Mobilità, Mobilità elettrica

La mobilità sostenibile fa bene alla competitività del paese

di

auto elettrica

Il settore dei trasporti è responsabile di buona parte delle emissioni di CO2, particolati e altri gas nocivi: la decarbonizzazione è ormai un elemento imprescindibile delle nostre politiche future

 

Le lotta ai cambiamenti climatici e la conseguente de-carbonizzazione del nostro sistema economico rendono necessario attuare politiche strutturali sempre più ambiziose.A livello nazionale è necessario avviare una profonda riconsiderazione del modo di produrre e di fare impresa, il che rappresenta una sfida che è una necessità e al tempo stesso un’opportunità per modernizzare e rendere più competitiva la nostra economia migliorando la qualità della vita dei cittadini.

mobilità sostenibileNel prossimo decennio la competitività del nostro sistema produttivo dipenderà dalla capacità di definire politiche e strategie idonee a sostenere e promuovere il progressivo abbandono delle fonti fossili a favore delle energie rinnovabiliLo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio favorira’ la crescita, l’occupazione, l’innovazione nelle tecnologie pulite, l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile, la sicurezza energetica e la riduzione della dipendenza dalle importazioni di fonti fossili.

Nel perseguimento di questi obiettivi diventa strategica, in particolare, la totale riorganizzazione della mobilità, soprattutto nelle maggiori aree urbane densamente abitate. Secondo gli scenari nazionali il settore dei trasporti può dare un contributo essenziale per conseguire al 2030 gli obiettivi di riduzione del 40% delle emissioni CO2 rispetto al 1990 e di efficienza energetica, unitamente ai settori residenziale, terziario e industriale. E non si deve trascurare che il concorso del settore dei trasporti ai target ambientali è rilevante anche per conseguire gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria e ridurre gli impatti sulla salute. Il trasporto su strada, in particolare, è responsabile di circa il 25% delle emissioni nazionali di CO2, il 13% delle emissioni di particolato (PM10) ed il 50% delle emissioni di ossidi di azoto (NOx).

Le parole chiave per ripensare il tema della mobilità in Italia devono essere: la protezione della salute dei cittadini, la de-carbonizzazione e la competitività economica della nostra industria. In questa prospettiva deve essere inquadrato il lavoro svolto sino ad ora nell’ambito del Tavolo sulla Mobilità sostenibile, che ha visto un forte impegno e coinvolgimento del Ministero dell’ambiente. La Road Map sulla mobilità sostenibile, elaborata con il concerto delle istituzioni, degli enti di ricerca e degli operatori economici del settore, rappresenta un utile strumento di supporto tecnico per l’analisi del contesto attuale della mobilità in Italia e degli impatti ambientali, e per l’approfondimento delle opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica dei mezzi di trasporto.

La Road Map fornisce ai decisori politici un quadro di riferimento complessivo per orientare e valutare le future decisioni sul tema.I risultati di questa iniziativa assumono un ruolo centrale anche in vista della elaborazione di un vero e proprio piano di azione sulla mobilità, che per la sua complessità e ambizione dovrà avere il coinvolgimento attivo e l’impegno di tutti gli stakeholder. Mi limiterò, qui, a segnalare solo le riflessioni e i temi di maggiore rilevanza e impatto rispetto agli obiettivi di transizione verso un sistema di trasporto su strada a basse emissioni.

La Road Map evidenzia che l’inquinamento atmosferico nelle città e i conseguenti impatti sulla salute orientano in tutto il mondo l’evoluzione dei sistemi di propulsione e di alimentazione dei mezzi di trasporto. Una filiera industriale di veicoli realizzati con tecnologie innovative, ad alta efficienza energetica e a bassi livelli di emissione di inquinanti e di CO2 e, è, perciò, essenziale per la competitività del sistema paese a livello internazionale.Naturalmente, la diffusione dei veicoli a basso impatto ambientale sarà frustrata in mancanza di soluzioni di livello normativo o assunte a livello amministrativo che non favoriscano e promuovano in concreto, anche con semplificazioni procedimentali, la realizzazione di idonee infrastrutture per i carburanti alternativi. È inoltre indispensabile incoraggiare la ricerca applicata finalizzata alla sperimentazione degli autoveicoli con guida autonoma, che potranno rappresentare nel prossimo decennio una profonda innovazione sia per l’industria automobilistica sia per la progettazione di nuove infrastrutture stradali. In una visione di medio-lungo periodo, sono quindi necessarie misure normative, economiche e fiscali di sostegno per accelerare l’evoluzione della mobilità verso le tecnologie più innovative senza penalizzare le classi economicamente più svantaggiate.

mobilità sostenibileIn particolare le misure normative incentrate sulla semplificazione delle procedure potranno costituire una delle componenti chiave per creare in Italia un ambiente favorevole per sviluppare e attrarre nuovi modelli di impresa e di consumo. In linea con gli obiettivi individuati a livello comunitario e raccogliendo le indicazioni provenienti dagli stakeholder del Tavolo sulla Mobilità Sostenibile, le misure economiche e fiscali devono essere coerenti con l’obiettivo fondamentale di ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti e di conseguire l’eliminazione progressiva del parco veicolare vetusto a favore della diffusione delle tecnologie alternative previste dalla DAFI (elettrico, ibrido plug in, gas naturale compresso e liquefatto, GPL e idrogeno).A tali fini, le misure di incentivo, fiscali ed economiche, devono essere direttamente proporzionali al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni effettivamente conseguiti.

