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Non solo green bond, ecco passi e progetti verdi di Fs Italiane

Ferrovie Dello Stato

Fatti, numeri, progetti e ultime iniziative delle Ferrovie in campo verde partendo dal terzo green bond

Ferrovie dello Stato Italiane ha da tempo accelerato nella svolta verde, secondo un modello di economia circolare auspicato anche dall’Unione europea.

Ecco fatti, numeri, progetti e ultime iniziative in campo verde partendo dal terzo green bond emesso la scorsa settimana.

Tutti i dettagli.

I NUMERI DEL GREEN BOND EMESSO DA FERROVIE

Le Fs guidate dall’amministratore delegato Gianfranco Battisti hanno emesso la scorsa settimana il suo terzo green bond per un valore nominale di 1 miliardo di euro e durata pari a 7 anni. La cedola è stata fissata allo 0,375%, con spread finale di 60 punti base sopra il tasso mid-swap di riferimento. L’operazione conclusa il 22 marzo rappresenta il più grande green bond finora emesso da FS e la cedola più bassa di sempre per un’emissione pubblica di FS.

CHI HA INVESTITO NEL GREEN BOND DI FS

Gli ordini complessivi sono stati pari a circa 1,75 miliardi di euro, provenienti da circa 90 investitori, con una forte domanda dall’Italia e circa il 35% dall’estero, lead order da Italia e Francia. Degli ordini allocati circa il 75% è pervenuto da investitori ESG, impegnati verso i temi della sostenibilità. Tutti i progetti finanziati dal green bond assicurano, infatti, miglioramenti dell’efficienza energetica, riduzione delle emissioni di CO2 e lo shift modale verso il treno.

COME SARANNO UTILIZZATE LE RISORSE DEL GREEN BOND

L’emissione è il terzo green bond di Fs Italiane, dopo i due collocati nel 2017 e 2019, e sarà dedicato al finanziamento degli Eligible Green Projects secondo quanto previsto dal Green Bond Framework di FS. In particolare quasi l’80% dei proventi finanzierà l’acquisto dei treni regionali Pop e Rock e il restante sarà dedicato ai treni alta velocità ETR 1000, in parte impiegati per la prima volta anche in Spagna.

LA NOTA DI FERROVIE

Per questa operazione – si legge in una nota – “FS Italiane vede confermata la certificazione dalla Climate Bonds Initiative, organizzazione no profit che promuove a livello mondiale la finanza sostenibile come strumento per contrastare i cambiamenti climatici. La certificazione della CBI e i progetti finanziati da FS Italiane confermano il forte impegno di FS sui temi ESG, promosso dal Gruppo attraverso operazioni di finanza sostenibile”.

TRENI GREEN E SOSTENIBILI

Viaggiare in treno resta la modalità di trasporto passeggeri più rispettosa del clima in Europa, rispetto all’auto o all’aereo. La conferma arriva dal Transport and Environment Report 2020, pubblicato dall’Agenzia europea dell’Ambiente. Secondo i dati Aea, i trasporti hanno rappresentato il 25% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Ue nel 2018. Le emissioni provengono principalmente dal trasporto su strada (72%), mentre il trasporto marittimo e il trasporto aereo rappresentano rispettivamente una quota del 14% e del 13% delle emissioni. Il treno incide per lo 0,4%.

LA DIREZIONE DI MARCIA STABILITA DALL’EUROPA

La direzione di marcia è indicata dal Piano europeo per l’economia circolare, un modello di sviluppo diverso da quello lineare cui siamo abituati a pensare (prendi-produci-smaltisci), che il gruppo abbraccia per migliorare le prestazioni del treno.

GLI OBIETTIVI DEL GRUPPO FS

Economia circolare, ma dal momento che si stima in 25 anni la conversione da un modello di sviluppo lineare, occorre iniziare subito per trovarsi pronti al 2050 data fissata anche dagli obiettivi del Gruppo per la carbon neutral – sottolinea il gruppo Fs – “con progetti e sperimentazioni su singoli settori. Quello che sta facendo il gruppo FS nel trattamento dei rifiuti, nelle attività dei cantieri per le grandi opere, nell’uso dell’energia elettrica”.

GESTIONE DEI RIFIUTI

Dal 2017 ad oggi nel gruppo Fs sono stati implementati i modelli di gestione orientati alla prevenzione, al riuso e al riciclo dei rifiuti che provengono dalle attività industriali, che rappresentano la quota principale, e dai servizi rivolti ai viaggiatori. Di questi – 391 mila tonnellate prodotte nel 2019 – oltre il 95% è stato inviato a recupero, così come oltre il 95% sono stati inviati a recupero i rifiuti speciali – principalmente ferro, acciaio, cemento e traverse in legno.

