvolto il ragazzino, ha firmato un’ordinanza che prevede l’obbligatorietà del casco e la riduzione dei limiti di velocità (20 chilometri orari su piste ciclabili, e 5 nelle aree pedonali) per chi si muove su monopattini elettrici su tutto il territorio comunale. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative. “Non c’è più tempo da perdere: in attesa che il Parlamento approvi al più presto una legge per regolamentare l’uso di questi mezzi equiparandoli a ciclomotori, che come abbiamo visto in diverse occasioni possono essere davvero pericolosi, abbiamo deciso di intervenire, per quanto di nostra competenza – ha detto il sindaco di Sesto San Giovanni in una nota -. Purtroppo per strada si vedono tantissime persone che girano sui monopattini elettrici senza casco e questo può avere conseguenze terribili”.  

La strada tracciata dal sindaco di Firenze 

Un anno fa il sindaco di Firenze Dario Nardella provò a introdurre l’obbligo del casco per la circolazione in monopattino nella sua città ma il Tar bocciò il suo provvedimento. “Non siamo per la demonizzazione del monopattino, tutt’altro, è un mezzo adeguato specie in questa epoca del Covid – ha detto il sindaco Nardella -. E per questo oltre alle regole prevediamo anche incentivi per l’acquisto del casco, ma non possiamo non riprovarci dopo quello che è successo. Ci riproviamo, e speriamo che non venga annullata di nuovo”. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha sottolineato che sui monopattini “ci sono delle mancanze nazionali. Dal mio punto di vista sarebbe stata enormemente meglio una regolamentazione nazionale, anche perché è più difficile da essere accusata da varie associazioni e altre realtà”.

Il casco obbligatorio per tutti 

I punti irrisolti della prossima legislazione sulla sicurezza dei monopattini sono due: l’obbligo del casco per i maggiorenni (oggi è obbligatorio per i minorenni) e le norme sulla guida notturna. “Sul casco obbligatorio per tutti ci stiamo lavorando, ma potrebbe entrare in vigore in un secondo momento – dice Roberto Rosso – . Io sono favorevole all’obbligo, ma oggi la questione riguarda soprattutto i monopattini in sharing”. La soluzione potrebbe arrivare da una proposta di Assosharing: è allo studio una tecnologia che agganci a ogni monopattino condiviso un casco connesso in rete. “C’è da risolvere il problema igiene per via del Covid — aggiunge Rosso — e anche su questo stiamo ragionando”. 

La guida notturna 

Un’altra nota critica è la circolazione durante la notte. Molti degli incidenti, infatti, sono avvenuti di sera perché i mezzi non hanno strumenti luminosi di segnalazione. I nuovi monopattini dovranno essere dotati di frecce. Chi desidera circolare anche dopo il tramonto dovrebbe avere l’obbligo di indossare un giubbotto catarifrangente. 

I limiti di velocità

La normativa allo studio prevede limiti di velocità a 20km/h in tutte le zone urbane e il divieto totale di percorrere il marciapiede. 

Patentino e assicurazione 

I monopattini saranno sempre più assimilati a mezzi di locomozione tradizionali, a partire dall’introduzione di una targa. Confarca, confederazione italiana che rappresenta oltre 2.500 scuole guida sul territorio nazionale, ha proposto di introdurre un  attestato per l’abilitazione alla guida dei monopattini elettrici e dell’obbligo del casco.“Chi fra i 14 e i 18 anni non ha il patentino della moto dovrà prendere un patentino apposito per guidare i monopattini”, aggiunge il deputato Rosso. Inoltre tutti i piloti dovranno assicurare il proprio mezzo. “Pensiamo a formule personali da 20-25 euro l’anno, che coprono nel caso di incidenti”.

Assosharing incontra il ministro

Il prossimo 7 settembre gli operatori dei monopattini riuniti nell’associazione Assosharing incontreranno il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e l’Anci. L’obiettivo del meeting sarà definire nuove linee guida su circolazione e parcheggio, così da garantire maggiore sicurezza e decoro urbano. Gli operatori, inoltre, sono impegnati a introdurre importanti novità come la riduzione delle velocità massima di circolazione per i monopattini, riducendola da 25km/h a 20km/h, al fine di diminuire i potenziali rischi e migliorare il controllo durante la guida. Inoltre è stato avviato il dialogo con alcune amministrazioni al fine di individuare postazioni di parcheggio in grado di garantire una gestione più ordinata della sosta.

Le preoccupazioni di Helbiz 

I produttori di monopattini sono preoccupati dal rischio che un’eccessiva regolamentazione imbrigli un settore che finora è stato florido. “Le regole esistono già, vanno rispettate e soprattutto fatte conoscere ai più giovani. Per questo da settembre Helbiz promuove nelle scuole una campagna di educazione stradale sulla micromobilità”, ha scritto il sito Tag43 fondato da Paolo Madron. .A luglio la commissione Trasporti ha audito il settore della micromobilità in sharing. A settembre partirà una campagna nazionale di educazione civica stradale dedicata alla micromobilità promossa da Helbiz nelle scuole, con l’obiettivo di dare la giusta informazione, gli strumenti e regole sul corretto utilizzo del mezzo alle giovani generazioni. Helbiz, inoltre, insieme alle Forze dell’ordine svolge giornate di formazione nel corso delle quali fa provare in sicurezza il monopattino a chi non conosce il mezzo, attraverso un test drive guidato.

Helbiz: gruppo americano con testa siciliana 

Helbiz è una società di micromobilità, la prima quotata al Nasdaq dopo la fusione con la Spac Greenvision Acquisition. Helbiz, secondo quanto riporta il sito finanziario Crunchbase, è stata fondata nel 2015, lo stesso anno in cui Salvatore Palella, fondatore di Helbiz, dà vita anche al fondo d’investimento SP1 che viene poi chiuso nel dicembre 2018. Sempre nel 2018 Palella lancia HelbizCoin, una criptovaluta in stile Bitcoin che doveva essere la base per un servizio di car sharing tra privati basato sulla tecnologia blockchain. Il collocamento di HelbizCoin a Singapore frutta oltre 30 milioni di dollari ma il servizio di car sharing non è mai partito, e il valore degli HelbizCoin si è azzerato poco dopo la quotazione.

Helbiz: i conti in difficoltà 

I conti della Helbiz scontano le difficoltà che spesso vivono le startup. Helbiz ha perso 7,7 milioni di dollari nel 2019, 24,5 milioni l’anno scorso (su un fatturato consolidato di 4,4 milioni) e 15 milioni nel solo primo trimestre 2021, per un totale di oltre 47 milioni (circa 40 milioni di euro). I debiti netti di Helbiz al 31 marzo 2021 erano oltre 21 milioni di dollari. Le perdite, però, non hanno pesato sull’ad di Helbiz. Palella, secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, è il maggior socio con una quota di poco inferiore al 50 per cento e in qualità di amministratore delegato ha ricevuto da Helbiz compensi per 470mila dollari nel 2019 e 1,445 milioni di dollari l’anno scorso. Dei 4,4 milioni di ricavi di Helbiz nel 2020 un terzo sono finiti nelle tasche di Palella. (qui il botta e risposta tra gli avvocati di Palella e i giornalisti del quotidiano diretto da Stefano Feltri),

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