La Road Map evidenzia anche che un ruolo fondamentale è affidato alle politiche locali a favore della mobilità sostenibile.Infatti in Italia:

  •  Il trasporto individuale avviene ancor per tre quanti con mezzi privati.n Il trasporto merci avviene ancora per tre quarti su gomma.
  • Abbiamo una densità di auto di oltre seicento vetture per 1000 abitanti, superiore di oltre il 20% rispetto degli altri grandi paesi europei.
  •  Sul fronte delle emissioni nazionali di gas serra l’incidenza del settore dei trasporti è salita dal 1990 ad oggi dal 20 al 23 per cento, mentre ad esempio quella dell’industria non energetica è sceso dal 17,5 al 12%. La dipendenza di questo comparto dal petrolio, attualmente al 96%, è infatti insostenibile per un continente che ha scelto la via dell’economia de-carbonizzata. Ma ancora più insostenibile è il peso sull’aria delle città di un sistema che viaggia ancora “a petrolio” nella quasi totalità dei mezzi.  Nelle città si concentrano le criticità del congestionamento del traffico, delle emissioni inquinanti e della sicurezza stradale. È pertanto nelle città che deve essere stimolato il cambiamento culturale verso l’utilizzo della bicicletta, del trasporto collettivo, della mobilità condivisa e dei veicoli alimentati con carburanti alternativi anche intervenendo con la realizzazione di infrastrutture dedicate a orientare gli utenti verso modalità di trasporto a basso impatto ambientale.

In particolare sono prioritari:

  • il potenziamento delle infrastrutture destinate al trasporto pubblico locale quali corsie riservate, linee tramviarie e ferroviarie e parcheggi di interscambio, nonché la diffusione delle tecnologie ITS (Intelligent Transport System) per il miglioramento della qualità e della tempestività delle informazioni all’utenza del trasporto pubblico;
  • la realizzazione di piste ciclabili;
  • la realizzazione di una rete di distribuzione di carburanti alternativi per favorire la diffusione dei veicoli a basso impatto ambientale. È altresì fondamentale la diffusione di servizi di mobilità condivisa, in cui si afferma il cambiamento culturale verso l’uso del veicolo e non più la proprietà dello stesso, con il beneficio di contribuire alla riduzione della congestione del traffico nonché alla risoluzione delle problematiche della disponibilità degli spazi di sosta.

Lo sviluppo dei servizi di car sharing, di bike sharing e di scooter sharing favoriscono inoltre la propensione all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, in quanto promuovono l’utilizzo di più mezzi di trasporto e quindi l’intermodalità. È inoltre auspicabile l’incremento sempre più diffuso dell’utilizzo di applicazioni digitali, quali ad esempio web conference, telelavoro – smart working, e servizi on line, che consentono una maggiore produttività ed efficienza e riducono la necessità degli spostamenti fisici delle persone, con evidenti vantaggi per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

mobilitàIl percorso di transizione nel settore dei trasporti richiederà un forte lavoro da parte dei decisori politici nei prossimi anni.La sfida, è chiaro, è far crescere un’industria e una ricerca nazionali sul tema del trasporto sostenibile.In tal senso abbiamo l’obbligo di favorire e orientare gli investimenti verso l’adozione di tecnologie innovative e a basse emissioni nell’ottica sia di sviluppare ulteriormente le eccellenze nazionali gia’ operanti (vedi quelle del CNG, LNG e GPL) sia di promuovere nuove filiere produttive funzionali allo sviluppo economico del paese, come quella della produzione e recupero di batterie e dei sistemi di accumulo. La creazione di nuova occupazione ad alto valore aggiunto dipenderà dal grado di innovazione del nostro sistema produttivo e dalla capacità delle nostre imprese di intercettare i mutamenti in corso.La Road Map della mobilità sostenibile è la base di partenza in vista dell’elaborazione di un piano di azione sulla mobilità che per la sua complessità e ambizione dovrà avere il coinvolgimento attivo e l’impegno di tutti gli stakeholder.

A tali fini, ritengo utile che sia definita una modalità stabile di collaborazione e di confronto tra tutti i soggetti pubblici e privati che sono direttamente e indirettamente coinvolti nel settore della mobilità. Questi soggetti potranno trovare voce e momento di confronto organizzati tramite la partecipazione delle rispettive categorie in una Assemblea Generale sulla Mobilità Sostenibile che intendo convocare. I temi prioritari oggetto di tale iniziativa saranno:

1) La valutazione delle policy attraverso la definizione di “strumenti” e “modelli” di analisi integrata in un’ottica complessiva di sistema (de-carbonizzazione, qualità dell’aria e impatti economici);

2) La Governance e gli investimenti;

3) Le soluzioni tecnologie e i nuovi modelli di consumo.In tal modo le istituzioni, gli enti di ricerca e gli operatori economici nazionali e internazionali potranno collaborare ad elaborare proposte concrete e di immediata attuazione sul tema della mobilità, finalizzate al raggiungimento dei target ambientali e alla competitività del sistema produttivo, e al tempo stesso ne favoriranno la diffusione a livello nazionale

Gianluca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Articolo pubblicato sul primo numero cartaceo di Start Magazine

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