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Perché Anac tampona Anas

Anas

L’Anas blocca un miliardo di opere. La denuncia dell’Anac, l’Autorità Anticorruzione. Tutti i dettagli

Un miliardo di euro in appalti bloccati. L’Autorità Anticorruzione, al termine di un’approfondita istruttoria, ha accertato che l’Anas non ha consegnato nei tempi previsti una serie di opere già aggiudicate e finanziate.

La denuncia dell’Ance

L’indagine dell’Anac è partita da una nota del Presidente dell’Ance che denunciava il sostanziale “blocco” di alcuni appalti che, pur banditi prima della pandemia, non erano stati tuttavia avviati, con grave sofferenza economica per gli operatori economici del comparto. L’Ance ha indicato opere che avevano ottenuto già i finanziamenti per quasi due miliardi di controvalore economico, e risultavano ingiustificatamente bloccati da parte di Anas per inadempienze burocratiche. L’Ance, nella sua denuncia, ha sottolineato che tali ritardi disattendevano le “indicazioni fornite dall’articolo 8, commi 2 e 3 del Decreto Semplificazioni, che prevede che le procedure di gara per le quali risultava scaduto entro il 22 febbraio 2020 il termine per la presentazione delle offerte dovevano essere aggiudicate entro la data del 31 dicembre 2020 come pure dovevano essere stipulati i contratti applicativi dei contratti quadro già aggiudicati entro la medesima data”.

Le delucidazioni richieste dell’Anas all’Anas

L’ANAC ha dunque chiesto alla Direzione Generale ANAS delucidazioni al riguardo, e specifiche informazioni al Compartimento ANAS della Puglia in merito “agli appalti afferenti la tangenziale di Foggia e l’itinerario Bari-Brindisi-Lecce che apparivano gravati da importanti ritardi”.

Le opere in ritardo dell’Anas

I ritardi nell’esecuzione delle opere sono distribuiti equamente in tutto lo stivale. L’ANAC ha chiesto conto all’ANAS dello stallo per i lavori della tangenziale ovest di Foggia – S.S. n 673 (ex S.S. n. 16), della messa in sicurezza dell’itinerario Bari-Brindisi-Lecce, dell’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria per il risanamento strutturale di opere d’arte della E45/E55, del viadotto dei Coordinamenti Territoriali Anas del Nord Est, in Umbria e in Lombardia, e dell’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici sulla rete Nazionale ANAS 21 lotti nell’area Emilia Romagna.

Blocco legato al Covid: l’Anac non ci crede

Secondo quanto riportato dall’Autorità l’Anas si sarebbe giustificata parlando di “problematiche dell’emergenza Covid, che avevano comportato esigenze riorganizzative dell’Ente”. In realtà, l’Autorità Anticorruzione ha appurato che la mancata aggiudicazione di alcune gare non aveva a che fare con l’emergenza sanitaria, ma era dovuta ad altre criticità dell’Ente statale. In particolare il comparto Anas della Puglia aveva tenuto ferme gare di anni precedenti allo scoppio della pandemia. “Gare finanziate, appaltate, e non portate avanti”, come sottolineato dall’Anac.

Ritardi e aggravi economici

Le conseguenze dei ritardi gravano sulle spalle degli aziende coinvolte nei lavori e hanno causato un “notevole aggravio economico per l’operatore economico che deve sostenerne l’intero costo per tutta la durata del contratto”. L’Ance in un documento presentato in Commissione Parlamentare per la semplificazione (seduta dell’8 aprile 2021) ha segnalato che “… a fronte degli ingenti impegni assunti da questi ultimi [ndr gli Operatori Economici] in sede di gara (sul piano economico, assicurativo e della qualificazione) attualmente l’operatore economico non ha alcuna certezza sui contratti attuativi che saranno conferiti “a valle” dell’aggiudicazione […] Tale prassi, oltre a comportare aggravi economici pesantissimi per le imprese, peraltro inutilmente sostenuti, è particolarmente critica in quanto, a causa dei ritardi con cui vengono sottoscritti i contratti attuativi, determina un “blocco” prolungato del “castelletto” dell’impresa, che compromette la possibilità di accedere ad ulteriori forme di credito e dunque di poter partecipare ad altre gare.” A tal proposito l’Autorità ha sottolineato che l’aggiudicazione di nuove opere e di interventi di manutenzione straordinaria che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o di impianti “deve avvenire nel rispetto della disciplina sulla progettazione anche in caso di ricorso allo strumento dell’accordo quadro – si legge nella delibera -. L’assenza di una compiuta progettazione per i predetti interventi è causa di ritardi nell’attivazione dei contratti applicativi e ciò indirettamente comporta un aggravio economico per l’operatore sottoscrittore del contratto quadro. Tale evenienza può scoraggiare la partecipazione alle gare e dunque in definitiva causare una restrizione della concorrenza”.

I risultati dell’indagine ANAC

L’indagine dell’Anac “ha appurato che Anas contribuiva al blocco degli appalti denunciato da Ance per almeno il 50% del valore stimato dall’Associazione, giungendo ad una cifra complessiva di circa un miliardo di euro”. Con la delibera n. 78 l’Anac ha stigmatizzato il “sostanziale disattendimento di Anas” del Decreto Semplificazioni, ha rilevato il contrasto dell’operato dell’Anas “con i principi di economicità, efficacia e tempestività” e ha constatato l’inerzia dell’Anas “nell’espletamento degli adempimenti amministrativi di propria competenza in relazione alle procedure di affidamento”. In merito ai mancati lavori sulla tangenziale di Foggia l’Autorità, inoltre, ha accertato “la distorta applicazione” del Codice degli Appalti da parte di Anas e la “sussistenza di possibili restrizione della concorrenza operata dall’Ente statale” posto che “alcuni interventi previsti in contratto sono identificabili come “nuove opere” e dunque, in quanto tali, necessitavano di preliminare progettazione esecutiva per il loro affidamento”.

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