Mobilità

Perché Fca nel 2019 non sgaserà

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Fatti, numeri e prospettive del gruppo Fca con riflessi anche in Borsa

Il titolo Fiat Chrysler Automobiles sbanda a Piazza Affari all’indomani dei dati sulle immatricolazioni auto a dicembre in Italia, in calo dell’1% anno su anno a 31,6mila unità (-10% nell’intero 2018) con Fiat  a -14%, Alfa a -33%, Maserati a -6%. Decisamente meglio Jeep a +60% e Lancia-Chrysler  a +38%. Fca  lo scorso mese ha sottoperformato di poco il mercato italiano, che conta meno del 10% dei volumi 2018 del gruppo e che è cresciuto del 2% anno su anno a 124mila unità (-3% nel 2018), anche grazie a un giorno lavorativo in più.

Dopo tre mesi di calo, l’effetto dell’introduzione delle nuove norme sulle emissioni (Wltp) è stato definitivamente assorbito. E per quanto riguarda Fca  gli analisti di Equita  notano l’effetto mix positivo, come nei mesi precedenti, in quanto il brand Jeep ha trainato le vendite (+60%), arrivando a rappresentare il 21% dei volumi del gruppo.

“Nel complesso il dato è coerente con la nostra stima di consegne per l’area Emea”, sottolineano gli analisti della sim che però per il 2019 ritengono probabile un calo del mercato intorno al 3-4%, anche per gli effetti del meccanismo bonus-malus recentemente approvato che renderà più costosi alcuni modelli più inquinanti.

Ieri la stessa Federazione dei concessionari auto ha previsto un anno difficile per il settore, sul quale graverà l’impatto negativo determinato dall’ecotassa, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, che sarà operativa sulle immatricolazioni di autovetture nuove (con emissioni di CO2 oltre 160 g/Km) a partire da marzo 2019.

L’aggravio di costo, variabile da 1.100 a 2.500 euro, peserà su moltissimi modelli, anche di fascia media, diffusi sul mercato determinando certamente un’ulteriore flessione dell’immatricolato rispetto ai volumi 2018, che non sarà compensata dagli acquisti di auto elettriche e ibride che beneficeranno, invece, del bonus governativo. E il Centro Studi Promotor ha anche messo in guardia dalla situazione dell’economia che getta un’ombra cupa sulle prospettive del mercato automobilistico italiano.

“Quello sul mercato automobilistico è il primo dato sull’economia italiana nell’intero 2018 che viene reso noto e”, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “non è un dato di buon auspicio”. Nel 2018 “il recupero si è interrotto nonostante fosse ancora ben lontano il livello fisiologico delle immatricolazioni per un Paese che dispone di un parco circolante di autovetture di 39 milioni di unità e ha quindi una forte domanda di sostituzione”, ha sottolineato ieri Promotor che si aspetta per quest’anno un calo del mercato auto italiano del 5%.

“L’impatto negativo per Fca  i riferisce principalmente all’eventuale calo del 5% del mercato italiano nel 2019”, affermano gli analisti di Mediobanca  Securities. Per quanto riguarda il 2018, “il trend negativo in Italia per Fca  è proseguito a dicembre, sebbene con un miglioramento rispetto a novembre (-10% anno su anno) e ottobre (-17% anno su anno) influenzati dall’introduzione del nuovo regolamento Wltp”.

“Nel 2018 le immatricolazioni di Fca in Italia sono diminuite del 10%, risentendo anche della mancanza di nuovi modelli. Il calo delle vendite italiane nel quarto trimestre 2018 rischia di condizionare l’andamento dell’intera divisione Emea, di cui il business italiano rappresenta oltre il 40%”, avvertono gli analisti di Mediobanca , mantenendo il rating neutral e il target price a 15,10 euro sul titolo Fca , scambiato a 4,1 volte il multiplo prezzo/utile 2019 contro le 5,3 volte dei competitor e sceso del 15% nel 2018.

(estratto di un articolo pubblicato sul sito di Milano Finanza)

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