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Chi finanzia la gigafactory per le batterie in Svezia

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Finanziamento della Bei (Banca europea per gli investimenti) per 350 milioni di euro allo stabilimento di Northvolt, in Svezia, per produzione di batterie a ioni di litio. L’articolo di Enrico Martial

 

L’autonomia strategica europea in diversi settori produttivi, come fattore di deglobalizzazione regionale, ha segnato un passo in avanti, il 30 luglio, con il finanziamento della Bei (Banca europea per gli investimenti) per 350 milioni di euro allo stabilimento di Northvolt, in Svezia, per produzione di batterie a ioni di litio. Il prestito aveva già ricevuto una prima valutazione positiva il 16 maggio 2019, e segue un progetto dimostrativo del 2018, sostenuto con un prestito di 52 milioni di euro.

L’azienda si è posta come obiettivo di realizzare batterie per un totale di 40gWh all’anno, con il primo anno, il 2023, che dovrebbe attestarsi intorno ai 16 GWh. Per confronto, si tratta di una capacità totale pari al 17,3% della capacità produttiva della Cina nel 2019, che è stata pari a 230GWh. Lo stabilimento è in costruzione in un’area di tradizione mineraria, nei pressi della cittadina di Skellefteå, nel nord del Paese, e avrà una impronta green.

Le batterie sono destinate al mercato automobilistico, con analisi di forte crescita nei prossimi anni, per una domanda di batterie che passerebbe dagli attuali 78GWh a 4mila GWh nel 2040. L’Europa dovrebbe recuperare il suo ritardo – attualmente realizza il 3% delle batterie globali contro l’85% dell’Asia – con la realizzazione di almeno una ventina di stabilimenti (gigafactory) per circa 3-4 milioni di posti di lavoro.

La strategia sulle batterie “europee” – e sull’autonomia produttiva soprattutto rispetto alla Cina – ha preso corpo con l’avvio della European Battery Alliance nel 2017 (circa 200 aziende e soggetti riuniti su iniziativa della Commissione europea), passando attraverso il Rapporto del 9 aprile 2019 sul piano strategico sulle batterie e con l’orizzonte del prossimo regolamento dedicato alle batterie, che prima della crisi del Covid era atteso per settembre 2020.

Pochi giorni fa, il 17 luglio, la BMW ha siglato un contratto proprio con Northvolt per 2 miliardi di euro, in vista di un parco di 25 propri modelli elettrici nel 2023. Tra gli altri clienti vanno segnalati ABB, Scania, Siemens, Vattenfall, Vestas e il gruppo Volkswagen.

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