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Ita, storia della terza sconfitta per Altavilla (dopo Fca e Tim)

Altavilla

Le altalenanti vicissitudini del top manager Altavilla tra Fca, Tim e Ita. Il corsivo di Gianluca Zappa

Mike, Luigi e Fabio, tre nomi che Alfredo non dimenticherà facilmente. L’ex delfino di Sergio Marchionne, Altavilla, ha infatti incassato in quattro anni una tripletta da far girare la testa anche ad avveduti giocatori come lui.

Dall’estate 2018, il manager pugliese ha ingaggiato tre duelli rusticani per la conquista di posti di comando in aziende di primo piano per il sistema paese (curiosamente tutte con la ragione sociale di tre lettere: FCA, TIM e ITA), risultando sconfitto senza appello nei primi due casi e in rimonta (forse) nel terzo. Ma andiamo per ordine.

CHE COSA SUCCEDE IN FCA AD ALTAVILLA

Alfredo Altavilla era certo, in quel luglio di quattro anni fa, di prendere il comando di FCA: era stato lui, del resto, il più fidato consigliere di Marchionne nella complessa trattativa con Chrysler, accompagnandolo in tutti i viaggi preliminari da Torino a Detroit prima, sedendo poi nel cda della casa automobilistica americana, per poi essere stato posto a presidiare il mercato Emea (Europa, Medio oriente e Africa) del gruppo. Per questo percorso di continua crescita Altavilla confidava di ereditare lo scettro del manager italocanadese, dopo la sua prematura scomparsa. Come noto le cose però non andarono così: John Elkann gli preferì inaspettatamente Mike Manley, il capo di Jeep. Furente, Altavilla sbattè la porta e disse addio al gruppo automobilistico.

CASO TIM PER ALTAVILLA

TIM – Neanche il tempo di leccarsi le ferite per l’abrasiva uscita dall’automotive, dopo 28 anni, Altavilla si lanciò in un’altra sfida. In Tim il fondo Elliott vinse la sfida interna con Vivendi sulla governance dell’azienda e, dopo aver liquidato il ceo Amos Genish, guardò tra i consiglieri di amministrazione se c’era un profilo adatto per il ruolo di nuovo capoazienda. Emersero subito le candidature di Alfredo Altavilla e Luigi Gubitosi come i più accreditati per il ruolo, si sfilò dalla partita invece Rocco Sabelli, anche lui membro all’epoca del board. Anche questa gara terminò con una debacle per l’ex manager Fca, con l’investitura di Gubitosi.

TURBOLENZE IN ITA

Nel 2021 Altavilla venne scelto dal premier Draghi come presidente esecutivo di Ita Airways, la nuova compagnia aerea nata dopo la chiusura operativa di Alitalia. Altavilla successe a Francesco Caio, che era stato individuato dal precedente capo dell’esecutivo Giuseppe Conte, insieme all’ad Fabio Lazzerini. Con la scelta di Draghi, suggerita dal suo consigliere Francesco Giavazzi, cambiò però i poteri interni, con il passaggio alla presidenza di alcune deleghe importanti come le strategie, la finanza e il personale, creando una dialettica conflittuale con Lazzerini (Repubblica parlò anche di un tentativo di Altavilla di accompagnare Lazzarini all’uscita). La cronaca della scorsa settimana, con il ritiro delle deleghe (ritiro avallato dal ministero dell’Economia, nonostante gli sbuffi del collegio sindacale), segna la chiusura anche di questa partita.

Piccola postilla, i due vincitori di Altavilla non hanno avuto anche loro vita serena, uscendo prematuramente dai ruoli conquistati. Ma questo è solo un dettaglio per il battagliero (forse troppo battagliero) Altavilla.

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