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Ecco come Salvini e Di Maio non si incontrano sulla Via della Seta

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Di maio Salvini

Che cosa succede nel governo sui rapporti Italia-Cina e sul dossier Via della Seta? Fatti, parole e approfondimenti

 

Tensioni nella maggioranza di governo sui rapporti Italia-Cina. E’ la Nuova Via della Seta che divide i due partiti che sostengono il governo Conte. Con il premier più propenso, come nel caso della Tav, a sposare le posizioni del Movimento 5 Stelle, mentre la Lega di Matteo Salvini ha più ritrosie sulla firma a pieno titolo dell’Italia. Divaricazioni simili a quelle che emergono sul dossier Huawei posto dagli Stati Uniti. Ecco le ultime novità.

CHE COSA HA DETTO CONTE SULLA CINA

L’Italia è pronta a percorrere la Nuova Via della Seta cinese, nonostante le preoccupazioni degli Stati Uniti e dell’Ue. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato ieri a Genova nel corso del Festival di Limes che Roma e Pechino firmeranno l’accordo quadro a fine mese, durante la visita del presidente Xi Jinping, per aprire le porte ai massicci investimenti infrastrutturali del gigante asiatico. L’intesa avvicinerà la Cina agli standard di trasparenza occidentali, ha sottolineato Conte per rassicurare gli alleati, escludendo ritorsioni delle agenzie di rating americane.

I DETTAGLI SULLA VIA DELLA SETA

Con la Nuova Via della Seta i cinesi si preparano a connettere Asia, Europa e Africa costruendo strade, porti, ferrovie, reti di telecomunicazioni. Per l’Italia si tratta di “un’opportunità” di crescita, ha spiegato Conte, che ha rivendicato la scelta di stringere un’ambiziosa partnership economica con Pechino senza dover per questo rinunciare “all’alleanza atlantica” ed al “costante dialogo con gli Stati Uniti, anche su questo dossier strategico”.

I CONSIGLI AMERICANI

Le resistenze americane sono note: l’Italia è il primo partner europeo di peso in procinto di siglare un’intesa di questa portata con Pechino, a cui si imputano “standard e principi economici opachi”. Tali dubbi sono stati ribaditi anche dal dipartimento di Stato, che ha invitato Roma a vigilare. Conte ha chiarito che saranno adottate le “opportune cautele”, tanto più che “sottoscrivere l’accordo quadro non significa che saremo vincolati il giorno dopo”.

LE RASSICURAZIONI DI CONTE

Ma la scelta italiana è responsabile, perché sarà “l’occasione per introdurre nostri criteri e standard di sostenibilità economica e ambientale all’interno del progetto, che sarà trasparente e ampio”, ha cercato di rassicurare il premier.

IL CASO GERACI

“Il memorandum è esattamente in linea con le migliori pratiche occidentali come trasparenza, apertura, scambio di informazioni e di dati”, gli ha fatto eco da Radio Anch’io il sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci (quota Lega), in prima linea per condurre in porto un dialogo avviato dai governi Renzi e Gentiloni e proseguito con le visite in Cina dei ministri Di Maio e Tria. “Il testo è in linea con gli standard e le procedure comuni all’interno dei Paesi europei”, ha sottolineato Geraci in un’intervista pubblicata oggi dal settimanale Milano Finanza.

I SUBBUGLI LEGHISTI

Ma la posizione ufficiale della Lega è ben diversa da quella di M5S e di Geraci. Emblematico questo tweet del 6 marzo di Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri, esponente della Lega molto vicino a Matteo Salvini.

GLI AUSPICI DELLA CINA

La Cina ha puntato anche sulla storia per convincere Roma a firmare: “L’Italia è stata una fermata della Via della seta”, ha ricordato il ministro degli Esteri Wang Yi, evocando le imprese di Marco Polo. E confidando nell'”indipendenza” del nostro paese per respingere le “pressioni esterne”. Degli americani, appunto.

LA BOZZA DI INTESA

Intanto il sito Euractiv, specializzato in politiche europee, ha svelato ieri la bozza che la Cina ha preparato per la missione di Xi: investimenti nel porto di Trieste e cooperazione nello sviluppo di strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, energia e telecomunicazioni, si legge nel documento, che risale a settembre e deve essere integrato dall’Italia. Pechino proporrebbe sinergie con i progetti infrastrutturali europei come le TEN-T, di cui fa parte anche la Tav, e una cooperazione rafforzata nel settore dell’elettricità tra la State Grid Corporation of China e Terna, scrive ancora Euractiv. La parte italiana della Nuova Via della Seta è soltanto una goccia nel mare degli investimenti, un miliardo di miliardi di dollari, che la Cina vuole mettere sul piatto a livello globale.

VI SPIEGO PERCHE’ LA CINA PUNTA ALL’ITALIA E PERCHE’ GLI USA SBUFFANO. PARLA LUCIO CARACCIOLO (LIMES)

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