Mobilità

Mercedes, Bmw, Toyota, Porsche: ecco chi brinderà con i dazi della Cina segati sull’import di auto

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porsche auto elettrica

La Cina promette di ridurre i dazi sulle importazioni auto. Una nuova mano tesa verso Trump (e non solo). Nomi, numeri e analisi nell’articolo di Giusy Caretto


E’ ufficiale: Pechino cerca davvero una tregua nella guerra dei dazi con gli Usa. Secondo alcune indiscrezioni di Bloomberg, il Consiglio di Stato cinese starebbe valutando un’importante riduzione dei dazi sulle auto. Soluzione che potrebbe giovare, oltre che a Tesla, Ford e General Motors anche a Mercedes, Bmw, Toyota.

Si tratta di una seconda mano tesa da parte di Pechino: qualche giorno fa, la Cina ha promesso di eliminare il vincolo di compartecipazione in un’azienda cinese per tutti coloro che intendono costruire auto nel Paese.

LA RIDUZIONE DEI DAZI

Mentre a Pechino va di scena il Motor Show, che chiuderà il 4 maggio, la Cina sta valutando la riduzione del 50% dei dazi sulle auto: il Consiglio di Stato, come scrive Bloomberg, potrebbe ridurre l’imposta sulle auto importate, che attualmente è del 25%, al 10 o al 15%.

Una notizia, che stupisce a metà. Già qualche settimana fa, il presidente Xi Jinping aveva promesso di ridurre le tariffe di importazione sui veicoli. A sorprendere è però l’entità del taglio, pari al 50% o quasi.

UN AIUTO (ANCHE) ALLE CASE EUROPEE

Dazi più bassi sulle importazioni non sono faciliteranno i costruttori americani e Tesla in particolare, ma anche marchi come Mercedes-Benz di Daimler AG e Porsche di Volkswagen AG, a Bmw e Toyota Motor, poiché i loro modelli importati diventerebbero più competitivi rispetto ai veicoli prodotti localmente.

CinaE BAIC CROLLA IN BORSA

Che una soluzione come questa cambierebbe il mercato auto cinese lo si intuisce anche dalla reazione in borsa della casa automobilistica locale BAIC Motor Corp., che vanta Daimler come partner, le cui azioni sono scese del 6,4% ad Hong Kong e della casa Brilliance China Automotive Holdings Ltd, che ha perso il 5,1%.

UNA TREGUA ALLA GUERRA

La notizia giunge mentre gli investitori di tutto il mondo guardano con attenzione (e preoccupazione) alla guerra commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti. Pechino, infatti, nelle scorse settimane ha risposto alle minacce tariffarie del presidente americano Donald Trump con una portata di uguale misura. Negli ultimi giorni, però, qualcosa sembra essere cambiato.

Prima di annunciare il taglio dei dazi sulle importazioni, Pechino ha anche promesso di facilitare alle case automobilistiche straniere e ai produttori aerospaziali il processo di costruzione di fabbriche nel paese. A partire dal 2022 verrà eliminato il tetto del 50%, introdotto nel 1994, al possesso di quote azionarie delle joint venture da parte dei costruttori stranieri che volevano vendere le loro auto in Cina. Limite che verrà cancellato nel 2020 per i costruttori di veicoli commerciali e che potrebbe essere eliminato già nel 2018 per coloro che producono auto elettriche.

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