Mobilità

Le Case auto non venderanno (forse) solo auto

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ecobonus auto ibrida

Siamo sicuri che le case auto del futuro venderanno semplicemente auto? Molto probabilmente no. Ecco perché. L’analisi di Raffaele Perfetto 

(Estratto di un articolo pubblicato su Econopoly – Sole 24 Ore, qui la versione integrale)

Le rivoluzioni industriali sono fenomeni che hanno un carattere dirompente: in cui alcune tecnologie si impongono rapidamente sulle altre perché fanno meglio delle precedenti o in maniera più economica o perché rispondono a bisogni che non esistevano prima.

Siamo sicuri che le case automobilistiche del futuro venderanno semplicemente auto? Molto probabilmente no.

Prima di fare un salto in un “possibile” futuro guardiamo questo grafico. Mostra l’evoluzione dei 12 settori GFD (Global Financial Data) e, pur facendo riferimento all’economia americana, ci dà un’idea degli ultimi 200 anni. È possibile identificare differenti ondate. All’inizio (nell’Ottocento) fu la finanza, determinanti i capitali necessari alle successive ondate quali i trasporti e il commercio. L’ultima ondata, che rispecchia la situazione attuale, deve molto ai transistor e semiconduttori che hanno consentito la trasmissione, il calcolo e l’archiviazione delle informazioni.

Nel libro “La Quarta Rivoluzione – come l’infosfera sta cambiando il mondo”, Luciano Floridi, professore ad Oxford ci fa riflettere su un possibile futuro. Siamo entrati nell’Iperstoria: il volume di dati e informazioni a cui abbiamo accesso cresce in maniera esponenziale. Una nuova realtà ne emerge: onlife. Neologismo coniato dallo stesso Floridi a voler sottolineare la costante ibridazione tra online e offline. Oggi non è possibile più distinguere quando siamo online e offline, siamo costantemente qui e lì, online e offline: onlife.

Cosa c’entra l’auto? Anche lei è “vittima” di questa ondata. Forse non la chiameremo più auto ma mobilità, non è ancora chiaro cosa sarà, ma dal pentolone dello stregone qualcosa verrà fuori.

Per Intel non ci sono dubbi: le automobili rappresentano in termini di connessioni il terzo dispositivo tecnologico in più rapida ascesa dopo telefoni e tablet. Le nuove automobili saranno connesse ad internet e inizieranno, a trovare parcheggio e parcheggiarsi, segnalando la presenza di altri veicoli o ad esempio i prezzi della benzina più convenienti e così via. “I meccanici stanno diventando ingegneri informatici” sottolinea Floridi nel suo libro pubblicato nel 2017. Nel rapporto annuale del 2019 dell’azienda tedesca Volkswagen leggiamo quanto segue:

Qui invece altre interessanti info, tratte dal report di una società di consulenza pubblicato nel 2019, sul crescente peso dei semiconduttori e dell’elettronica per l’auto.

CONCLUSIONI

In un mondo in cui l’economia cresce lentamente potremmo immaginare un futuro in cui l’onlife di Floridi rappresenti la base per la nuova crescita. L’auto del futuro si muoverà sulla infrastruttura-strada ma avrà bisogno anche del 5G: l’autostrada su cui si muoveranno i dati condurrà l’auto nella nuova dimensione iperstorica.

 

Intanto Reuters in un articolo di novembre, citando alcuni dati di IHS Markit da AutoScout24, riportava che c’è stato un marcato rialzo delle immatricolazioni di auto vecchie in tutta Europa, nonché un picco nelle ricerche su Internet di veicoli obsoleti. Il perché è abbastanza ovvio se si guardano i seguenti grafici da un articolo del Financial Times. La richiesta di trasporto pubblico si riduce (causa Covid), di conseguenza  aumenta quello privato.

C’è un problema: la forte crisi economica causa pandemia. Prima di Natale ci hanno impressionato le immagini di Milano (sotto parte a sinistra), capitale finanziaria d’Italia, con le lunghissime file dei “nuovi poveri” in cerca un pasto caldo. La crisi passerà, prima o poi. E se è vero che le nuove generazioni sono quelle più sensibili ai temi climatici e che quindi potrebbero essere disposte a pagare di più per un’auto più ecologica, è anche vero che rispetto alle generazioni precedenti sono più povere (o “diversamente ricche”). Questo grafico (sotto, parte destra) recuperato da un articolo del Washinghton Post ci rende l’idea: a parità di età le ultime tre generazioni vedono ridursi il loro contributo alla ricchezza nazionale.

Da un lato un mondo a cui tendere, dall’altro una realtà appesantita dalla crisi econo-pandemica. Da questa tensione nascerà l’auto e il suo mercato del futuro.

Nelle immagini sotto il posizionamento dell’auto a seconda del cliente fatta da Volkswagen nel mercato europeo.

Quale sarà il target dell’auto elettrica?

 

(Estratto di un articolo pubblicato su Econopoly – Sole 24 Ore, qui la versione integrale)

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