CANTIERI PER LE GRANDI OPERE, IL MATERIALE RICICLATO SUPERA IL 60%

Sale oltre il 60% la percentuale di materie prime riciclate di nei cantieri del gruppo Fs: le società più coinvolte nella progettazione e realizzazione delle opere infrastrutturali come Italferr e RFI hanno infatti intrapreso da diversi anni un percorso volto alla realizzazione di sistemi più efficienti di rigenerazione e riuso fondamentali per contribuire concretamente ad un’economia circolare ed alla razionalizzazione dell’uso delle materie prime naturali.

LA METODOLOGIA ITALFERR

La metodologia sviluppata da Italferr per il calcolo dell’impronta climatica consente infatti di indirizzare il progettista nel perfezionamento delle soluzioni progettuali, favorendo l’uso di materiali locali che generano minori impatti, o ricorrendo al maggior utilizzo di materiali provenienti da scavo o da impianti di riciclo e di stimolare le imprese appaltatrici, in fase di realizzazione dell’opera, ad approvvigionare materiali da costruzione più sostenibili.

LE POLITICHE COMUNITARIE IN MATERIA DI RIFIUTI

Le politiche comunitarie di gestione dei rifiuti richiedono infatti in maniera prioritaria – sottolineano gli esperti del settore – una diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti mediante azioni di prevenzione, a cui deve far seguito la possibilità di riuso dei prodotti stessi.

LA GESTIONE DI UN NUOVO CANTIERE

In occasione dell’apertura di un nuovo cantiere si effettuano analisi sugli impatti diretti e indiretti che l’opera avrà sul territorio ponendo grande attenzione alla gestione dei materiali da scavo prodotti al fine di prevederne il lor massimo impiego per la realizzazione delle opere, ad esempio in sostituzione degli inerti da cava e per ricomporre il sedime ferroviario, una volta terminata l’opera.

I PROGETTI DI FS SU COME UTILIZZARE I RIFIUTI

Un progetto portato avanti dal gruppo Fs attraverso la sua controllata Rfi è rappresentato dal cantiere della linea dell’Alta Velocità Napoli-Bari, in un tratto di 121 chilometri, tra Napoli e Foggia, di cui 68 chilometri di gallerie, scavate nell’appennino. Gli interventi prevedono la produzione di 17 milioni di metri cubi di materiale da scavo e un fabbisogno di nuovi materiali di 9 miliardi di metri cubi. Di questi, tramite interventi di economia circolare e per evitare il costo ambientale delle gallerie, i materiali da scavo eccedenti vengono utilizzati per riqualificare le aree esterne e solo il 5% viene trattato come rifiuto. Interventi che sono valsi al gruppo la certificazione ENVISION Platinum, per la prima grande opera green in Europa.

CON RFI NASCE IL PIETRISCO ECOLOGICO PER I BINARI

Le nuove tecnologie non sono solo quelle digitali, ce ne sono tante forme diverse, comprese quelle che riguardano i materiali. L’incremento dei fabbisogni pluriennali basati su programmi di nuova costruzione e rinnovo della rete, e la riduzione dei volumi coltivabili in cava, hanno determinato la necessità di studiare modalità di approvvigionamento di pietrisco da fonti alternative rispetto al pietrisco naturale in cava. Piuttosto che attingere la materia prima per il sedime ferroviario dalle cave, RFI sta sperimentando la produzione di pietrisco ecologico, prodotto cioè dagli scarti della produzione di acciaio. L’ecoballast, così si chiama, oltre ad essere ottenuto da materiali di scarto e quindi aggiunge un ciclo di vita ai rifiuti, ha anche il vantaggio di abbattere i consumi di CO2 derivanti dal trasporto del materiale dalle cave esistenti alla sede della realizzazione dell’opera, perché questo processo di trasformazione avviene presso fornitori locali.

RIGENERAZIONE DELLA SABBIA NELL’ONAF DI RFI

Una significativa best practice di riuso di materiali è in sviluppo nell’officina industriale di RFI – l’Officina Nazionale Armamento Fonderia di Bari rilevata nel 2016 dalla controllata del gruppo Ferrovie– presso cui vengono realizzati i “cuori” in acciaio fuso al manganese, che servono per la realizzazione dei deviatoi, componenti che congiungono due o più binari con sentendo ai treni di passare dall’uno all’altro in base al loro itinerario di viaggio. Rfi ha creato un nuovo impianto che consente di recuperare e quindi di riusare fino al 70% le sabbie silicee, materia utilizzata per gli stampi per la fusione, con conseguente riduzione di materie di scarto e anche minori emissioni dovute al trasporto del materiale dal fornitore al luogo di trasformazione.

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