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Nissan

Nissan elettrizza l’Inghilterra?

I piani elettrici europei di Nissan passeranno dall'Inghilterra, nonostante la Brexit e la rinnovata stretta sulle auto EV coi francesi di Renault. Il governo britannico ha convinto i giapponesi grazie a importanti fondi statali

Rinverdita l’alleanza con i francesi di Renault, i piani europei per le auto elettriche di Nissan possono finalmente partire. Ma partiranno al di là (e non al di qua) della Manica, anche grazie agli incentivi messi sul piatto dal governo britannico, da tempo impegnato ad attrarre gigafactory sul proprio territorio.

I PIANI UK DEI GIAPPONESI DI NISSAN

La Casa giapponese investirà 3 miliardi di sterline (circa 1.3 miliardi di dollari) per realizzare nuove Gigafactory nel Regno Unito in vista di un passaggio totale alla mobilità elettrica. La maggior parte dei fondi verrà stanziata per aggiornare alla produzione dei nuovi propulsori lo stabilimento di Sunderland, nel nord-est dell’Inghilterra, su cui iniziavano ad addensarsi nubi oscure visto che nessuno ne conosceva il futuro.

LA FABBRICA DI SUNDERLAND

L’impianto attualmente impiega 6.000 dipendenti e assembla la Juke e la Qashqai. Si tratta di una vittoria politica non indifferente per il governo britannico, attualmente alle prese con le numerose sfide post Brexit nel tentativo di rilanciare una economia in difficoltà. Sono stati infatti gli incentivi messi sul piatto dall’inquilino del civico 10 di Downing Street a spingere i giapponesi a restare sull’isola.

LE VETTURE PRODOTTE IN UK

Sulla base dei suoi investimenti, Nissan intende produrre in Inghilterra tre modelli elettrici eredi delle attuali Qashqai, Juke e Leaf, ispirati alle Concept Hyper Urban, Hyper Punk e Chill-Out di recente presentazione.

 

IL GOVERNO CANTA VITTORIA

Il primo ministro Rishi Sunak ha definito il piano presentato da Nissan “un enorme voto di fiducia nell’industria automobilistica del Regno Unito, che contribuisce all’economia per 71 miliardi di sterline all’anno”. Il governo ha dichiarato, in un comunicato stampa, che questa iniezione di capitale consentirà anche “investimenti più ampi in progetti infrastrutturali e nella catena di fornitura, compresa una nuova Gigafactory” presso il sito.

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